TECNICA DA ADOTTARE PER LA FOSSA UNIVERSALE E PER LA FOSSA OLIMPICA - DISCUSSIONE

Negli ultimi mesi del 2009 abbiamo voluto dedicare questo Spazio alla Tecnica della Fossa Universale, oggi 18/05/2010, riteniamo utile allargarlo anche alla Fossa Olimpica, essendo affini molte tematiche.
Riportiamo in questo allegato l'Archivio dei Capitoli e degli interventi precedenti fino alle ore 15.00 del 09 Novembre 2009
Vi invitiamo dunque ad ampliare i vostri interventi anche alla Fossa Olimpica.

Vigo Africano 22/10/2010 Purtroppo non riesco a recuperare gli interventi precedenti. Mi dispiace.
Spero che riprendiate tutti a inserire le vostre domande e problematiche relative.
Se non ricordo male gli ultimi interventi erano relativi alla Respirazione da effettuare in pedana prima della imbracciata.

armani roberto 22/10/2010 non ti preoccupare di nulla Africano..
Sai cosa facciamo? come in pedana...trasformiamo questo bello zero che è arrivato inaspettato in energia positiva e concentrazione..
in pratica io per primo voglio ricominciare con rinnovato stimolo a trattare qualche argomento interessante del nostro sport e vedrai che tanti amici faranno lo stesso, quindi a prestissimo!
ciao
roberto

ZUCCHETTI ROBERTO 22/10/2010 ... sono cose che succedono....pronti...via....si ricomincia da capo....ciao ciao

armani roberto 23/10/2010 Prima di intraprendere questo viaggio, prima dentro di me, e poi insieme a voi,non posso non ricordare a tutti e come sempre per primo a me stesso che io ho una marea di cose da imparare da tiratori fortissimi che conosco da tanto tempo, e nemmeno ho una minima parte della classe e della forza con cui li ho visti sparare…ma tanti mi hanno riconosciuto, sia sul campo che qui sul forum, una certa capacità di trasmettere in modo semplice alcune idee, beh allora è unicamente con questo spirito di comunicare *qualcosa* che mi accingo a fare quello che mi piace di più in assoluto: parlare di tiro.

Parto da qui
come se fosse uno scambio di pensieri in pedana un pomeriggio…con un ragazzo alla prime armi o anche con un amico che mi ha chiesto qualche consiglio.

…vorrei farti capire come tengo il fucile io quando sono in attesa del pull e poi ti dico il pensiero che mi creo appena prima di chiamare il piattello..ok? ci provo…ascolta guardami la mano che impugna la pistola ha una presa sicura e decisa…ma adesso viene il bello, l’altra mano che afferra l’astina la tiene con dolcezza circa a metà, il calciolo appoggia all’incavo che si forma in modo naturale tra la spalla e il petto, attento guarda bene..non sto tirando verso di me il fucile lo ho solo appoggiato li non va da nessuna parte, e adesso tocca al quarto punto di contatto con il fucile…la faccia, la appoggio dolcemente al calcio…guarda bene anche da vicino se vuoi..vedi non sto schiacciando forte, lo messa li e ho visto che sono in linea con le canne…il mio fucile quasi io non lo sento in mano…sai cosa vuol dire?…mi viene in mente questo…ascolta….se il mio fucile adesso sparisse di colpo, sai cosa succederebbe?..rimarrei fermo con la mano che teneva l’astina aperta, la faccia le braccia e il corpo fermi nella stessa posizione perché non stavo esercitando alcuna forza, alcuna tensione, l’unica cosa la mano della pistola si stringerebbe a pugno…ma nient’altro…
adesso io so che il mio fucile è nella posizione giusta ma ora non ci penso più…devo pensare ad altro…però ti dico a cosa solo quando tu, provando ad imbracciarti e ripensando alle mie parole, riesci a provare la sensazione che ti ho descritto.
Se hai pazienza ti accorgerai di quanto sia semplice imbracciare un fucile in questo modo e quando avremo passato un po’ di pomeriggi insieme capirai quanto queste sensazioni ti saranno di grande aiuto.
Ciao e a presto

armani roberto 25/10/2010 Oggi a Piacenza è una brutta giornata, piove...cosi io me ne vado con la mente a fare un giro in provincia, alla Diga del Molato a Nibbiano dove lì c’è un bel sole e c’è Vittorio il gestore del campo di tiro a volo più unico che raro che io conosca, con tutta la struttura della pedana in ferro direttamente e completamente a sbalzo sulla diga che quando è colma d’acqua arriva poco più giù di dove si trovano i tiratori (..chissà come farà Vittorio a fare gli schemi...mah..); li ho iniziato a sparare e li a volte ho accompagnato qualche amico, come faccio oggi, per trascorrere qualche ora piacevolissima...

..prima ti ho visto sparare, e a volte, correggimi se sbaglio, mi sembra di averti notato mentre il tuo piede destro si solleva leggermente e il tuo corpo si sbilancia un po’ in avanti durante il tiro, in più forse di questo te ne accorgi meno, il tuo tempo così facendo si allunga leggermente; ...ok te ne sei accorto anche tu allora…ascolta…sai più di una volta è capitato e capita ancora anche a me, ed io lo considero un po’ come un campanello d’allarme, qualcosa che mi dice che non sto facendo tutto bene;
sai cosa devo fare quando mi succede così?..devo concentrarmi un po’ di più sul mio equilibrio, l’errore che sto facendo sai qual è?...pensare di rompere i piattelli con il mio corpo mentre i piattelli si rompono molto prima...con la mente, non posso pensare di affidare unicamente al mio corpo la capacità di colpire un bersaglio che non appena io emetto un suono, schizza via velocissimo non so bene da che parte...non ti pare un po’ improbabile che io possa pretendere di guardare da parte va e poi seguirlo con le mie canne, e poi, aiutato un po’ anche da quel piede alzato nel tentativo estremo di raggiungerlo e di farlo combaciare magari con il mirino, tirare il grilletto e sperare che si rompa??...
quando sento che ho quello sbilanciamento in avanti inizio non appena sbossolato le cartucce a pensare di stare tranquillo ben centrato con il peso del corpo su entrambe le mie gambe, ho fiducia in questa mia azione perché so da tempo che quando penso a stare ben equilibrato il piattello successivo si rompe sempre senza problemi e molto meglio di quello precedente, con meno fatica, e da fuori sembra che io non abbia cambiato niente nella mia impostazione, però se tu guardi bene non ho alzato nemmeno un po’ il tallone;
e così proseguo tranquillo perché come sempre ho un riscontro reale che davvero i piattelli si rompono prima con la mente, con le cose giuste a cui pensare, con le cose giuste da dire al mio corpo;
oggi credo che abbiamo imparato davvero una delle cose più importanti per tirare al piattello, e cioè che uno dei miei pensieri mentre mi muovo in pedana sarà sempre senz’altro quello di rimanere equilibrato con il mio corpo.
Hai ragione ti avevo detto che avremmo parlato di quell'altro pensiero appena prima di dare il pull, ...vedrai che verrà il momento giusto…prima facciamo ancora un po’ di pedane insieme e pensiamo ancora piattello dopo piattello alla sensazione dell’equilibrio...credimi rappresenta uno dei componenti fondamentali della fiducia in te stesso.
a proposito ricordati di divertirti mentre spari...

beh adesso smontiamo il fucile e riponiamo tutto nella valigetta..si è fatto un po’ tardi…sei stato bravo oggi... anche io mi sono un po’ ripassato una cosa importante...ciao ci vediamo sabato pomeriggio mi raccomando..

zucchetti renzo 25/10/2010 ciao sono tornato,sono appena tornato,Armaniquesti tuoi racconti di vita in pedana sono veramente interassanti,leggendoli sembra quasi di essere presente al tuo fianco mentre spieghi i segreti del mondo tiro... ciao e continua cosi...nella speranza di incontrarci in qualche campo allegramente saluto

armani roberto 25/10/2010 ..certo che ci incontriamo Renzo, vedrai che quel giorno arriva presto dai, ormai tu e Roberto siete miei grandi amici e mi fa molto piacere quando vi ritrovo al tiro oppure semplicemente quando scambiamo due chiacchiere qui sul forum;
sono contento leggi con piacere i miei interventi...in fin dei conti l'ho sempre detto, tutte le mie esperienze a me sembra di non scriverle da solo ma ho sempre l'impressione che tutti i tiratori che conosco scrivano una parte del racconto insieme a me, perchè tutte quelle cose che dico le ho vissute insieme ad ognuno di loro e ognuno di loro mi ha lasciato un pezzetto di se stesso, così io non faccio altro che pensare ai momenti trascosrsi insieme a tutti i miei amici tiratori quando scrivo, e credo che la *ricetta* sia tutta li.
ciao Renzo e ciao Roberto!!!!

ZUCCHETTI ROBERTO 25/10/2010 ...Ciao Roberto,le tue storie di *vita in pedana* sono sempre interessanti,c'è sempre qualche cosa da imparare.A me non resta che ringraziarti per i momenti belli che mi fai trascorrere leggendo i tuoi bellissimi racconti,e poi non importa se oggi piove,domani ci sarà il sole...forse...

ALIPRANDI BRUNO 27/10/2010 Caro Maestro le tue disquisizioni sul tiro, sono sempre un vero piacere leggerle. Mi piace notare come hai mille pensieri su ogni particolare ed una soluzione per ogni problema. Lo so...tu che hai sopportato l'allenatore (Carlo), hai sopportato anche me qualche volta, ora sei più che temprato e super preparato alla pedana ed alle sue fatiche. Caro Roberto, la stagione di tiro è praticamente conclusa, ora la caccia ha preso il posto della pedana. Gli interventi nel forum si sono diradati e la naftalina è stata posta, da molti nei fucili, per conservarli fino alla prossima stagione. Il lungo inverno, deve passare, deve passare il freddo ed il maltempo, nemici dello stare in pedana. Questo per me , stranamente, è il periodo forse più bello del tiro. Mi spiego... dato che mi chiederai; come può esserlo se non si spara e non si va sui campi da tiro? Nelle giornate e nelle sere invernali, quando fuori il tempo è inclemente e devi rifugiati nel calore della casa, trovi e riscopri dei momenti di vero piacere, ricordando la stagione del tiro. Si passano ,come me, nel silenzio delle fredde notti invernali, momenti di grande intensità, ricordando e rivivedendo nel tecnicolor della memoria, le gare, gli episodi, le gioie e gli insuccessi della stagione di tiro e di sport, appena terminata. Rivedo situazioni, rivedo piattelli, rivedo volti di amici, rivedo campi di tiro...e rivedo momenti di gioia e di delusione. Una stagione di gare è fatta di tanti attimi, di tanti episodi, di tanti amici e sopratutto di tante emozioni che ti rimangono nel cuore. Dello sport, anche se praticato a livello amatoriale, ti rimangono impressi in modo indelebile i suoi valori e i suoi attimi salienti. Soddisfazioni e amarezze , poi, si fondono in un crogiolo, che alla fine,amalgama tutto in piacevoli ricordi...
Rivedo i volti dei tiratori, i sorrisi dei vincitori e rivivo le tensioni passate nelle gare. Di ogni momento ne sento l'intensità e ne rivivo mentalmente la passione.
Ripenso a quello che ho fatto, chiedendomi se potevo dare di più come tiratore o come dirigente della F.U.. Ripenso ai miei amici della commissione internazionale, con cui ho lavorato...e risento il loro vero affetto e la loro disinteressata collaborazione e passione. Rivedo anche gente che ha fatto del male allo sport del tiro e alla F.U.... ma di questi, subito il nulla ed il vuoto, prende il loro posto, costoro si cancellano da soli nella mente e dal cuore. Ripenso e rivedo anche te, caro Roberto, con la tua modestia, con la tua bravura , con quel simpatico sorriso che hai sempre per ogni amico con cui parli e rivedo di te la tua gentilezza e la tua delicatezza d'animo nel proporti con tutti. Per molti e per il mio carattere, posso assomigliare ad un Cerbero, ma è solo l'impressionme che do, mentre dentro di me,so cogliere e vedere le minime sfumature e le cose belle del tiro e del comportamento del tiratore. Ho deciso da qualche tempo,di scrivere in un diario i più bei ricordi che ho dei miei purtroppo molti anni di pedana. Qui scriverò anche di te e di Carlo, atleta e allenatore....una sorta di due amici come lo erano Don Camillo e Peppone... quando scriverò questo, il mio cure godrà di quei piaceri intensi che mi ha dato il mondo del tiro.
Un caro abbraccio al mio caro amico Mestro (non Do Nasimiento) Roberto Armani da Bruno

armani roberto 27/10/2010 ..tu sei un mio grande amico... e a te poteva venire l'idea del diario....che bella idea Bruno,
...io adesso ti dico solo grazie di cuore...i tuoi scritti tu lo sai, io li leggo e dopo un pò torno a leggerli...come a volte riprendo in mano una mia medaglia e la osservo...la giro..la strofino un pò tra le dita...penso...
Caro Bruno, insieme a te e insieme a tutti i tiratori che conosco continuerò a scrivere le mie emozioni in pedana e naturalmente spero di trovare tanti compagni di viaggio..
un giorno di quelli freddi e piovosi vedrai, ti porto con me a fare una delle mie pedane, nella mia mente, e ci divertiremo un sacco...anche se quel giorno li mi sa che i ruoli Maestro - tiratore si invertiranno un pò.....
p.s. ...è molto dura Bruno trovare un Cerbero tra le tue righe scritte a cuore aperto...io te l'ho già detto più di una volta...tu sei un gran tiratore con grandi valori dentro.
ciao Bruno.

armani roberto 08/11/2010 Oggi immagino di essere al tiro insieme a Bruno, a Silvio e a qualche altro amico tiratore che come noi spara da un po’, e come noi un po’ d’esperienza ce l’ha...
Così mentre stiamo trascorrendo un bel pomeriggio a tirare un po’ all’Universale, ogni tanto loro mi prendono un po’ in giro...mi chiamano *Maestro*....ma a me piace...e dentro di me, tra un piattello e l’altro, penso di essere fortunato ad avere quegli amici veri che nascondono dietro quelle battute una sincera considerazione nei miei confronti....sentimento questo assolutamente reciproco.
Allora, mentre ci stiamo riposando, e Silvio pensa se fare o meno un’altra serie, Bruno ha voglia di chiacchierare un po’ con me così iniziamo a parlare un po’ e io gli butto li qualche * sensazione di tiratore* .....

Fare le cose essenziali:

è strano questo discorso Bruno, che per adesso ho nella mia testa, ma che ora cerco di spiegarti...è che mi sono reso conto dopo un po’ di anni che sparo, che gli aspetti da affrontare che riguardano il tiro a volo e nello specifico la tecnica di questo sport, sono molteplici, e se volessi andare a vedere quanti argomenti abbiamo anche sul forum affrontato, beh la lista sarebbe davvero lunga...quante cose dobbiamo tenere bene a mente quanto ci accingiamo a fare la nostra serie...l’impostazione, la concentrazione, stare fermi sulla chiamata, tirare in progressione stando attenti di non strappare, pensare alle cose giuste, e via così ancora tante cose ci sarebbero da aggiungere...ma siamo proprio sicuri che è questo che dobbiamo fare quando andiamo in pedana?...cercare di combinare tutto in modo che tutto giri alla perfezione??...mah non so, io non ne sono convinto...,nel frattempo anche Silvio si siede accanto a noi,...vedete a me sembra che se davvero devo fare quello quando sono in pedana…allora tutto diventa più difficile...allora non ho più quelle sensazioni di serenità, di scioltezza, di naturalezza...che ho sempre ritenuto alla base del mio modo di tirare...sapete allora cosa mi è capitato più di una volta?

sono in attesa di iniziare la mia pedana, a Lonato sul campo 6, il tabellone elettronico riporta i nomi dei tiratori, con il punteggio realizzato nella prima serie sul campo 5...ma a me non interessa...non rientra tra le sole cose essenziali che adesso devo fare...ecco, le cose essenziali...solo quelle...mancano 5 piattelli al termine della serie che mi precede, metto le cuffie, apro le scatole delle cartucce che metto in tasca mentre guardo gli ultimi bersagli, il mio fucile è in spalla...mi avvicino lentamente rimanendo poi fermo fino a che l’ultimo tiratore spara all’ultimo piattello, vado verso la mia postazione mi metto in posizione.
Al mio turno chiudo l’arma, imbraccio, e tiro...poi sbossolo e attendo fermo che il tiratore successivo abbia sparato per poi spostarmi e attendere di nuovo il momento per occupare la prossima posizione...
OOOHH!! Roberto ma cosa ci stai dicendo??? Lo sappiamo cosa dobbiamo fare in pedana! Non è mica la prima volta che tiriamo...non riesco più a capirti stavolta!!
Su Roberto dai!!

....ho capito, avete ragione, non è facile vi chiedo scusa...non è facile spiegarvi, senza darvi l’impressione di dire cose scontate e apparentemente diverse da quelle dette finora, in quante occasioni io ho capito che quello che dovevo fare in pedana per rompere i piattelli era solo fare le cose più semplici, pensare solo a fare in modo semplice, corretto e normale le uniche cose che dovevo fare per iniziare e finire una pedana di 25 piattelli...niente di più di quelle...quante volte ho capito Silvio che il segreto per controllare tutto quanto...è avere poche cose da controllare...è stato incredibile a volte rendermi conto come l’unica cosa che dovevo fare per rompere un piattello era concentrarmi, dare il pull, andare in quella direzione e sparare...quante volte ho continuato la serie ascoltando una vocina che mi diceva *...Roberto se fai solo quello il piattello si rompe...se fai solo le cose essenziali e null’altro puoi arrivare in fondo...quante volte ho davvero capito che uno dei segreti, paradossalmente sotto gli occhi di tutti, è fare poche cose, e concentrarsi solo su quelle...solo ed esclusivamente su quelle.

Vi ricordate, una volta, in uno dei miei primi interventi diedi tantissima importanza al modo di stare in pedana, e sono tutt’ora convinto che saper stare in pedana e fare quello che va fatto e nient’altro, in modo serio e corretto, con rispetto degli altri e di noi stessi sia in assoluto una delle grandi forze di un tiratore che gli permette di far uscire fuori tutta la tecnica che possiede.
Mentre parlavo Bruno e Silvio come sempre hanno capito che io sono come rapito dal mio mondo del tiro...ma io vedevo nelle loro espressioni e nei loro cenni che la passione, quella vera, era comune e ci univa tutti e tre...

Ciao Bruno, ciao Silvio,
oh la prossima volta portiamo qualche altro amico...qui nel forum non c’è che l’imbarazzo della scelta.

ALIPRANDI BRUNO 09/11/2010 Caro Maestro, il tuo intervento è un condensato di molteplici significati. Questi significati li raccolgo in poche parole: lo sport ti da dei valori che impari e plasmi praticando lo sport. Mi è simpaticamente piaciuto il tuo immaginare me e Silvio accanto a te in una bella giornata di tiro. Silvio, sicuramente avrebbe molte cose da insegnarti ... ma ti assicuro, che ne avrebbe moltissime da insegnare anche a me. L'esperienza d'aver paticato campi, gare, tiratori e vita federale, sono un bagaglio di inestimabile valore, dato che queste esperienze, sono viste e filtrate da una persona di grande equiibrio , di stile e sopratutto di valore personale. Vedi, caro Roberto, tu sei l'espressione più bella e sincera di quello che è o dovrebbe essere un tiratore, per questo ti ammiro. Passione, costanza, determinazione e capacità di isolarsi da quello che sono le problematiche o le stupidità gestionali dell'ambiente del tiro, sono le qualità che ti donano rispetto e stima come tiratore e fanno si che tu arrivi in pedana, a portare sempre il massimo di quello che in quel momento puoi dare.
Gli automatismi per una gara, si costruiscono in allenamento. L'aspetto tecnico lo studi e lo risolvi in allenamento. L'allenamento, ti deve portare alla gara in modo che tu possa effettuare sempre le medesime cose, senza distrazioni. L'aspetto mentale alla gara va visto in questo modo. Hai presente un centometrista? Sai cosa vede e che ha in testa prima del colpo dello starter? Quello ha in testa di esplodere tutta le sua energia e vede solo il filo di lana dell'arrivo. Non ha in testa come appoggiare il piede , come tenere il tronco in corsa, come deve respirare o come deve muovere le braccia...queste cose le sa e le ha già perfezionate e preparate in allenamento. Lui ha in testa solo di arrivare al filo di lana, primo degli altri e il filo di lana è il suo avversario vero. Quando sei in gara, nel tiro, è la stessa cosa: devi avere in testa solo il piattello e la tua attenzione deve essere dedicata solo a lui. Non vale il ripassare, mentalmente, tutte le disquisizioni o le problematiche per rompere il piattello in gara. Vale solo l'attenzione massima al piattello. La tecnica e la maniera di romperlo la devi avere già risolta a monte, negli allenamenti e nel continuo ed abitudinario gesto atletico. Poi vi è la condizione mentale, che ti dona la determinazione nelle tue capacità, ma questo è un campo soggettivo che....come dice il mio amico e grande idolo Luciano Giovannetti, lo possiamo definire con un termine ** Il CUORE **.
Per arrivare a dare una prestazione di qualità e di sostanza, non basta l'estro dell'artista nel tiro ai piattelli. Sarebbe troppo facile e di artisti ve ne sarebbero certo in buon numero. Serve costruire un bagaglio potenziale che è fatto da altrettante molteplici cose, per far si che si crei la scala di valori. Qui è il nostro limite e qui è il confine che non possiamo attraversare come tiratori amatoriali.
Oggi, le gare ad alto livello si disputano tra tiratori professionisti, i quali, hanno tutto un altro approccio e tutto un altro modo di prepararsi alla pedana. Noi amatori siamo felici se qualche volta incocciamo in una bella gara...ma quante volte in una stagione troviamo sempre i certi e soliti tiratori davanti a noi?
E' la fisiologia di una logica dello sport odierno. Oggi chi pratica uno sport ai massimi livelli, deve applicarsi totalmente, con mezzi scientificamente avanzati e con il supporto tecnico di persone preparate. Ricordo alcune conversazioni con il preparatore atletico sig. Partigiani, il quale, concordava con me che anche a livello amatoriale, una certa preparazione atletica è indispensabile e necessaria, se si vogliono ottenere risultati costanti, a lungo termine e non sporadicamente.
La preparazione fisica e lo vediamo nei nostri tiratori delle discipline olimpiche, è fatta in modo esemplare , scientificamente e con gli adeguati supporti, messi a disposizione per tale necessità. Un altro aspetto importante è la preparazione mentale e la guida psicologica, che viene data dal direttore tecnico della squadra. Il CT, deve conoscere la psicologia di ogni suo tiratore a disposizione e deve quindi, aprire con la chiave adeguata, la mente del tiratore ed instillare in lui, tutte quelle cose che lo rendano sicuro e determinato in pedana.
In questo il nostro Albano Pera è maestro.
I risultati vengo sempre dopo aver messo in cascina del fieno. Caro Maestro, nel nostro mondo amatoriale, noi ci sforziamo in modo personale, di costruire e mettere insieme un bagaglio tecnico e scientifico, della qualità poco superiore al FAI DA TE'.
Sono ammirevoli tutti i discorsi che facciamo, ma sarebbe veramente più giusto, serio e doveroso, che certi mezzi e certi tecnici, qualche volta, organizzassero dei convegni o degli incontri, per dare misure e regole anche a chi non fa dello sport professionistico.
In questa proposta, ricordo di aver trovato Partigiani disponibilissimo ed anche entusiasta per l'idea. Luciano Giovannetti , disponibilissimo a portare la sua immensa esperienza agli amatori. Orbene, le persone ci sono e sono anche generosamente disponibili per poter far salire di qualità (con programmazioni mirate) noi amatori... Ma per poter far si, che queste persone possano lavorare, ci vuole qualche cosa dietro che coordini e che finanzi la cosa. Il qualche cosa si chiama FEDERAZIONE.
Giusto il leggere sul sito federale che si vuol creare attività internazionali per i corpi dello stato....ma per gli amatori cosa è giusto?
Caro Maestro, fare sport e tirare al piattello in gara, significa esprimere attenzione ad un aspetto psico-fisico personale, ma significa anche, aver creato un movimento complesso di cose, che passano dal movimento atletico puro , al commerciale al movimento politico.
Forse il tiro va rivisto e riorganizzato, questo è certo, ma se gli amatori avranno la considerazione di oggi, nulla si crea e nulla si distrugge. Viviamo in un'epoca, dove si chiacchera troppo di politica, per essere un'epoca saggia e si guarda troppo al commerciale, perchè quest'epoca dia al tiratore i suoi giusti riconoscimenti.
La mediocrità che si bilancia con altra mediocrità, l'incompetenza che applaude a se stessa... e l'opportunismo che musica melodie all'arrivismo. In questa realtà, sognamo e godiamoci le nostre pedane in compagnia di cari amici. Forse non si sale su un podio, ma certo l'amicizia è un premio ed un valore sportivo .
Gareggiamo e pratichiamo il tiro in pedana...la nostra passione ed il nostro piacere non ce lo possono certo toglire .
Nessuno mi può togliere i bei momenti di tiro, le belle chiaccherate con te, Drago e il tuo allenatore...nessuno ci può togliere la bella chiaccherata di saggezza tiravolistica con Silvio. Guardiamo oltre... e caro Roberto... pardon , caro Maestro, preparati che per l'anno prossimo,sarò in forma smagliante e a Drago daremo bastonate solenni ....Un abbraccio Bruno

armani roberto 13/12/2010 condividendo l'ultimo intervento di Silvio, spero che in tanti vogliano perdonarmi se non sto trovando il tempo minimo necessario per scrivere qualcosa di interessante...
in ogno caso trovo corretto far sapere che ci sono e leggo sempre il forum;
spero sempre che tanti amici che sono già intervenuti in precedenza e che di esperienza me ne potrebbero dare di sicuro un bel pò anche a me, scrivano ancora e mi facciano sentire che ci sono anche loro e magari mi regalino qualche *pillola* di tiro a volo e d'intorni;
ciao a tutti e a presto
p.s. iniziamo a farci gli auguri??
ma si dai...Auguroni a tutti per un bellissimo Natale e per un anno nuovo *pieno di 25!!*

armani roberto 04/03/2011 ...TORNIAMO A PARLARE DI FIDUCIA

Voglio ritornare a parlare di questo argomento perché più tiro e più capisco quanto sia importante la fiducia in noi stessi e di conseguenza nel nostro modo di sparare;
voglio sottolineare le parole *..nostro modo di sparare* e, se ci riesco, provo a spiegare e a spiegarmi il perché.
Intanto voglio dire che quello a cui sto pensando secondo me si scosta un po’ da quello che la *scuola di tiro* probabilmente ci direbbe, ma queste righe credo siano maggiormente indirizzate a chi spara già da un po’ piuttosto che a qualche neofita del tiro.

Chi spara da un po’ di tempo ha un suo modo di sparare, un modo che per impostazione, per carattere, per esperienza fatta sul campo è estremamente personale e personalizzato.
So di non scoprire niente di nuovo dicendo questo ma so anche che spesso i tiratori sono portati ad inseguire un certo *modello di tiratore* un certo *modo di sparare*, un modo che si avvicini il più possibile ai canoni dettati, per così dire, dal maestro di tiro, oppure perché no dal campione che vediamo sparare magari proprio accanto a noi.
Premesso che io sono convinto che un’impostazione corretta porti, alla distanza, migliori risultati, credo fermamente però anche nell’efficacia di un’ impostazione personalizzata supportata da totale fiducia in essa.
Provo a spiegare meglio questo concetto:
come al solito provo a prendere me stesso come esempio, solo perché ho dei riscontri reali e certi a quello che dico, e non perché io debba essere preso come riferimento...
come in tanti hanno capito ormai, a me piace osservare e ascoltare molto, prendere in dovuta considerazione le sensazioni e le esperienze degli altri tiratori, cercare di migliorare la tecnica personale, avere una mentalità abbastanza elastica;
allora alla luce di quanto sopra, durante gli allenamenti, più volte mi sono ritrovato a correggere la mia impostazione di tiro, cercando ora una posizione della faccia un po’ più avanti, ora la posizione dei piedi un po’ più a 45 gradi verso destra, ora la posizione dei gomiti più verso il basso, e così via...sempre nel tentativo di avere dei miglioramenti.
Succede però un bel giorno del Campionato d’inverno quanto segue:

dopo la prova di Campionato, non ricordo se a Seriate, decido di non rientrare a casa ma allungare fino a Lonato e con la scusa di fare la tessera fitav nuova, di corsa faccio anche la garetta domenicale.
Chiudo la prima serie a 21 e prima di fare la seconda mi ritrovo a parlare di un po’ di tecnica con un amico e gli dico che ho capito negli ultimi piattelli della serie appena sparata che * devo trovare la forza e il coraggio di essere me stesso, con il mio modo unico e personale di sparare* e già prima di salire in pedana ho come una sensazione di liberazione e di indescrivibile sicurezza che avrei piacere che tutti potessero provare; una sensazione di tranquillità e allo stesso tempo di piacere per aver capito quello che da sempre era li sotto i miei occhi...che tante volte mi aveva permesso di sparare con facilità, e con efficacia allo stesso tempo.
Faccio la serie e, divertendomi, chiudo con 25 ma la sensazione bella che ho dentro non è che ho fatto 25 ma è che ho trovato il coraggio di essere me stesso...anche se non impostato secondo i famosi canoni del *maestro*.
La domenica successiva è stato gratificante fare una gara stupenda ai Cieli Aperti con tutta la voglia di essere me stesso e dare a me e al mio modo di sparare la totale fiducia che alla fine della gara mi ha permesso di fare un punteggio davvero molto alto, che è solo conseguenza di quell’atteggiamento nei miei confronti che sono riuscito a tenere fino all’ultimo piattello.
In seguito ho ancora conservato quella fiducia in me stesso che mi ha portato a chiudere il campionato d’inverno con un bel podio, ma soprattutto conservo un ben più importante risultato che spero rimarrà in me nelle gare che affronterò quest’anno e che è senza ombra di dubbio la totale fiducia in me stesso e nel mio modo di sparare.

Io spero davvero che nessuno stia pensando che tutto quello che un bravo istruttore, o perché no anche un ottimo tiratore, ci può insegnare, lo si possa scavalcare da quanto ho detto sopra...molto lontano è da me quest’idea...ma volevo sottolineare fortemente, soprattutto a me per primo, la grande forza che deriva ad un tiratore dalla totale fiducia in se stesso...spesso una forza ben maggiore di un gomito all’altezza giusta o di un piede ben posizionato...

...e guardate che chi vi sta dicendo questo giovedì pomeriggio ha avuto una delle gioie più grandi che poteva provare dopo che per la prima volta sul campo di tiro di Lonato ha potuto dare qualche consiglio a dei ragazzi e ragazze meravigliosi che da poco hanno iniziato a sparare...
Al termine di un paio d’ore trascorse insieme a loro e naturalmente a Marco Micheli mio amico e già bravissimo istruttore, mentre mi stavo allontanando sento la voce di un ragazzo che mi dice:
Scusa, ...tu vieni ancora la prossima volta?...

Io ho pensato a quella frase per tutta la sera...

Un saluto di cuore a tutti i miei amici del forum.
Roberto.

Papararo Giuseppe 04/03/2011 X ROBERTO ARMANI.
Non ho il piacere di conoscerti personalmente, poichè sono un vecchio tiratore in.......disarmo da circa venti anni.
Ho letto con molto interesse i tuoi interventi e volevo farti i miei complimenti non solo per la tua competenza, ma soprattutto per il modo di raccontare la tua esperienza e i tuoi insegnamenti.
Sembra di stare seduto davanti ad uno schermo e vedere sequenza dopo sequenza tutte le azioni e i movimenti da te via via descritti.
Non è assolutamente semplice trasmettere questa sensazione a che ti legge.
Bravo. Continua così.
Con simpatia.
PEPPE.

Vigo Africano 04/03/2011 Roberto, guarda le date dei due ultimi tuoi interventi. Sono passati quasi tre mesi prima di riaverti con noi! Come hai potuto leggere anche in Spazio Aperto, i nostri lettori hanno palesemente sentito la tua assenza. Grazie ancora per la tua preziosa collaborazione.

armani roberto 05/03/2011 Caro Giuseppe ti ringrazio tanto per le tue parole, io ti ho letto, anche nel tema spazio aperto, con altrettanto interesse e senza stare a dilungarmi troppo ho capito che tu sei una di quelle persone di cui a volte mi è capitato di parlare nei miei interventi...una di quelle persone da cui il sottoscritto può solo imparare.
Adesso non commuoverti, so che sei anche una persona molto sensibile, piuttosto fammi un bel regalo, quando riesci scrivi un pò delle tue belle esperienze di grande tiratore, quale tu sei, anche qui nel tema della tecnica.
grazie naturalmente anche a te Africano sei sempre un vero amico.

ZUCCHETTI ROBERTO 05/03/2011 Ben tornato Roberto, è sempre un grande piacere leggere le tue magnifiche storie di vita in pedana. Complimenti per il podio ottenuto, sei sempre sulla cresta dell'onda....bravo bravo bravo... Nella speranza di rivederti al più presto ti saluto...

zucchetti renzo 05/03/2011 Armani roberto anche questa volta hai colto nel segno.ti posso dire che ho provato anch io quello da tu descritto con chirurgica precisione.ciao e a presto grande roberto.saluto anche tutti i personaggi del forum

Papararo Giuseppe 05/03/2011 CARO ROBERTO,
ti ringrazio per le tue manifestazioni di stima, che ricambio di cuore.
Colgo al volo il tuo invito per raccontare un episodio che non ho mai rivelato a nessuno e che a distanza di tanti anni non può nuocere più a nessuno.
Possa essere di monito soprattutto ai giovani per insegnare loro che prima dello Sport viene L'UOMO E IL RISPETTO VERSO GLI ALTRI, anche se ciò può comportare la rinuncia ad una momentanea e legittima soddisfazione.
Era il lontanissimo 1973 ed io avevo appena 24 anni.
Era quindi l'anno successivo alla prestigiosa e fantastica vittoria alle Olimpiadi di Monaco del nostro grandissimo Angelo Scalzone.
In virtù dei risultati ottenuti l'anno precedente nel Campionato Italiano di 1^ Cat. avevo acquisito il diritto di far parte della squadra azzurra di F.O.
Immaginate un po' la gioia e l'entusiasmo di un ragazzo che era riuscito a farsi strada nel bel mezzo di un nutrito nugulo di avversari molto più titolati di lui.
Prima trasferta internazionale: Gran Premio d'Europa individuale e a squadre a Brno (Cecoslovacchia). Campo di tiro allora notoriamente difficilissimo, dove i piattelli talmente duri non si rompevano neanche col martello. Bisognava centrarli con almeno 6/7 pallini per vederli rompere in non più di 3/4 pezzi.
La classifica a squadre prevedeva che fossero presi in considerazione i 4 migliori risultati a 150 piattelli di ogni Nazione. L'italia aveva 6 tiratori partecipanti.
Al termine della gara a squadre chiudo con il risultato di 144/150. Lo stesso risultato viene ottenuto da Angelo Scalzone.
Finita la gara viene annunciata la classifica finale. Vincitrice del Gran Premio d'Europa a squadre l'Italia con Silvano Basagni, Giani Serafino, Giorgio Rosatti e Angelo Scalzone.
Seduto in un angolo dello stand resto un po' interdetto e in silenzio.
Si avvicina Silvano Basagni e mi dice: guarda Peppe che la classifica a squadre è sbagliata....al posto di Scalzone ci devi stare tu, perchè nell'ultima serie tu hai fatto 24/25 e lui ha fatto 23/25 e secondo il regolamento a parità di punteggio conta il risultato dell'ultima serie.....corri a fare reclamo prima che la classifica diventi definitiva.
Continuando a stare seduto guardo un attimo Silvano e poi abbasso lo sguardo.....e lui....senti Peppe, se non mi credi puoi chiedere al Comitato Organizzatore.....e io alzando lo sguardo......hai ragione Silvano, lo so che è così, ma non importa......e lui di rimando.....ma come, rinunci alla vittoria a squadre nel Gran Premio d'Europa?......ed io, in tono quasi ultimativo.......Silvano, va bene così.
Cosa mi ha indotto a comportarmi così?
In quel frangente ho pensato a tante cose.....il mio amico e Maestro Peppino Scalzone campione olimpico in carica.....non posso fargli un torto del genere......come si fa a non menzionarlo nella squadra italiana vincitrice del Gran Premio d'Europa.....perchè a torto o a ragione devo usurpargli il posto proprio io che sono un illustre sconosciuto a livello internazionale....sono ancora giovane e posso avere tante altre occasioni....e tante altre cose.
A distanza di tanto tempo, anche se mi è costato qualcosa dentro di me, non ho alcun rimorso e penso di avere fatto la cosa giusta.
Un saluto a tutti.
PEPPE

armani roberto 07/03/2011 Lo scritto di Peppe ha tutto il sapore assolutamente unico che solo certe esperienze vissute, come da lui, in contesti davvero importanti come un Gran Premio d'Europa di Fossa Olimpica in questo caso, possono avere;
nomi di Campioni che ti inducono a leggere con attenzione, e con i sensi rapiti da quell'impresa che un ragazzo di nome Paparo, fece addirittura diventare di grande valore umano oltre che sportivo.

Sono contento di poter conservare come un vero tesoro il racconto di Peppe...insieme a tante esperienze che ho fatto sul campo, e a tante cose che nel tempo ho acquisito trovandomi spesso accanto a veri campioni e forti tiratori, andrà a far parte del contenuto della mia piccola valigetta che porterò sempre con me in pedana quando insieme a ragazzi e ragazze alle prime armi faremo quello che più ci appassiona:
tirare al piattello.
un caro saluto anche ai miei amici i gemelli Zucchetti, con i quali sempre ci ritroviamo sui campi a scherzare, ma che ogni volta mi fanno capire quanta considerazione abbiano nei miei confronti (a proposito è reciproca);
Ultimo, ma solo in elenco, un enorme grazie a Silvio che non manca mai di avere apprezzamenti positivi verso di me.
un saluto a tutti quanti...e a presto.
Roberto

armani roberto 07/03/2011 scusatemi mille volte...è venuto scritto male il nome che naturalmente è PAPARARO

Papararo Giuseppe 07/03/2011 Ciao ROBERTO,
ti ringrazio per lo spirito e il significato dei tuoi apprezzamenti.
Non ti devi affatto scusare per aver digitato male il mio cognome. E' stato sempre un cognome difficile da scrivere e da pronunciare.
Pensa che Giovannetti mi chiamava *Pararo*, Basagni semplicemente *Beppe*, Mattarelli *Marocchino* per le mie origini meridionali e Peppino Scalzone *il monaco*, forse per il mio carattere un po' schivo e solitario.
Ci ho sempre scherzato su......quindi......
Un abbraccio. PEPPE

armani roberto 18/03/2011 ...ANCORA UN P0’ SUI RAGAZZI
Letizia, quando tocca a lei, * chiude l’arma imbraccia chiama e scarica il fucile nella direzione in cui ha visto uscire il piattello*...tutto così come l’ho scritto, senza una virgola ne un punto, niente...
La cosa meravigliosa, tutta da interpretare, è il sorriso disarmante che ti rivolge anche se è l’ennesimo bersaglio che se ne vola via intatto, senza nemmeno un accenno di fumatina;
Marco, quando tocca a lui, è già tirato come una corda di violino prima di fare qualsiasi cosa, poi decide di chiudere il fucile con una violenza inaudita, appoggiare solo la punta del calcio alla spalla, dare il pull e privo di qualsiasi controllo sull’arma sparare nella direzione del piattello che naturalmente non ci pensa nemmeno di rompersi;
più in là due ragazzi, un po’ più grandi, fanno suonare un po’ meno il campanello, ma quando questo succede, quello che hanno imparato subito benissimo e padroneggiano alla grande è come scagliare via le cartucce con un movimento velocissimo e stizzito (..questo già al il primo piattello sbagliato);
un altro ragazzo , quando tocca a lui, si posiziona con attenzione, si imbraccia discretamente, ma le sue canne non ne vogliono proprio sapere di stare ferme li sulla buca, e si muovono continuamente, e in questa situazione instabile arriva anche il pull a movimentare ulteriormente tutta la faccenda, e così esaurita la potenza di fuoco del sovrapposto non rimane che osservare il piattello integro che prosegue la trasvolata del campo di tiro.
Marco alla fine dell’allenamento ti dice: *Secondo me uno che sbaglia così tanti piattelli deve cambiare sport * (in dialetto rigorosamente Bresciano-Bergamasco che per mia fortuna, in questi anni trascorsi sui campi di Lonato, ho imparato a capire);
ma poi, dopo che ho appoggiato il mio giubbotto al contenitore delle cartucce e gli ho fatto vedere come faccio io ad imbracciarmi e ad intervenire sul piattello sempre sotto lo sguardo attento di Franco Tognazzi grande maestro e armaiolo di Lonato, mi dice subito*...dai possiamo fare ancora qualche piattello? Voglio provare così* ma Franco, ha già chiuso il campo e si sta allontanando.
*Va beh è lo stesso Marco, non ti preoccupare, domenica siamo ancora qui così puoi provare, tu hai un carattere che mi piace, col tempo diventerai un ottimo tiratore*.
Tutte le volte che un ragazzo sbaglia un piattello...si gira...e ti guarda..., cerca in te una spiegazione allo zero oppure un cenno di approvazione quando il bersaglio si rompe, questo, credete, è uno dei momenti più difficili per me....come faccio a spiegargli che anche a me a volte capita di non capire fino in fondo perché ho sbagliato un piattello...quindi figuriamoci se lo sbaglia un altro...ma sono convinto che loro *devono avere una risposta*, così l’unico modo che conosco è quello di essere davvero molto attento, osservare bene quello che fanno, capire addirittura a cosa stanno pensando mentre tirano, in poche parole devo fare come se ognuno di quei piattelli lo stessi sparando io...è l’unico modo per provare a dirgli qualcosa di vero e sincero, che li possa aiutare a migliorarsi.
Ciao a tutti e a presto.

armani roberto 22/03/2011 ..oh non so se vi siete accorti che stiamo viaggiando nel futuro..i messaggi di Silvio riportano la *data astrale 22 marzo 2011* cioè domani! chissà forse anch'io quando avrò registrato il mio potrò dire di aver provato l'emozione! ah ah ah...scusate torno serio.

Caro Silvio da poco come tu sai sto affiancando gli attuali istruttori di Lonato e in merito alla tua domanda l'orientamento sia di Franco che di Marco, ma che ti dirò mi trova abbastanza daccordo, è quello di tirare a piattelli regolari.
In verità è un argomento che non abbiamo avuto modo di sviscerare bene e sicuramente lo affronteremo ancora ma così a pelle ti dico questo:
riconosco che la prima volta che qualcuno spara ad un piattello regolare probabilmente rimane sconcertato e disorientato e ancora più probabilmente fermo e immobile mentre il piattello è gia atterrato nel prato la in fondo.
ma il mio timore è che far sparare a piattelli facilitati comporti un approccio completamente diverso della tecnica di tiro per colpire il bersaglio. In poche parole secondo me il giorno che poi si decide di sparare ai piattelli regolari si deve ricominciare tutto da capo.
Ti ho però risposto un pò a caldo Silvio, quindi non considerarlo un mio pensiero già consolidato, come ti dicevo ho senz'altro ancora bisogno di confrontarmi su questo argomento.
Considero molto importante anche quello che hai detto tu, chi comincia deve trovare le motivazioni per proseguire e provare anche il piacere di rompere il piattello.
Quindi Silvio mi farà sicuramente piacere continuare questa discussione.
ciao e a presto

armani roberto 22/03/2011 ...si si, sto viaggiando anch'io nel futuro...

Vigo Africano 21/03/2011 Il Provider ha avuto dei problemi sul proprio server ed ha fatto di tutto perchè comunque non fosse interrotta la visibilità ed l'interattività del nostro Sito.
Purtroppo solo dopo la mia segnalazione si sono accorti che il Calendario automatico è andato in Tilt. Comunque è il male minore e spero che domani possa essere di nuovo sincronizzato.

Vigo Africano 21/03/2011 Infatti è già stato sincronizzato.

ALIPRANDI BRUNO 22/03/2011 Caro Roberto, caro Maestro,
così devo rivolgermi al caro amico, ora importante Maestro di tiro. Sono felice del tuo ruolo e ti dico anche il perchè! Il perchè sta in Te, in quello che sei come tiratore, come sportivo e come uomo. Ti ho frequentato come amico e come tiratore azzurro, con noi nella F.U., dove ho potuto apprezzarne certi valori sportivi di lealtà e di correttezza, che sono cose sconosciute in qualche tiratore ,passatomi sotto agli occhi. Valori di sportività antica, di quella sportività pulita e generosa, degna ogni volta, di essere vista con ammirazione.
Questo, oggi è il tuo bagaglio più importante, che aldilà di tecnica e metodi di insegnamento, potrai trasmettere ai giovani, che prima ancora di salire in pedana, devono aver incominciato a conoscere il significato di sportività e di lealtà ai doveri di tiratore. Roberto non aggiungo altro se no piomberei clamorosamente in qualche cosa che suonerebbe stonato ed eccessivo...ma questo è quello che penso di Te.
Vorrei dire il mio parere a riguardo dell'approccio con piattelli regolari...ammesso che vi siano sempre piattelli ancora definibili regolari.
Quando si prende in mano un attrezzo per incominciare uno sport, tipo il tennis, la vettura di F1, in disco da lancio e qualsivoglia strumento da prestazione, o ad esempio il nulla; come nell'atletica, unico esempio per tutti i 100 metri, avviene una logica procedura uguale per tutti. Chi insegna il tennis parte dall'impostazione e dal colpire la palla con la racchetta in modo lento per fissare il giusto movimento. Chi guida un bolide, deve partire piano piano e aumentare per conoscere come portare il suo mezzo al massimo della resa. Chi partecipa ai 100 metri, prima studia la postura e la tecnica di corsa e lo fa quasi con movimenti da moviola, per poi arrivare ad esplodere quello che ha nelle gambe ...relazionato a regole e a passi studiati lentamente ma sopratiutto metodicamente.
Ora non capisco perchè nel tiro di debba fare diversamente...A mio parere è penalizzante partire con lanci da F.O.. Uno viene preso istintivamente dalla voglia di colpire il piattello e dimentica il resto, dato che il gesto tecnico avviene in frazioni di secondo. Tanto è rapido il movimento, tanto deve essere lento l'approccio ad una metodoligia che va fissata nella testa e ripetuta in modo ossessivo. Ripetere e tirare ad un piattello lento (solo inizialmente), ti da il tempo di ragionare sui movimenti e sul dove va la fucilata, rendendoti quasi padrone del mezzo. Dominare il mezzo significa già tre quarti del lavoro. Quando colpisci un piattello lento , ricordi il movimento e rivedi dove butti la fucilatata, ergo ne capisci i meccanismi. Logicamente , l'accellerare viene naturalmente. Paradossalmente diminuire il tiro in velocità è più difficile ed incomprensibile. Ricordando la storia, notiamo che tiratori che hanno iniziato col la F.U., sono diventati tutti ottimi tiratori polivalenti, sia che in F.O., che in altre discipline. Non avviene il contrario per chi inizia subito con la F.O.. Angolazioni e lunghezze da professionisti certo non ti fanno capire i meccanismi (non ne hai il tempo), già difficili per chi è in agomismo da anni. Non è vero, a mio parere che uno non capisce più nulla, poi, se spara a bersagli più lenti, ma è ilcontrario...è conbersagli facili che capisci come colpirli e cosa sono gli errori...tempi lunghi e traiettorie facili sono il primo passo. L'accellerare poi viene da se . E' la logica dello sport, dove la velocità va imparata, gestita e costruita. Nel banale ping pong, per impararlo, non devi incominciare con un campione che non ti fa vedere la pallina ma hai bisogno di chi ti fa capire tempi e modi lentamente. Poi si arriva a giocare con il campione ed allora la velocità e i colpi li acquisisci con il tempo e l'allenamento. Roberto, questo è il mio personale parere , basato su una logica per acquisire la comprensione di un gesto tecnico. Sicuramente molti sono in disaccordo con me, ma mi rifaccio alla storia di campoioni, che mi hanno sempre detto questo. Carlo Sala, Gigi Rossi, Carlo Danna, Francisco Felix, Pierluigi Ronchi, Sergio Lavagetti e molti altri blasonati campioni.
Larga la foglia stretta la via...dite la vostra che io ho detto la mia! Con tanto affetto Bruno

armani roberto 22/03/2011 grazie Bruno,
in questa fase iniziale del mio approccio con i ragazzi e l'insegnamento del tiro, considero molto importante poter conoscere un parere così competente ed esperto come il tuo.
Ho letto, come sempre, molto attentamente il tuo pensiero, e credo che come dicevo anche a Silvio avrò ancora bisogno di confrontarmi e capire sul campo se quella che dici tu potrebbe essere la via migliore;
ma direi che è semplicemente una questione mia e della mia natura di voler capire le cose fino in fondo sul campo io per primo.
Ti assicuro che il fatto che il metodo basato su un approccio con un bersaglio più abbordabile sia quello indicato anche da te mi induce a volerlo sicuramente sperimentare e capire.

come ho sempre fatto e faccio tutt'ora come tiratore: prenderò in seria considerazione i suggerimenti delle persone più esperte e dei tiratori più forti di me.
grazie ancora...di tutto...Bruno, e a presto.

armani roberto 06/05/2011 spesso mi ritrovo a fare nella mia mente dei pensieri riguardo il tiro e senza rendermene conto è come se stessi ripetendo a me stesso alcune cose per trovare il modo migliore di dirle ai ragazzi;
mi sono accorto a volte che qualcuno di loro mi guarda come un *marziano*, forse perchè al suo errore si aspettava un * sei stato dietro* o piuttosto * attento alla posizione dei piedi* e via dicendo, ma sentirsi dire *..cerca la sensazione della naturalezza, Marco* *..allenta la tensione..vedrai che il fucile viaggia morbido e fluido..e arrivi prima* vedo che a volte spiazza i ragazzi, a volte è come se si fermassero per capire cosa ho detto..
io non lo so..ma se io vedo che uno strappa un piattello, cosa faccio? Gli dico *hai strappato! Non devi…*?
oppure secondo voi non è meglio che io gli dica quello che deve fare e pensare per non fare quell'errore?? e cioè * ..rimani concentrato, Marco, prepara bene il colpo..fai bene tutto prima..non avere paura..sei tu che controlli..sai già quello che succederà quando darai il pull..e tutto questo vedrai ti farà fare un gesto fluido..prova Marco,..con calma..non c’è fretta..fai tutto bene prima..e quando sei pronto chiama il piattello.
Se vedo uno che tira dietro al piattello, e quindi è un po’ in ritardo, cosa faccio? Gli dico *sei dietro!...accelera sei in ritardo non vedi?
Oppure provo a dirgli * pensa che stai eseguendo un tiro al volo..prima di chiamare il piattello pensa che dovrai eseguire un intervento a tempo, Daniele..non seguire, non rincorrere il bersaglio..forma nel tuo pensiero il tempo giusto prima..poi quando sei pronto, chiama senza muovere le canne e poi ferma il bersaglio con quel tempo..prova Daniele..tranquillo .
Ah… poi se vedo che solo uno su sei in pedana, rimane fermo dopo che ha sparato fino a che il successivo non termina di sparare, mentre gli altri si tolgono subito dalla pedana e tra gli altri giri inutili che fanno, continuano a guardare il monitor per vedere gli zeri loro e degli altri, e altre cose prive di senso, alla fine non gli dico semplicemente * dovete stare fermi in pedana dopo che avete sparato!* gli dico * questa cosa che voi non avete fatto è una delle cose più importanti a cui dovete pensare quando siete in pedana…che non significa solo avere rispetto per gli altri, ma ci permette di autocontrollarci con grandi vantaggi anche per noi…*
la difficoltà più grande è quella di far capire loro quali sono le cose importanti sulle quali si devono concentrare, che sembrano molto più lontane, più strane per loro… che un *sei dietro*, o un *ti sei mosso* e via così, ma che sono quelle da cui bisogna partire, quelle che con pazienza andranno a formare la vera forza del tiratore e che faranno in modo che Marco, Daniele o Letizia possano avere il potenziale per ottenere anche grandi risultati.
..alla fine io però sono contento perché i ragazzi hanno anche saputo in più occasioni dimostrarmi il loro apprezzamento.

Ogni volta che rileggo quello che scrivo, prima di cliccare su *registra*, quello che spero è che tutti quelli che mi conoscono, riescano sempre a vedere dentro di me la persona umile che penso di essere...come quando provo ad esserlo quando sono in pedana da solo, magari in una gara importante,...perché da tanto tempo so che questo pensiero è quello giusto.
Ciao e a presto
roberto

Papararo Giuseppe 07/05/2011 Caro Roberto,
penso che le risposte alle tue domande te le sei date da solo. E' inutile dire ad un ragazzo........hai strappato..........gli hai tirato dietro........avanti........sotto.......sopra ecc., se poi non gli si indica il comportamento ideale per evitare di ripetere gli stessi errori.
L'arte dell'insegnamento è molto difficile e non appartiene esclusivamente ai grandi tiratori. Anzi, capita a volte che fortissimi tiratori siano pessimi comunicatori.
Ma io sono sicuro che tu, oltre ad essere un forte tiratore, sei anche un ottimo comunicatore e quindi un eccellente MAESTRO. Un abbraccio. PEPPE.

Vigo Africano 07/05/2011 Grazie Peppe per aver espresso esattamente anche il mio pensiero.
Grazie Roberto, continua darci la tua collaborazione con le tue giuste pillole di saggezza e di tecnica che risultano utilissime per tutti.
Un forte abbraccio di riconoscenza e di amicizia.

armani roberto 09/05/2011 grazie, ricambio gli apprezzamenti a voi, che fate parte di quelle persone con tanta esperienza più di me nel tiro, e che mettete a disposizione di tutti in questo sito.

armani roberto 21/06/2011
Per me nel tiro è necessario capire quali sono le cose primarie e quelle secondarie.
La cosa che noto più spesso, e naturalmente ci sono passato anch’io, è la difficoltà dei tiratori nel focalizzare quale è la strada giusta da seguire per migliorarsi;
quasi sempre il tiratore si dirige, e purtroppo spesso si perde, nella strada indicata come messa a punto del fucile.
Qui mi fermo un attimo per precisare che la messa a punto dell'arma è una cosa importante e non sarebbe di certo corretto considerarla secondaria, ma ritengo che bisogna dedicarvi solo il tempo che occorre e non può e non deve diventare la strada principale all’interno della quale cercare le risposte ai nostri errori.
Discorso completamente diverso è quello della strada indicata come sistema di tiro o modo di tirare, quella è una delle strade che sicuramente possiamo e dobbiamo percorrere.
E’ una strada che, una volta sistemato in un tempo ragionevolmente breve il nostro fucile, possiamo iniziare a percorrere per comprendere veramente quale è il sistema giusto per fermare un bersaglio in volo; in più mia convinzione personale è che per imparare il sistema di tiro non è cosa indispensabile avere un fucile che ci viene alla perfezione.
Questa strada non è semplice e richiede forza di volontà e pazienza in quanto il sistema di tiro non si trova subito o magari lo si trova solo per un po’ di piattelli…poi lo si perde…ma la cosa importante è che per ritrovare le rotture dei piattelli non si vada di nuovo a cercare la strada sbagliata…vi ricordate l’indicazione?
messa a punto del fucile.
Se siamo davvero fortunati e proviamo a cercare bene, troviamo forse il cartello più importante, è un po’ nascosto dietro ad un cespuglio ma si intravede la scritta che indica una piccola strada, la scritta dice: ricerca gli errori in te stesso.
Tradotto significa, lascia perdere le affermazioni seguenti quando finisci di fare una serie, sia ad alta voce che nei tuoi pensieri:
i piattelli erano tutti in ritardo;
la visibilità era pessima;
l’uscita del piattello è spostata rispetto al segno sulla buca;
quello che mi precede si muove prima che io abbia sparato;
quello che spara dopo di me ha già imbracciato prima che io finisca di sparare;
tizio ci mette un’ora a sparare;
le cartucce picchiano troppo;
questo fucile non mi viene bene (e qui seguono circa 100 affermazioni che vanno dalla piega per finire al pitch e via dicendo)
La strada principale è fatta di sincerità con noi stessi, cosa questa che ci fa diventare più forti ad ogni piattello lanciato (sia colpito che mancato), poi una volta arrivati ad un certo punto di questa strada è necessario non fare mai mancare l’umiltà, che tradotto significa anche accettare i nostri sbagli anche se stiamo tirando bene e vinciamo qualche bella gara ogni tanto.
Ricordiamoci che seguire le strade giuste non è semplice ma se teniamo presente bene quali sono arriva sicuramente un momento che tutto ci è più chiaro e meno complicato di quello che sembra.
Chi mi conosce di persona o chi invece solo attraverso questo sito, sa che i miei interventi sono frutto soprattutto della mia passione per questo stupendo sport e sa quanto io rispetti e sia interessato alle opinioni di tutti quanti indistintamente, e sono sincero quando dico che leggere alcuni approfondimenti tecnici, mi ha arricchito pur essendo inevitabile che ci possano essere momenti di incomprensione e/o confusione, ben sapendo che nessun fraintendimento potrà impedire a persone competenti di continuare quello che stanno facendo così bene.
Guardate che anche le mie sono opinioni personalissime e come tali mi suonerebbe strano che fossero sempre condivise, istruttore o non istruttore che io possa pensare di diventare…detto questo volete divertirvi e curiosare nell’allegato in fondo dove io scrivo un po’ a ruota libera?
Chissà, forse ero in uno di quei momenti dove quella solita passione mi trasporta nel mondo del tiro senza farmi pensare a nient’altro.
Ora che ci penso potrebbe essere proprio una passeggiata insieme in quella strada che è indicata come sistema di tiro, in questo caso il mio.
Era un po’ che avevo quelle due paginette nel cassetto ma poi ho pensato che lì non facevano niente mentre sarebbe stato bello condividerle con altri appassionati di tiro.
Oh ragazzi (non solo quelli più giovani eh?) magari in qualche mio pensiero o nel mio modo di tirare vi riconoscete anche voi, oppure no ma vi piacerebbe volerlo sperimentare, oppure ancora, cosa ancora più bella, vi viene voglia di raccontare come ho fatto io i vostri pensieri di tiratori…
Allegato: Il mio Tiro
Ciao e a presto
Roberto

PANDICO VINCENZO 22/06/2011 ROBERTO.
Bellissimo intervento, sembra quasi una specie di trattato filopsicologico sul tiro. Mi piace perchè è un intervento che non generalizza ma evidenzia in modo intelligente la funzione del singolo individuo, del singolo tiratore, ognuno con il proprio carattere, la propria psicologia, le proprie debolezze e la propria forza, a prescindere dall'arma e dalla ricerca estrema di quisquiglie che a volte non servono assolutamente a nulla. Prima di ogni buona arma viene l'uomo che rappresenta una macchina molto più complessa di un fucile, se si riesce a mettere a punto questa macchina in maniera perfetta i piattelli si romperanno con qualunque arma. L'arma perfetta non esiste, esiste solo la magia dell'essere umano.
CARI SALUTI

D'esposito francesco 22/06/2011 Armani. Complimenti! E' l'unica parola che mi viene al momento, diversamente esprimendomi sarebbe un plagio al post di Pandico.
Leggendo il tuo intervento ho avuto la sensazione come di essere in pedana e vivere quelle sensazioni che si provano al momento di eseguire il proprio..... GESTO A TEMPO. Il tutto espresso in modo eccellente, degno di un grande Maestro........saluti

muto felice 23/06/2011 Come si fa a non condividere un intervento del genere. Un intervento che coinvolge tutti gli aspetti del tiro, in particolare quello inerente il tiratore e i meccanismi che lo portano, col tempo, ad acquisire quegli automatismi apparentemente semplici ma in realtà estremamente complessi che riguardano specialmente il lato psicofisico del tiratore e non prettamente quello dell'attrezzo, che ha certamente la sua importanza ma che a volte viene ingiustamente maltrattato con degli aggiustamenti poco ortodossi scambiati come magiche soluzioni capaci di risolvere ogni problema. Io credo che prima di ogni attrezzo viene l'uomo e i risultati buoni o cattivi dipendono solo da lui e dalla sua misteriosa complessità. Chi ha la capacità di percorrerre le strade tortuose della propria interiorità può arrivare a mete inpensabili e apparentemente irraggiungibili.

Bacco Giuseppe 24/06/2011 Chiarezza, semplicità, competenza, equilibrio, piacevolezza.
Bravo Roberto, sai trasmettere anche ciò che, sicuramente, sei.

Rosa Rosa Gioacchino 24/06/2011 ROBERTO, mi associo ai complimenti elevandoli alla ennesima potenza. Bravo. Così si agisce per poter trasferire.

Salzano Giuseppe 02/07/2011 Felice Muto.Se ne ha voglia o conoscenza,faccia un intervento tecnico,relativamente all'attrezzo sull'apposita pagina,dando così modo a quanti leggono di capire meglio il Suo pensiero.Cordiali saluti.

Salzano Giuseppe 02/07/2011 Roberto.Essenziale, succinto e compendioso. Affettuosamente, Complimenti. Peppino

Maglione Biagio 21/10/2011 ROBERTO ARMANI: Con sincera simpatia i miei complimenti per le rifressioni e le esternalizzazioni. Lo scrivere a volte non rende quanto si vuole esprimere ma tu ci riesci benissimo. Il tuo manotetro termina con *... continua ....*; io aggiungo: quanto dobbiamo ancora aspettare?.

armani roberto 24/10/2011 caro Biagio ti ringrazio davvero per il tuo apprezzamento, mi ha fatto piacere condividere con te e tanti amici qui sul forum, un pò dei miei pensieri sul nostro bellissimo sport;
hai ragione, vorrei trovare il tempo di condividerne ancora, e lo farò appena possibile;
nel frattempo spero che anche altre persone mettano un pò dei loro pensieri di tiratori in questo angolo della tecnica, così da avere ancora tanti spunti per chiacchierare un pò tutti insieme.
ciao e a presto.

armani roberto 13/02/2012 Vi allego alcune bozze di Schede di lavoro che ho provato ad impostare per gli allenamenti con i ragazzi. Sono solo delle bozze a cui stiamo dando un occhiata insieme con i miei colleghi, chissà magari potrebbero essere interessanti anche per i tanti frequentatori del Forum.
Spero che vogliate *accoglierle* con lo spirito con cui le ho pensate e cioè non come dei comandamenti, ma solo come dei pensieri di un semplice tiratore quale io sono.
Scheda N° 1
Scheda N° 2
Scheda N° 3
Scheda N° 4
Scheda N° 5

mazzocca mauro 13/02/2012 ciao,volevo sottolineare l'importanza della concentrazione dove niente ti puo' distrarre,dove la propria sicurezza ,dove i movimenti trovano un tutt'uno con il fucile,dove il tiratore e' certo di rompere il piatello prima della chiamata. ......
Io lo definisco Momento Spirituale,......grazie.

Papararo Giuseppe 13/02/2012 - CARO MAESTRO,
le tue schede sono quanto di meglio possa avere a disposizione un neofita o un tiratore per migliorare la propria performance: SCHEMATICHE, SEMPLICI, ESSENZIALI, COMPRENSIBILISSIME.
Complimenti, ma mi aspetto il proseguo.
Hai un futuro davanti a te, non solo come GRANDE TIRATORE, ma anche come GRANDE MAESTRO. Un abbraccio. Peppino Papararo.

armani roberto 13/02/2012 ...grazie Peppino.

PANDICO VINCENZO 14/02/2012 Ho letto i cinque schemi proposti da Roberto, nulla da eccepire, chiari, semplici ed esaurienti. Del resto non ci si poteva aspettare altro......

Papararo Giuseppe 20/02/2012 Come promesso e sollecitato da alcuni Amici del FORUM, vi allego un mio
VADEMECUM.

E’ abbastanza lungo, ma non ho voluto tralasciare nessun argomento utile.
E’ in sintesi il racconto della mia esperienza e dei miei piccoli segreti.

armani roberto 20/02/2012 ...mamma mia...io me sono letto tutto d'un fiato.
Che cosa stupenda quando un Campione con la C maiuscola decide di regalare la propria esperienza al momdo del tiro e ai tiratori in particolare.
...che fortuna poter leggere le parole scritte da Giuseppe Papararo...che bello Peppe..
grazie, grazie, grazie.

Giordano Massimo 20/02/2012 Ho letto il vademecum con attenzione, utilissimo e molto bello. Grazie Sig. Papararo. Sono molto contento dell'impostazione che il forum ha preso in quest'ultimo periodo.

Frongillo giuseppe 20/02/2012 Che le parole di peppe (PAPARARO) sono qualcosa di piu unico che raro, lo dimostra il fatto che lo stesso Roberto ARMANI grandissimo tiratore( che a sua volta ci ha deliziato con tanti sugerimenti e consigli) sia restato totalmente estasiato della lettura dei segreti di peppe.
Sono sicuro che molti tiratori prenderanno molto sul serio i suggerimenti di peppe.
Davvero eccezionale.

Mellone Antonio 21/02/2012 Era quello che cercavo. I consigli di un campione al servizio di tutti coloro in grado di recepirli. Quei consigli e suggerimenti che il campione moderno non ti svela e custodisce solo per se. Mi ritrovo in quasi tutti i suggerimenti che il signor Papararo ha scritto mentre nella meticolosità dei gesti e la preparazione alla gara, anche nel fugace controllo delle cartucce, intravedo la differenza tra un buon tiratore ed il fuoriclasse. Questione di dettagli. Sono d'accordo su tutto, anche sull'importanza della preparazione fisica, snobbata da quasi tutti i praticanti di questo sport. Oramai sono 12 anni che tiro al piattello ed il mio più grande difetto,negli anni addietro, e' stato nel non considerare importante i tempi di attesa tra una serie e l'altra con evidenti cali di prestazioni a volte imbarazzanti ed inspiegabili. Leggete e rileggete tutto ciò che il signor Papararo ha scritto che ritornerà sicuramente utile.

PANDICO VINCENZO 21/02/2012 Bravo Peppe!!! Il contenuto del tuo intervento credo che sarà utilissimo a molti tiratori. Complimenti anche per la fluidità e chiarezza del tuo componimento. La cosa che mi è piaciuta di più è stato quello che hai scritto all'inizio e cioè che quello che stavi per dire forse non poteva valere *erga omnes*. Praticamente non hai avuto l'arroganza o la presunzione, come spesso ha fatto qualcun'altro , di pretendere che certe cose venissero prese come oro colato oppure come un'assoluta e inattaccabile verità valida per tutti i tiratori della terra. Ancora una volta, hai fatto sfoggio oltre che della tua grande preparazione tecnica anche della tua infinita modestia. Mi auguro, che un giorno tutti questi interventi di rilievo vengano raccolti in un unico grande documento per ricavarne una pubblicazione dalla quale tutti i futuri neofiti possano attingervi consigli utili per la loro attività tiravolistica e soprattutto fare in modo che tutto questo non vada perso, ma diventi una memoria storica di tutto quello che ci siamo detti.
Hai fatto davvero una bella cosa Peppe, ti ringrazio di cuore per aver trovato un po di tempo e comunicarci il tuo sapere.
Ti saluto affettuosamente !!!

Papararo Giuseppe 22/02/2012 - Ringrazio tutti per gli apprezzamenti ricevuti, ma non vi fate............molte illusioni, perchè.........i segreti più importanti li ho conservati per me, altrimenti...........nel caso in cui decidessi di calcare di nuovo le pedane di tiro, come farei...........a battervi? Ah.....Ah....Ahhhhh.
X ROBERTO ARMANI - Caro Roberto, peccato che la distanza che ci separa sia notevole, altrimenti pensa un po'...........che strana coppia potremmo essere io e te.
X SILVIO RICCIARDI - Caro Silvio, ultimamente ti sei un po' distratto (sarà l'età?). Ti avevo chiesto quando riprendevi l'attività tiravolistica per incontrarti e abbracciarti, ma evidentemente ti è sfuggito. Non voglio sottrarmi al tuo affettuoso invito. Prenderò una giornata di ferie.........non retribuite per incontrare te e altri amici che lo vorranno su un campo di tiro, preferibilmente Pastorano o Capua, ma qualsiasi altro campo va bene lo stesso. In quella occasione porterò con me il mio vecchio e scalcagnato Perazzi per tirare insieme a voi una serie di prova. Sia ben chiaro, l'ultimo pagherà il caffè per tutti. E' ovvio che prima di andare in pedana mi recherò per primo alla cassa del bar. Un abbraccio a tutti voi. Peppino Papararo.

Rosa Rosa Gioacchino 24/02/2012 Sono un poco incacchiato con Peppe Papararo e vorrei trovare il modo di punzecchiarlo. Mi dice, quasi in modo brusco, che bisogna capire che oggi è molto impegnato per tornare in pedana e poi scrive un PAPIELLO di oltre 5 pagine. Scrive un sacco di cose giuste e sagge, ma poi non viene a mostrarci come metterle in pratica. E poi mi fa rabbia perchè, come lui dice, è veramente un AUTODIDATTA mentre molti, come me, hanno dovuto usufruire di UNA GUIDA QUALIFICATA. Vorrei trovare da fargli qualche critica, ma è veramente impossibile. Avrete capito che scherzo! Bravo Peppe lavoro perfetto ed encomiabile. Nel leggere i tuoi suggerimenti mi risuonano nelle orecchie quelli analoghi che Liano Rossini, insieme a Padre e Zio, mi dettero nel lontano 1964 e che mi permisero un determinante passo avanti nella mia vita di Tiratore. Bravo e io, anche a nome di Silvio e Afri, ti ringrazio di aver dato al Forum uno dei pilastri fondamentali della sua sussistenza.

BERETTINI DANIELE 12/03/2012 salve bellissime parole ragazzi

caroppo luigi 22/09/2012 Buongiorno a tutti, mi sono avvicinato al tiro nell' ultimo anno e mi rammarico di non averlo potuto praticare prima, un solo aggettivo: meraviglioso..
Ovviamente come tutte le novità se ne sentono di tutti i colori, ma fra tutte le cose che sento e che non riesco ad inquadrare sono le cartucce tipo 1, 2, 3, 4, etc... piombo 7 1/2 8 ... chi usa le fiocchi perchè sono più lente, chi le clever più veloci, insomma come si fa a sapere quale vanno bene per il proprio modo di sparare?
che differenze ci sono fra le varie tipologie?
grazie

Vigo Africano 23/09/2012 Scegliere una cartuccia adatta al proprio modo di sparare è solo questione di provarle ed innanzi tutto avere poi fiducia nella scelta fatta. Le cartucce oggi sono ormai pressochè simili, le cui singole caratteristiche possono essere lette nei vari Siti dei Produttori.
Importante è anche analizzare alla Placca la conformazione della rosata della singola cartuccia riferita alle proprie canne.

catalano gioacchino 17/12/2012 Salve a tutti .Sono un praticante di tiro a volo nuovo membro iscritto a questo sito . Colgo l'occasione per fare i complimenti ai fondatori, per la loro idea e a tutti coloro che con la loro esperienza , lo rendono ricco e interessante di notizie tecniche e sapienza. Complimenti, è davvero un sito interessante , peccato che ne sto venendo a conoscenza solo adesso.
Pratico il tiro a volo da poco tempo ( quai un anno), anche se la mia passione risale a tanti anni fa , cioè da ragazzino, ma per tantissimi motivi che non sto qui a raccontare , ho iniziato questo stupendo e affascinante sport solo alla veneranda età di ( 38 anni).
Mi sono buttato a capofitto e cerco di impegnarmi più che posso, nel tempo libero, nello studio e nella pratica della disciplina F.O.
Premetto che sono un autodidatta , ovvero quello che sto imparando, lo assorbo, ascoltando consigli di tiratori più esperti , leggendo e informandomi un pò dapertutto e naturalmente in pedana quando mi alleno. Tutto questo però è troppo poco per la mie ambizione. Vorrei seguire un bravo istruttore qualificato , preparato e serio che mi insegni e mi dia consigli per fare un salto di qualità, ma nelle mie zone e nei campi da tiro che frequento ci sono tanti appassionati e anche qualche istruttore( sulla carta), ma nessuno in grado e all'altezza di poter dare giusti insegnamenti . Solo consigli o parei personali di appassionati amatori o frequentatori di campi di tiro che come voi ben sapete, in questi casi per un neofita sono spesso motivo di confusione , aquisizione di gesti tecnici errati e quant'altro . (In un anno di pratica e frequentazione di campi di tiro a volo , non ho mai incontrato 2 persone su 100 il quale domandando un consiglio tecnico mi abbiano risposto entrambi allo stesso modo .)Ho capito che basta aver qualche anno di anzianità di pratica o avere un foglio di carta con la scritta istruttore di tiro, che ognuno si è costruito la propria tecnica e convinzione del modo in cui si spara a suo piacimento( quando invece penso che la tecnica deve essere solamente una ), ho capito che basta un 25/25 o una vittoria in una gara di società a far diventare un amatore un presunto professionista , anche se , tale persona ha una posizione in pedana da scimpanze , comportamento in pedana chiassoso e conoscenza delle regole a zero.
Detto questo e considerando che nelle mie zone non mi posso affidare a persone seriamente competenti , è possibile che un principiante come me a 38 anni se si impegna e se viene seguito da persone valide possa ambire a dei risultati eccellenti o comunque spiccare col tempo in questa disciplina ?? Non sono il tipo che mi vanto , ma con il mio impegno e la mia passione in 6 mesi di costanza sono riuscito ad ottenere risultati pari e spesso anche migliori di persone che praticano questa disciplina da oltre 20 anni,ma ho notato che adesso da solo di più non posso perchè mi manca una guida esperta. ( tranne che aspettare anni e con l'esperienza arrivare a ottenere qualcosa di buono).Fin ora ho solo sentito persone che mi dicono : ormai puoi solo divertirti per svagarti , questo è uno sport che si ibnizia giovane e tu sei troppo grande per puntare in alto. Ma accettare in modo così risolutivo la cosa ,non è da me . Prima voglio capire e sapere da qualcuno che si intende veramente di tiro a volo e che sa cosa dice. Ringrazziando tutti anticipatamente , aspetto ansioso consigli è pareri , belli e brutti.

ALIPRANDI BRUNO 18/12/2012 Per Gioacchino Catalano. Caro Gioacchino, intanto complimenti per aver scelto il tiro come tuo sport preferito . Tu dici che dalle tue parti non vi sono insegnanti idonei e all'altezza, ok per ora lasciamo perdere questo importante punto. A mio parere , quando uno incomincia a voler andare in bicicletta, deve salirci sopra e capirne i meccanismi coordinando piano piano tutti i meccanismi, equilibrio, colpo d'occhio, pedalata , frenata,ecc. Con il tiro, è la stessa cosa,si incomincia con imbracciare il fucile, e conoscerne la sua morfologia applicata al tuo corpo e poi, la tecnica per guidarlo con i vari movimenti e posture. Importante e capire poi, dove va la fucilata in base a questi dati e per arrivare a questo più velocemente, devi cercare di vedere dove passa la rosata rispetto al piattello. Ora, molti smentiranno quello che ti propongo e molti ti diranno un sacco di teorie astruse o differenti dal mio consiglio, ma quello che ti dico, l'ho fatto io e lo hanno fatto tutti i più grandi campioni partendo da Giovannetti a Mattarelli a Danna , Baldi, Scalzone papà e figlio, ecc. Se fossi in te, incomincerei a sparare sopra ad una fossa universale, la quale per le sue caratteristiche ti insegna a capire dove spari e comer devi colpire il piattello , aldilà della postura che devi velocemente, in seguito adottare correttamente (o nel tuo caso perfezionare). Chi poi ti darà tecniche sulla postura deve essere un buon maestro e come dici tu, se dalle tue parti non ne trovi, ti consiglio fare un sacrificio, partire , stare un fine settimana a Lonato, dove li troverai tutto e di più. E' un po' come per lo sci, devi spostarti dove c'è la neve... Fai questo sacrificio e vedrai , che se non farai 25 subito, con i consigli di gente esperta piano piano ci arriverai. Tu hai 38 anni, certo non puoi arrivare ad avere la maglia azzurra nella F.O., perchè oggi a certi livelli si arriva se si è dei professionisti , con alle spalle un lavoro fatto da centri tipo i CAS ecc, dove già in età giovanile ti viene insegnato tutto e di più. Per te, che cerchi soddisfazioni, non è tutto precluso, anzi, hai un naturale habitat , dove potrai addirittura arrivare alla nazionale. E' la F. U. l'habitat dell'amatore, dove vi sono qualifiche per età, e dove li ti misuri con gente pari a te , ovvero gli amatori. Potrai essere senior fino a 55 anni, poi potrai metterti la maglia dei veterani e restare in nazionale fino a 66 anni e di seguito essere nazionale superveterano. Una lunga vita agonistica commisurata al tuo modo di fare dello sport amatoriale, dove puoi avere innumerevoli e altrettanto prestigiose soddisfazioni.
Se vuoi, a Lonato puoi trovare il mio amico Roberto Armani, il quale sia di F.U., che di F.O., è grande esperto e conoscitore , ma soprattutto grande maestro e insegnante comunicativo. Con Roberto potrai trovarti un vero amico, che senza metterti a disagio, saprà giudarti per il meglio. Sta a te trovare la strada sia con il fucile sia per gli intenti e sia per la nicchia in cui vorrai esprimerti.Non hai che da sciegliere, ma ricorda, si incomincia con l'imparare a camminare se poi vuoi correre i 100 metri o il mezzofondo....tutto sta a quello che poi sceglierai, quando sarai nel possesso di maneggiare il fucile con padronanza.
Gioacchino, io sarò un matto e nostalgico per la F.U., ma credimi, se devi fare un qualche cosa nel tiro, da retta ad un fesso e a tanti fessi che magari, come Liano Rossini, dicevano che la F.U., è la scuola per saper sparare, quindi ricomincia da lì.
Le mie potranno essere teorie superate, ma ricordati, il grande Michel Carrega, mi ha detto: Bruno, per fare risultato, devi imparare a sapere dove e come gli spari ad un piattello.
Alla F.O., il movimento è sempre quello ed i tempi sempre quelli. Per la F.U., questo non vale, devi tirare a secondo della caratteristica del piattello, ergo usare i neuroni.
Una scimmia che ripete i movimenti a pappagallo, teoricamente potrebbe tirare alla F.O., non certo alla F.U., con questo, mi si capisca bene nel concetto che esprimo...non sto denigrando le difficoltà e i pregi della F.O.!
Caro Gioacchino, non sono un tecnico di tiro,di calci, o di balistica, ma sono un tiratore da tanti decenni, e in questo tempo ho potuto vedere e sparare con i migliori fucili del mondo ...e tutti indistintamente mi hanno affermato che la F.U. è la madre del tiro. Buon divertimento e tanti auguri per queste feste. Bruno

PANDICO VINCENZO 18/12/2012 Caro Gioacchino, iniziare a sparare alla tua età non è un problema. Raggiungere certi risulati dipende da tanti fattori, tra i quali il più importante è certamente poter contare su un bravo istruttore, che sappia carpire subito quali sono i tuoi eventuali difetti e correggerli quanto prima. Per quanto riguarda la tecnica, concordo con te nel dire che esiste una tecnica di base che dovrebbe valere per tutti i tiratori, ma col passare del tempo questa tecnica può subire delle piccole modifiche per adattarsi meglio alle caratteristiche di chi spara. La fossa olimpica richiede tanta dedizione, tanto allenamento, tanta passione e tanti sacrifici, se questi ingredienti ci sono allora sei a buon punto. Per quanto riguarda tutto il resto è preferibile che tu faccia delle domande specifiche, sui tuoi dubbi e le tue incertezze, in modo che ti possimao rispondere in maniera precisa.
Saluti

armani roberto 27/12/2012
Per Gioacchino,
intanto perdonami tu e anche gli altri frequentatori del forum, perché non sono riuscito a trovare un pochettino più di tempo da dedicare a questo tema a me tanto caro;
però, come hai potuto vedere, gli amici competenti e disponibili sono più di uno e Bruno e Vincenzo sono a pieno titolo tra questi;
Bruno ti ha sapientemente dato già preziosi consigli, uno tra tutti il suo indirizzarti verso quella disciplina stupenda che è la fossa universale che comunque va tranquillamente d’accordo con la fossa olimpica (non credere a chi ti dice il contrario, forse lo fa solo in buona fede, ma sbagliando), i motivi sono tanti e a me piace sottolineartene qualcuno:
la capacità di insegnarti a *stare in pedana* dal punto di vista della correttezza, e quindi del controllo di ogni cosa e a *brandeggiare l’attrezzo sportivo* dal punto di vista più squisitamente tecnico attraverso il necessario controllo di un movimento più ampio eseguito su angolazioni che *mettono alla prova* e facendoti imparare a stare fermo sulla chiamata dandoti la possibilità di rendertene conto, e imparare a fare bene la fase così importante della valutazione del bersaglio a cui far seguire un gesto che solo se avrà caratteristiche di semplicità e morbidezza associate al tuo equilibrio e al tuo controllo del movimento ti porterà a fermare il piattello...
Vero anche quanto detto da Vincenzo, lui è sicuramente un’altra di quelle persone da leggere e rileggere bene tra le righe per carpire sempre consigli molto utili, come ad esempio quelli che ti ha dato nel suo intervento;
anche io provo ad aggiungere qualcosa al loro contributo, dicendoti che sicuramente anche vicino a te ci saranno istruttori o tiratori in grado di indirizzarti nella strada giusta, magari non tanti ma quello accade anche qui dalle nostre parti (naturalmente sempre in buona fede Gioacchino), la cosa non facile è capire quali sono questi consigli davvero importanti e credimi molte volte, come è capitato anche a me, lo dobbiamo capire da soli sul campo e fuori, perché i consigli giusti spesso non sono solo i *consigli tecnici* ...o meglio sono soprattutto i consigli sul tuo atteggiamento mentale del tuo *tirare al piattello*, del tuo essere in pedana, del tuo gestire le tue emozioni in quanto, Gioacchino, solo i tuoi pensieri giusti faranno in modo che il tuo corpo metta in campo tutto il tuo potenziale.
Ascolta, per il tuo salto di qualità non avere fretta e stai tranquillo...vedrai col tempo migliorerai e potari toglierti qualche soddisfazione in più, prima di tutto cerca bene vicino a te chi ti può dare qualche buon consiglio, se poi capiterà di incontrarci a me farà solo piacere fare due tiri insieme, e due chiacchiere a te, e ricorda ancora...il modo per imparare a tirare al piattello non è solo quello di andare in pedana e sparare...c’è molto di più...e quel di più è la cosa stupenda di questo sport.

Un saluto affettuoso a te e anche ai miei amici Vincenzo, e naturalmente Bruno il quale come sempre ha detto cose di me che non possono che farmi piacere, lui conosce bene la mia passione per il tiro e io spero davvero di riuscirne a trasmettere anche solo un pochino a chi si avvicina a questo splendido sport.
Ancora ciao e auguri a tutti per un felice 2013

armani roberto 27/12/2012 ..errata corrige...(scusate due pensieri non riletti bene...)
...a me farà solo piacere *fare due tiri, e due chiacchiere, insieme a te,*...
...col tempo migliorerai e *potrai* toglierti qualche soddisfazione...

catalano gioacchino 27/12/2012 Salve a tutti . Innanzi tutto, colgo l'occasione per ringrazziare e ricambiare gli auguri di ben venuto al sito e di un buon 2013, ricevuti dagli amici amici del forum.Ringrazio gli amici Bruno , Vincenzo e Roberto che con grande gentilezza si sono prodigati per rispondere . E' vero che pratico questo sport da poco meno di 1 anno , e che quindi, ancora ho tanto da imparare e capire , e al di la, dei consigli ricevuti propensi per la F.U. ,( perchè alla base del tiro) , ma, ricordo, che tutti i grandi campioni non più giovanissimi hanno cominciato con la F.U , perchè quella olimpica non c'era, e che i giovani campioni di oggi forse in F.U non hanno mai sparato, e anche con la sola pratica in F.O stanno facendo grandi risultati. Con questo non dico che gli ottimi consigli ricevuti da Bruno non mi servano , anzi, ne faro tesoro e cercherò di prenderli in considerazione , ma credo che anche se mi concentro solo ed esclusivamente sulla F.O (senza escludere le altre discipline , che sicuramente mi aiuteranno a crescere) ,potro capire a fondo e bene come esercitare a buoni livelli questo sport . Spero al più presto di poter contattare un bravo istruttore e così ricevere una buona base di preparazione . Confido nel vostro aiuto ,nell'indicarmi qualche nome di istruttore in gamba. Ringrazziondo sempre tutti per gli ottimi consigli e delucidazioni .Sperò che al più presto ci si possa incontrare in qualche campo di tiro così avro l'occasione per chiedere, imparare e capire . A tal proposito vi voglio chiedere una cosa . Come ho già detto ,pratico da poco e quello che sò anche se poco , lo sto imparando da quelli più esperti e dal mio impegno. Nell'arco di 6 mesi di pratica , sono riuscito ad ottenere e mantenere risultati come : 22/25 anche un 23/25 , quasi sempre 19 o 20 prime canne . Dovendomi fermare per un mese causa forza maggiore , come mai a circa 2 settimane dalla ripresa e quasi impossibile ritornare a quei risultati ? E perche colleziono zeri a gogò ??

PANDICO VINCENZO 28/12/2012 Caro Gioacchino, Roberto Armani è uno che se ne intende per davvero e non solo da un punto di vista tecnico ma soprattutto dal punto di vista umano e psicologico, quindi cerca di prestare la massima attenzione a quello che lui ti dice. Per quanto riguarda la tua ultima domanda ti dico che probabilmente stai pensando troppo al risultato. Capita spesso che un tiratore alle prime armi faccia inizialmente dei buoni risultati per poi cominciare a scendere inspiegabilmente, inizialmente la foga di sparare insieme a un eccesso di adrenalina possono contribuire a farti fare delle buone prestazioni, col passare del tempo però i nodi cominciano a venire al pettine, cattiva impostazione, deconcentrazione, scoraggiamento, il sopravvento del dubbio e dell'incertezza, è lì che ci vorrebbe un bravo istruttore che sappia ricondurti sui binari giusti, altrimenti corri il rischio di andare avanti a tentoni e questo nella maggioranza dei casi può solo nuocerti. Questo istruttore dovrebbe essere uno bravo, che sappia anche vedere se il calcio ha eventualmente bisogno di aggiustamenti, la giustezza del calcio è fondamentale, non lasciarti condizionare dai soliti spacconi che dicono che rompono i piattelli anche con il manico della scopa........il calcio giusto è fondamentale. Un calcio perfetto deve consentirti di imbracciare in maniera comoda e precisa senza alcun aggiustamento e senza alcuna forzatura, l'imbracciata deve essere fluida e naturale e nella tua testa ci deve essere la certezza che ogni tuo gesto è perfetto, non devi avere alcun dubbio, ogni dubbio equivale ad uno zero. Non pensare eccessivamente al risultato, se farai le cose fatte per bene i risultati arriveranno da soli e non te ne accorgerai nemmeno. L'ultima cosa che ti dico, ascolta attentamente quello che ti dice Roberto........
Ciao, a presto.

catalano gioacchino 11/01/2013 Ciao Vincenzo , grazi per avermi risposto ,e colgo l'occasione per ringrazziare tutti coloro che con gentilezza rispondono alle mie domande.
Non dubbito della professionalità , della conoscenza , della preparazione e della cortesia dell'amico Roberto . Sono sicuro , come dici tu , che si intende di tiro a volo e chissa se un giorno avro l'occasione di incontrarlo per fare 2 chiacchere.
Ho chiesto in giro , nei vari campi da tiro della mia zona , le stesse cose che scritto in questo forum e il 90% degli interpellati mi hanno risposto che sono 2 tecniche diverse di tiro e modi diversi . Mi hanno detto e spiegato che non c'entra nulla imparare in fossa universale per sparare bene , e che ti permette di capire come sparare in fossa olimpica . Mi hanno detto che sono 2 cose diverse , quindi di non preoccuparmi e di continuare ,se voglio, in fossa olimpica e imparare questa disciplina . o se volessi in futuro imparare anche in fossa universale , o altre discipline . Mi hanno detto che quello che invece accumuna tute le discipline del tiro a volo , sono: Il mantenere la concentrazione , respiro, allenamento fisico e tutte queste robe simili.
Per quanto riguarda il mio calcio , è stato fatto su misura dalla beretta . Sono andato di persona in val trompia .Anche se devo dire è stato un errore farlo su misura , visto che sono agli inizi . In quanto , e me ne sto accorgendo , con il tempo sto facendo cambiamenti di imbracciata , , di impostazione sul calcio etc etc.. Forse era meglio, a mio avviso, un regolabile , in modo tale da permettermi di fare qualche modifica fin quando non troverò l'esatta posizione e imbracciata .
per quanto riguarda i miei zeri , complimenti hai azzeccato tutti i problemi che spesso riscontro in pedana . Mi sa che mi ci vuole un bravo istruttore , perchè da solo vedo che è difficile lavorare su queste cose .
Un ultima cosa .
Per chi è della regione lombardia o vive nei pressi di Milano.
A breve mi trasferirò nelle zone di milano , e se tutto va bene - Speriamo di si - ma sarà dura , rimarrò a vivere li . Mi sapreste dire dove posso trovare un campo da tiro in quelle zone, dove posso continuare ad allenarmi. Io dei più vicini, da Milano , conosco - cieli aperti- ma preferirei non fare ogni volta tutta questa strada .
Grazie mille a tutti .

catalano gioacchino 11/01/2013 scusate gli erroracci , ho il vizio di scrivere tutto dun fiato e non rileggo mai quello che scrivo .Male .. male ..male..

PANDICO VINCENZO 11/01/2013 Caro Gioacchino, ti dico subito che non sono molto d'accordo sul fatto che la fossa universale non serva a farti migliorare anche nella olimpica, la fossa universale ti insegna due cose che nella olimpica sono fondamentali e cioè: saper ruotare sul tronco senza scomporsi con le braccia e imparare a sparare ai piattelli bassi senza alzare la testa dal calcio, questi piattelli nella olimpica sono la croce di molti tiratori. Ovviamente c'è l'eccezione che conferma la regola e cioè ci sono moltissimi forti tiratori di fossa che non hanno mai sparato all'universale e questo è un altro discorso........
Per quanto riguarda il calcio, sono d'accordo con te che forse sarebbe stato meglio cominciare con un calcio standard regolabile, dopo un pò di tempo avresti avuto certamente le idee più chiare su come sarebbe dovuto essere un calcio su misura e provvedere quindi di conseguenza.
Per quanto riguarda la concentrazione, il respiro ecc, questo è un altro discorso ancora. Ti consiglio di fare le cose per tappe, la prima tappa consiste nella ricerca della corretta impostazione, poi deve sparare, sparare e sparare, quando la tua media comincerà ad essere costantemente soddisfacente, media del 21-22, allora dovrai cominciare a dedicare maggiore attenzione all'aspetto psicologico, respiratorio ecc....
Il training autogeno, praticato da molti campioni potrebbe aiutarti parecchio, ovviamente non sto a spiegarti cos'è, di cosa si tratta puoi verificarlo andando su qualche sito internet. Per il momento ti dico quello che dicevano a me e cioè: prima regola, *il piattello non vuole pensieri*, seconda regola *il principale avversario è rappresentato da te stesso, se batti te stesso hai buone possibilità di battere gli altri*, terza regola *quando sei in pedana, esisti solo tu, il fucile e i piattelli, sul campo non esiste più nessuno*. Molti fanno l'errore di ritenere che concentrarsi significa sforzarsi di annullare ogni pensiero, questo è imposibbile, non si possono annullare i pensieri, ogni tentativo è solo uno spreco energetico enorme ed inutile. I pensieri invece vanno incanalati nella giusta direzione in modo che non provochino danni eccessivi, devi quindi imparare e allenarti a cosa pensare quando sei in pedana, prepara uno sche mentale tipo, e cerca di attuarlo ogni volta che vai a sparare. Uno schema tipo potrebbe essere questo: vado in pedana, prendo le cartucce sufficienti per la serie e in egual numero le metto nella tasca destra e nella tasca sinistra del giacchino, mentre arriva il mio turno mi concentro sulla respirazione, i pensieri mi scivolano addosso, mi attraversano ma non mi condizionano, arriva il mio turno, imbraccio il fucile in modo fluido e naturale, mi assicuro di essere perfettamente allineato con la bindella, focalizzo con attenzione l'area d'uscita del piattello, lo chiamo senza svuotare eccessivamente i polmoni, non serve gridare come Tarzan nella giungla, appena lo vedo lo aggamncio in maniere fluida e rapida senza strafare, il bersaglio non potrà andare da nessuna parte , la mia fucilata è molto più veloce di lui, il piattello non ha scampo, tiro il grilletto attivando solo il dito e non tirando tutto il braccio indietro, il piattello è morto.
Non conosco campi vicino Milano, anzi mi pare che in tutta la provincia non ce ne siano, il campo più vicino dovrebbe essere quello di LONATO in provincia di Brescia.
Ciao

Vigo Africano 12/01/2013 Forse il TAV ARLUNO è più vicino. In ogni caso puoi andare sul Sito www.fitav.it e cliccare nell'indice in alto a sinistra *Società Sportive* e verificare su Regione Lombardia, provincia Milano.

ALIPRANDI BRUNO 16/01/2013 Per Catalano Gioacchino.
Carissimo, sei fortunato nel trasferirti a Milano
(parlo di tiro), qui hai più campi a disposizione. Prendendo l'autostrata direzione Milano-Torino, alla prima uscita ad Arluno, hai un bicampo di F.O., con percorso caccia.
Da Arluno a 5 minuti di macchina, hai un altro bicampo di F.O. e PC , è l'ATAVIC di Mesero.
Due campi dove l'ospitalità e la gentilezza sono prerogative e distinzione. Prendendo l'autostrada direzione Milano - Como, all'uscita di Saronno, potrai seguire l'indicazione di Uboldo, e a 2 Km dall'uscita autostradale troverai il campo Belvedere che possiede 6 F.O.. (non uscire dall'autostrada all'indicazione Uboldo ma esci a Saronno).
A Uboldo troverai il piacere di sparare, ma l'ambiente è molto differente dai due campi citati prima (ambiente di rapporti formali e freddi). Questi campi sono vicinissimi a Milano, e se propio vuoi andare oltre, a 15 minuti di macchina da Uboldo, potrai trovare il campo di Fagnano Olona , 4 F.O.. Buon campo con simpatici e disponibili amici. Da Milano, hai Cieli Aperti, bellissimo campo sulla direttrice Bergamo (30 minuti da milano) e se vuoi andare a Lonato da milano , non hai che farti 1 ora di macchina.
Spero di esserti stato di aiuto Bruno

Saraceno Antonino 04/02/2013 Mi sono iscritto al forum da pochi giorni e sto leggendo con entusiasmo i suggerimenti tecnici degli esperti per cercare di applicarli sul campo. Premetto che provengo dal mondo venatorio e sono un neofita della fossa olimpica (ho iniziato a sparare qualche serie lo scorso anno) ma da quest'anno vorrei iniziare a capirci qualcosina in più.
Vorrei chiedere a qualcuno dei tiratori più esperti se è preferibile regolare la posizione del calcio in modo tale da vedere molta bindella, quindi in modo tale da avere una rosata dei pallini piuttosto alta visto che nella fossa olimpica i bersagli sono tutti ascendenti o è sufficiente così' come dice la regola, stare con la bindella a filo dell'iride. Ho iniziato a fare qualche serie di prova con l'impostazione classica (bindella a filo dell'iride) e mi pare di essere abbastanza centrato sia sui centrali bassi, sui destri e sui sinistri, ma trovo qualche difficoltà sui centrali più alti, rimanendo sotto con la rosata. Ho provato successivamente ad alzare di molto il calcio (stando circa 1 cm e più sotto l'iride) e mi sembra di arrivare meglio sui centrali alti ma ho l'impressione di avere più difficolta di percezione e meno rapidità d'intervento sui laterali bassi.
Grazie ed a presto.

Vigo Africano 04/02/2013 Ti rispondo io in attesa che persone più capaci di me, vogliano darti migliori consigli.
Se hai la pazienza di scorrere gli interventi precedenti degli anni passati, troverai le diverse opinioni circa l'altezza dell'occhio sulla bindella. Io ti riporto sinteticamente la mia esperienza:
Io adotto la posizione da te scelta inizialmente: bindella tangente alla circonferenza esterna dell'iride. Con questa impostazione (rosata più alta di circa 20 - 22 cm a 30 mt) si ha la possibilità di non dover coprire il piattello nei traversoni e quindi poterlo vedere anche per l'eventuale seconda canna, fermo restando l'anticipo da dare a seconda della velocità del piattello. Tale vantaggio verso l'alto agevola verso la normale risalita del bersaglio.
Per quanto riguarda il centrale, non bisogna dimenticare che questo va comunque anticipato, malgrado il vantaggio dato con l'impostazione (in alto) di cui sopra. Pertanto sui piattelli con altezza a 10 mt di 2,50 - 3,50 mt (oggi i 3,50 dovrebbero essere aboliti) bisogna continuare a dare un certo anticipo, specialmente nella prima fucilata se si spara con tempi di fuoco molto bassi (bersaglio in massima velocità).

Saraceno Antonino 04/02/2013 Grazie Vigo per avermi risposto. In merito all'altezza del fucile continuerò a fare le necessarie prove per vedere qual'è per me l'impostazione migliore. Approfitto per evidenziarti un'altra problematica ed in merito mi piacerebbe sentire anche il parere di Roberto Armani sugli argomenti che ho intavolato. Come ormai ben sapete noi neofiti ci facciamo assalire da mille dubbi che per fortuna una volta chiariti ci permettono di andare avanti più serenamnete così come richiede questa delicata ed impegnativa disciplina.
Allora vengo subito all'altro argomento.
Una volta impostato (equilibrio del corpo, naturalezza dell'imbracciatura, perfetto allineamento occhio - bindella - mirino) e cercando di stare fermo con le canne sulla buca, cerco, per percepire al meglio il piattello in uscita, di alzare lo sguardo (abbandonando quindi bindella e mirino) verso lo sfondo del campo.
Ho iniziato da subito a sparare utilizzando questa tecnica, ma ho notato che stando troppo fermo ad aspettare che il piattello compaia sullo sfondo, rallento il tempo d'intervento arrivando spesso in ritardo, sopratutto sulle traiettorie dei piattelli più veloci. Qualche compagno di pedana e qualche altro tiratore che assite da dietro, mi stanno dicendo che sono in ritardo e tiro la prima canna dove invece di norma si tira la seconda e quindi mi hanno consigliato di anticipare di almeno cinque metri il tempo d'intervento.
Vorrei quindi chiedervi se pensiate che sia meglio continuare a provare in questo modo fino ad abituarsi magari ad una maggiore velocità d'intervento o sarebbe meglio abbassare un po' lo sguardo in modo tale da percepire prima il bersaglio e cominciare a sparare con un tempo di fuoco più breve.
Attendo con ansia una vostra risposta.
Grazie ed a presto.
Antonio.

Vigo Africano 04/02/2013 Spero che Roberto legga questo tuo intervento e ti dia la giusta risposta. Intanto provo a darti una mia valutazione.
Alzare lo sguardo sullo sfondo tenendo le canne basse sulla buca, a mio avviso, non può che portare ad un ritardo di aggancio del bersaglio. A mia conoscenza sono due i modi di impostare la posizione di partenza, sempre con la condizione di regolazione del calcio come abbiamo detto nel precedente intervento (ampia visione della bindella e quindi buona visibilità del bersaglio):
1) Canne basse sull'origine della buca e attenzione all'uscita del bersaglio da questa. (Estrema sensibilità ai fuori tempo e fuori buca, maggiore percorso per agganciare il bersaglio)
2) Canne alte circa 60 - 80 cm sopra l'uscita dalla buca e sguardo allineato sulla linea di mira ma concentrato sul campo visivo antistante in attesa di veder comparire il bersaglio (si dovrebbero annullare gli svantaggi di cui al punto 1)
Io scelgo la seconda impostazione in quanto l'uscita allo sgancio del piattello, per mie caratteristiche, tende a farmi commettere l'errore di strappare o valutare male la velocità del bersaglio.

armani roberto 11/02/2013 visto solo ora ultimi interventi;
chiedo perdono, sto già buttando giù due righe per darvi molto volentieri anche la mia opinione.
a tra pochissimo.
roberto

armani roberto 11/02/2013 Caro Antonino, permettimi di darti del tu, prima di tutto ti ringrazio per avermi chiesto un consiglio è una cosa che mi fa sempre molto piacere;
intanto ti dico subito che il mio amico Africano nel suo primo intervento di risposta alle tue domande è stato bravo e ti ha detto quello che ti avrei detto anche io (...anche se lui non ha bisogno dei miei *bravo*...) in effetti la posizione *filo iride* del prolungamento della bindella è una impostazione molto utilizzata, e ti dirò di più a volte non è nemmeno un grande problema se questo punto si sposta addirittura un po’ più giù, per essere chiari sul bianco dell’occhio;
è, questa, un impostazione di un tiratore con fucile cosidetto “diritto”, dove il sistema di tiro impone (giustamente) di vedere quasi sempre, nel nostro campo visivo (attenti bene, non focalizzare il bersaglio), il piattello sopra le canne; ho detto quasi perché, come ha lasciato capire Africano dal quel suo primo intervento, quando si presenta un piattello che monta tanto (ora gli schemi sono max. 3,00 m) dobbiamo necessariamente vederlo, mentre decidiamo di tirare il grilletto, molto più vicino alle nostre canne, con un movimento quindi ben evidente a *salire* per fermare con il giusto anticipo il bersaglio (tendente a coprire quindi).
Preciserei, ulteriormente, che considero questa impostazione (fucile più o meno dritto), il sistema di tiro ideale per riuscire sempre ad avere sotto controllo il piattello durante la nostra azione.
Allora proviamo a dire due cose sull’altro importantissimo aspetto uscito fuori dalle parole di Antonino:
percezione – valutazione del bersaglio e conseguente rapidità d’intervento.
Se tu fossi in pedana con me Antonino ti direi questo...*va bene quello che mi hai detto sull’abbandonare con lo sguardo la bindella ma attenzione...*
lo sguardo, occhi entrambi aperti, proviamo a metterlo a circa 7-10 metri dalla buca, poi però ancora attenzione...non aspetto che il piattello appaia sullo sfondo...tutt’altro...quella posizione del mio sguardo mi serve per riuscire ad individuare e valutare il bersaglio ancora meglio con il mio campo visivo subito da quando appare fuori dalla buca(in poche parole io focalizzo a 10 metri ma vedo molto bene appena il piattello esce dalla buca) e SE SONO CONCENTRATO COME SI DEVE...parto appena dopo che il mio cervello ha intuito e valutato che tipo di bersaglio è, cioè quando il piatto ha percorso 5-7 metri circa (meno di due decimi di secondo).
Se sposto lo sguardo troppo sull’uscita dalla buca, Antonino, diventa svantaggioso perché focalizzo una zona che non mi permette di capire che tipo di bersaglio è uscito...il mio cervello capirà solo, dalla scia, la direzione ma non di certo l’altezza che avrà a 10 metri di distanza...la distanza alla quale si formano gli schemi...capito?....ecco allora perché quei circa 7-10 metri dove focalizzare lo sguardo..ecco..ecco il motivo...

*partire solo quando ormai abbiamo capito tutto...*

Ricorda per anticipare i tempi d’intervento l’unico modo è ALZARE LA SOGLIA DELLA NOSTRA CONCENTRAZIONE, in questo modo la valutazione del piattello avverrà prima e tutto quanto sarà più rapido, ma senza saltare nessun passaggio e ti dirò di più...a te sembrerà di avere tutto il tempo per intervenire...
Quindi in sostanza ti consiglio di avere pazienza e lavorare sulla tua capacità di concentrazione e fiducia in te stesso, allenandoti e cercando di capire sempre il vero motivo del tuo errore...al di la di metri,anticipi e posizioni delle canne di qualche decina di centimetri più su o più giù.

Per ultimo voglio però tranquillizzare il mio amico Africano che potrebbe pensare che il suo secondo intervento è lontano dal mio pensiero dicendogli, ed essendone anche convinto, che chi spara da un po’ di tempo e ha una propria definita impostazione e personale sistema di tiro è normale che abbia riferimenti che talvolta si possono discostare da quanto si inizia invece a consigliare a chi da poco tempo imbraccia un fucile...e credo che non sia corretto dire “va bene fare così e non così...”, anche perché i sistemi di tiro differenti sono li sotto i nostri occhi mentre guardiamo un campione piuttosto che un altro durante una bella finale di tiro, credo invece come ho sempre sostenuto che la cosa più importante sia arrivare ad avere una totale fiducia in noi stessi e nel nostro sistema di tiro che naturalmente si costruisce un po’ alla volta senza mai arrendersi.
Un caro saluto a tutti gli amici del forum
e,come dico sempre ai ragazzi, * provate sempre, mentre siete in pedana, il piacere di tirare*
roberto


Saraceno Antonino 11/02/2013 Grazie Roberto. Speravo tanto nel tuo intervento sebbene quello di Vigo sia stato altrettanto interessante. Ci tenevo in modo particolare perchè il tuo è un intervento da istruttore e forse, meglio di altri, riesci a capire quali sono le maggiori problematiche che incontra chi come me è all'inizio di questa meravigliosa, appassionante ed impegnativa disciplina.
Dai prossimi turni di allenamento incomincerò a mettere in atto quanto da te suggerito in merito alla focalizzazione della zona di campo intorno ai 7-10 mt dalla buca e non come avevo iniziato a fare, e cioè sullo sfondo del campo, quindi molto più avanti. Cercherò anche di aumentare sempre più il livello di concentrazione in modo tale da riuscire a velocizzare l'azione di tiro, rendendola quindi più efficace. Se non ti dispiace, ti farò sapere a mano a mano come và, così potrai darmi ulteriori consigli e suggerimenti.
A presto. Antonino.

Vigo Africano 11/02/2013 Grazie Roberto per aver dato la corretta dritta ad Antonino e concordo con te che chi spara da tanti anni (nel caso mio 63) difficilmente riesce ad abbandonare i difetti che gli derivano da una preparazione autarchica, ma che gli conferiscono quella sicurezza che tu citi. Poi gli zeri aumentano sempre anche in ragione dell'età.

Saraceno Antonino 19/02/2013 Per Vigo e Roberto. Cari amici del forum, come già accennatovi ho iniziato a sparare con costanza da circa due mesi, e volevo informarvi che durante i miei turni di allenamento (per ora due alla settimana) sto mettendo in atto i preziosi consigli che mi avete dato nei giorni scorsi. Ho riscontrato con estremo piacere e con viva soddisfazione significativi miglioramenti.
Premetto che con l'impostazione abbastanza alta del fucile (allineamento della bindella un paio di millimetri sotto il filo dell'iride - cioè nella parte bianca dell'occhio quasi a sfiorare il contorno delle ciglia), ho una migliore visibilità del piattello e le fucilate sono ben centrate sia sui traversoni che sui centrali. Sono riuscito a migliorare la postura in pedana per facilitare il movimento del busto e sopratutto a tenere bene la testa sul calcio, grazie al prezioso aiuto che mi sta dando una persona esperta (un tiratore di buon livello che non spara più ma si diverte a seguire alcuni ragazzi del settore giovanile). Ho capito solo da pochi giorni quanto sia importante cercare di fare tutto bene prima dell'azione di tiro, con la massima disinvoltura, naturalezza e la minima concentrazione, riservando invece quella massima durante quel minuscolo tempo che passa in attesa del piattello. Inoltre ho notato di essere riuscito a velocizzare abbastanza il tempo d'intervento, mettendo lo sguardo a soli 7-10 mt dalla buca, in modo tale da vedere prima e bene il bersaglio, senza però mai focalizzarlo ma facendolo rientrare in modo naturale nel campo visivo. Sto cercando di far fare tutto ai miei occhi e di attendere quanto basta prima di partire all'inseguimento del piattello in volo, ma in modo naturale ed istintivo senza pensarci sopra. Le fucilate sono fluide e ben centrate, quasi sempre di prima canna (una al massimo due seconde canne per ogni serie). Ancora faccio parecchi errori, chiudendo con una media di 7-8 zeri, ma a fine serie sto provando una piacevole senzazione perchè i tiri che vanno a segno sono fatti come si dovrebbe (giusto tempo d'intervento, tante prime canne e buona centratura dei bersagli). Se avrete la pazienza ed il piacere di leggermi ancora, fatemelo sapere, così di tanto in tanto vi aggiornerò sugli eventuali ulteriori miei progressi e/o regressi e sulle difficoltà future. Affettuosi Saluti. Antonino

armani roberto 21/02/2013 caro Antonino,
per ora ti dico solo che sono davvero contento di rileggerti e soprattutto di sapere che stai facendo importanti progressi...sei un grande Antonino!
nel tuo intervento io ho capito che tu sei una persona che sa ascoltare, sa mettersi in discussione e sa impegnarsi per cercare di fare del proprio meglio...be Antonino lasciati dire che la strada è quella giusta.
spero di leggerti ancora presto.
roberto

GARGIULO ANTONINO 22/02/2013 Salve,
E' possibile variare la deviazione del calcio avendo il
nasello regolabile?
Grazie

PANDICO VINCENZO 22/02/2013 Per Gargiulo.
No !!! Non è possibbile.
La deviazione del cacio, che si calcola al tallone e alla punta, rimarrà quella originaria. Per tentare di modificare la deviazione dovresti far montare un calciolo regolabile, ma su questa soluzione ho i miei dubbi.
Saluti.

Duretto Giuseppe 22/02/2013 Mi è stato consigliato: se vuoi avere delle soddisfazione dimentica la cacciatora.
Mi costerebbe tantissimo se fosse vero.

Vigo Africano 22/02/2013
Caro Giuseppe,
Devo confessarti la mia ignoranza, ma non conosco la Cacciatora. Intendi forse il Percorso di Caccia in pedana?

Duretto Giuseppe 25/02/2013 La cacciatore è simile al percorso di caccia, è solamente più semplice.
Per cacciatora intendo:5 pedane-1 macchina lanciapiattelli multidirezionale- 1 macchina lanciapiattelli fissa per le copiole.Il gioco si svolge così: n° massimo 16 piattelli con n°1-2 o 3 copiole, il fucile non deve essere spallato prima di chiamare il piattello e in alcuni casi esiste anche la barra su cui si deve poggiare la canna del fucile prima di chiamare il piattello.
In questo gioco non sono un volpino ma, 14-15 su 16 sempre.

PANDICO VINCENZO 25/02/2013 PER GIUSEPPE DURETTO.
Se vuoi cimentarti nella fossa mi sa che devi ricominciare quasi completamente daccapo, e ci devi mettere pure tanto, tanto impegno.
Saluti

Vigo Africano 25/02/2013
Non voglio scoraggiarti, ma credo che la Cacciatora sia ben lungi dalla Fossa Olimpica o Universale. Quanto ha detto Vincenzo è, purtroppo per te, la verità.

Duretto Giuseppe 25/02/2013 Da tempo mi impegno e non poco ma i risultati sono scarsi.Lo sfottò tra di noi è grande e mi brucia, cerco di copiare e seguire i trappisti bravi, quelli che hanno avuto un maestro alle spalle ma fino ad ora oltre il 20 alla fossa non sono mai arrivato. Inizio a odiare chi sogghignando da dietro dice: hai strappato-sei dietro-ecc..Ho abbandonato il tiro assegno per il tiro a volo e penso che come difetto maggiore sia il chiudere l'occhio, PUNTO AD OCCHI APERTI E QUANDO ESCE IL PIATTELLO CHIUDO E LO SEGUO, fino ad ora non sono proprio riuscito a fare di meglio.

PANDICO VINCENZO 25/02/2013 Per Duretto.
Vorrei sapere che tipo di fucile stai utilizzando e quali sono le sue caratteristiche, lunghezza canne, strozzature, forature ecc.
Il fatto di sparare con un solo occhio non dovrebbe essere un problema, Luciano Giovannetti con questo sistema ha vinto due olimpiadi.Vorrei anche sapere se spari a filo iride o a filo pupilla. L'mpostazione alla cacciatora non serve per la fossa olimpica, la fossa olimpica richiede un impostazione diversa e per acquisirla ci vuole tempo e un bravo maestro che ti sappia guardare. Fatto questo, prima o poi i risultati arriveranno, ci vorrà solo tanta pazienza e tanta dedizione senza mai scoraggiarti.
Saluti

Vigo Africano 25/02/2013
Rispondi a Vincenzo e segui i consigli che ti ha dato. Voglio solo metterti al corrente di una mia esperienza: in vecchiaia il mio occhio dominante è diventato il sinistro, non sono mancino. Per sopperire a quanto sopra ho provato a fare la tua stessa operazione, chiamare il piattello ad occhi aperti e subito dopo aver visto l'uscita, chiudere il sinistro. Mi sono accorto che per una frazione di secondo, finchè non predominava l'occhio destro, ero praticamente senza un visus definito e quindi ritardavo il piattello. Penso che, indipendentemente dal fenomeno dell'occhio dominante, questa operazione faccia comunque ritardare la valutazione e l'aggancio del bersaglio. Prova a partire con l'occhio sinistro chiuso ed aspettare il bersaglio sopra le canne, ponendole leggermete più alte rispetto all'uscita della buca. In questo modo il tuo visus si è già abituato alla mancanza di stereoscopia. Solo per tua conoscenza, per l'occhio dominante ho sopperito poi sabbiando parzialmente la lente sinistra, come da esperienza dell'Ottico Pretolani, ed oggi sparo con ambedue gli occhi aperti.

Duretto Giuseppe 25/02/2013 BERETTA 682 calcio destro-canne da 75 strozzatura 2-1.
Impostazione: Parte bassa dell'iride-Piedi leggermente aperti e a 45°rispetto al fonopool-Ginocchia non tese ma leggermente piegate e per questa posizione dicono che stò seduto sul cesso-Puntamento circa 20 cm avanti uscita piattello-Caricamento????-
Il calcio è regolabile in altezza e sono al minimo, nel senso sche secondo altri dovrebbe essere un qualche millimetro più basso.Per abbassarlo,dovrei intervenite facendo tornire i distanziali.

PANDICO VINCENZO 25/02/2013 Per Duretto.
Quello che dice Africano è giusto. Per quanto riguarda il tuo fucile credo che vada più che bene, la posizione in pedana mi pare corretta, anche se io preferisco non piegare le ginocchia perchè se pieghi troppo va a finire che invece di ruotare sul tronco finirai per ruotare sulle gambe e questo non è assolutamente corretto. Le gambe le devi tenere come se fossero un perno sul quale ruota il tronco. Devi sparare a filo d'iride, quindi il calcio va regolato affinché tu possa sparare a filo. La posizione delle canne può anche andare bene, devi solo provare a guardare più avanti rispetto al punto mirato, quando esce il piattello e solo dopo averlo ben percepito dovrai agganciarlo con movimento fluido e veloce senza mai scomporti dalla linea di mira, una volta agganciato, senza mai fermarti, devi tirare il grilletto, non alzare mai la testa dal calcio, nemmeno di un millimetro. Quando tiri il grilletto devi azionare solo il dito, quasi come se fosse un corpo estraneo, non devi tirare il dito con tutta la mano e tutto il braccio, devi azionare solo il dito. L'arma va tenuta con la giusta forza, se stringi troppo non ti muoverai mai in maniera fluida, se stringi poco corri il rischio di scomporti di seconda canna. Comunque, se il fucile è perfettamente bilanciato e appoggia perfettamente alla spalla, lo potrai tenere anche con estrema leggerezza, non andrà da nessuna parte. Fatto questo, dovrai sparare, sparare, sparare. AUGURI !!!!!!!
Saluti

PANDICO VINCENZO 25/02/2013 per duretto.
Leggi anche l'ottimo intervento di Roberto Armani sull'altro tema : *Angolo per l'approfondimento degli argomenti specificatamente tecnici e operativi del tiro a volo*, potrebbe esserti certamente utile.

Duretto Giuseppe 28/02/2013 Per Armani.
Come posso capire e avere la certezza di dove ho messo la fucilata.

PANDICO VINCENZO 28/02/2013 Per Duretto.
In attesa che Roberto ci dia qualche utile consiglio , mi permetto di farti una domanda: *ma quando spari alla cacciatora ti preoccupi di stabilire con certezza dove vanno le fucilate?*.
Per sapere dove vanno le fucilate non è semplice, devi sparare tantissimo oppure farti guardare da uno che se ne intende davvero. Generalmente, un bravo cacciatore o un medio tiratore dovrebbe sapere dove va la fucilata. La cosa, a mio avviso importante, è stabilire innanzitutto dove tirano le canne sparando a filo d'iride e da fermo, e per fare questo dovresti mettere un bersaglio ad una distanza di 30-35 metri e spararci dentro, la rosata dovrebbe alzare di 15-20 centimetri. I piattelli della fossa olimpica sono tutti più o meno montanti, quindi è meglio che la rosata vada verso l'alto. Io preferisco che il mio fucile alzi leggermente rispetto al punto mirato perchè MI PIACE SPARARE AL PIATTELLO A VISTA senza mai coprirlo del tutto. Poi col passare del tempo, comincerai , senza l'aiuto di nessuno, a renderti conto di dove vanno i pallini, avanti, dietro, sopra , sotto ecc e di conseguenza farai i dovuti aggiustamenti. Non farti prendere dall'ansia di fare tutto e subito, le cose vanno metabolizzate con calma, l'importante è partire nella direzione giusta.
Ciao

Duretto Giuseppe 28/02/2013 la prova della rosata l'ho fatta e i pallini coprono: circa 10cm sotto il punto mirato e il resto sopra.
Alla cacciatora uso un altro fucile con canne da 75 e strozzatori intercambiabili e quando vedo il piattello davanti alle canne tiro il grilletto. lo stasso cerco di farlo alla fossa ma con scarsi risultati.

armani roberto 28/02/2013 Giuseppe!!
guarda che ti tiro le orecchie eh?!
Vincenzo ti ha detto quello che ti avrei detto anch'io.
Posso solo sottolineare che la percezione di dove vanno le fucilate in un tiro *al volo* è qualcosa che si acquisisce con l'esperienza;
la prova a fucile imbracciato mirando un punto fisso è solo indicativa dell'alzo alla distanza stabilita per il tiro effettuato senza muovere le canne.
In movimento tutto cambia e sia per il tiratore che per un bravo istruttore alle spalle non è così semplice capire dove è passato lo sciame di pallini.
...Giuseppe le orecchie non te le tiro più (scherzo...)se inizi, con tanta pazienza, a pensare come un tiratore di fossa e non come un cecchino con una carabina dotata di ottica di precisione...ah ah ah!!
lasciami scherzare un po' Giuseppe...non prendertela...lo sai...è la prima dote di un forte tiratore, in più sono convinto che non c'è nulla che ti possa impedire di diventarlo..
ciao e a presto

Duretto Giuseppe 28/02/2013 Scusate ma ho dimenticato la concentrazione che a mio avviso è molto importante.
Ho notato che all'inizio del 3°giro, inizio a distrarmi e da quel momento ogni sforzo non fa altro che peggiorare la situazione, gli zeri aumentano il nervoso prende il sopravvento.
Mi è successo che terminato il 2° giro avevo 3zeri e tutti sui dritti, ho dovuto smettere, uscire dalla pedana. Questo non mi è mai successo quando sparo alla cacciatora o altro.

PANDICO VINCENZO 28/02/2013 Caro Giuseppe, non devi pensare alla concentrazione come quella tipo *monaco tibetano*. La concentrazione non deve essere intesa come lo sforzarsi a non pensare, sarebbe solo uno spreco energetico. La concentrazione nel tiro al volo consiste no nel non pensare, sarebbe impossibile annullare ogni pensiero, essa consiste invece nel saper pensare, cioè pensare nella giusta maniera.
Devi preparare nella tua testa uno schema mentale, che dovrai rispettare sempre ogni volta che vai in pedana. Lo schema mentale tipo consiste nel preparare una serie di azioni ripetitive che dovrai compiere quando vai in pedana, dall'inizio della serie fino alla fine. Non lasciarti condizionare dal risultato, dagli astanti, dagli altri componenti della batteria, il tuo unico scopo è quello di rompere i piattelli, la lotta è innanzitutto contro te stesso, se vinci contro te stesso vincerai anche contro gli altri. Devi avere tanta pazienza e metterci tanta dedizione, vedrai che prima o poi i risultati cominceranno ad arrivare.
Ciao

Vigo Africano 01/03/2013
Caro Giuseppe,
Mi sono allontanato per alcuni giorni e leggendo i tuoi ultimi interventi ho recepito da parte tua un eccesso di nervosismo nell'affrontare la pedana. Eppure la tua precedente attività nel Tiro a Segno necessitava di una calma e di una concentrazione forse ancora più elevata che nelle nostre Discipline.
Io ti consiglio di affrontare la pedana con maggiore serenità e fondamentalmente con uno spirito di maggiore accettazione degli zeri che sono normalissimi in chi inizia a praticare le nostre Discipline.
Come accorgersi di dove è andata la fucilata? Ti hanno già risposto Roberto e Vincenzo. In ogni caso quando spari e rompi il piattello, non abbandonare lo sguardo dal bersaglio e cerca di fare attenzione su quale parte del piattello si è frantumata (anteriormente, posteriormente, superiormente o inferiormente) in questa maniera potrai avere una prima indicazione di dove hai indirizzato effettivamente il tuo colpo (rispetto a dove hai valutato di aver tirato) e quindi anche una prima indicazione sull'anticipo che hai dato in corrispondenza.
Non ti scoraggiare il percorso è lungo e ci vuole tanta tenacia.

Saraceno Antonino 09/03/2013 Caro Giuseppe, ho iniziato anch’io a sparare da pochissimo tempo e sto cercando giorno dopo giorno, pedana dopo pedana, di capire cosa bisogna fare. Una volta acquisita una corretta postura del corpo ed una buona impostazione del fucile alla spalla ed alla guancia, bisogna lavorare molto sulla concentrazione. E’ di fondamentale importanza esercitarsi a stare fermi sulla chiamata del piattello e partire solo quando si è percepito bene il bersaglio, cercando di fare un movimento morbido ma nello stesso tempo imprimendogli una certa accelerazione. Per quanto riguarda i piattelli centrali, come hai notato, sono i più rognosi perché per caratteristica intrinseca della traiettoria e quindi diversamente dai traversoni destri/sinistri, si allontanano troppo. Per tale ragione bisogna cercare di spararli il prima possibile sempre cercando di non trascurare una buona valutazione prima di intervenire. A parole sembra tutto semplice ma poi in pedana purtroppo gli errori si fanno sempre. Bisogna stare calmi e prenderla come è giusto che sia e cioè con divertimento, altrimenti la cosa si complica ancora di più. Frequentando questa disciplina, seppur da pochi mesi, ho capito che non si potrà arrivare mai alla perfezione assoluta, perché sono troppe le variabili in gioco e proprio per questo è estremamente difficile fare tutto al meglio 25 volte su 25. Ci sarà sempre la volta che ci muoveremo sulla chiamata, che alzeremo un po’ la testa dal calcio perché non lo abbiamo percepito abbastanza bene e andiamo a cercarlo di nuovo con gli occhi, etc….. Bisogna cercare di prenderla con filosofia, affrontare un piattello per volta e metterci il massimo dell’attenzione senza però spremersi le meningi e soprattutto non bisogna innervosirsi sugli zeri ma cercare solo di capire l’errore e metabolizzarlo per cercare di lavorarci sopra per ridurlo il più possibile. Penso che nel tempo ognuno riesca ad acquisire sempre più padronanza, ma naturalmente serve molta dedizione ed un allenamento costante, ma senza esagerazioni. Io sono arrivato a queste conclusioni e sono convinto che di anno in anno i miglioramenti si avranno, fermo restando che bisogna prenderla come puro e semplice divertimento, almeno per chi lo fa in modo amatoriale e non per professione. Un ultima cosa che penso sia molto importante : bisogna cercare di dedicare un po’ di tempo alla forma fisica prestando attenzione all’alimentazione e facendo un po’ di movimento (corsa leggera ed esercizi ginnici) al fine di essere più reattivi con la mente e più sciolti nei movimenti in pedana. Buona fortuna ed a presto.

Vigo Africano 09/03/2013
Caro Antonino, altro che neofita! Tu in poche righe hai sintetizzato i capisaldi della Disciplina. Mi complimento e ti faccio tanti Auguri. Tienici al corrente dei tuoi progressi, dei tuoi risultati nella prossima Attività Agonistica e soprattutto sulle tue nuove esperienze.

Saraceno Antonino 09/03/2013 Caro Vigo, grazie per i complimenti. Ma non sono solo io che scrivo ....... ma è sicuramente la passione per questa meravigliosa, sebbene complicata ed impegnativa disciplina, che mi ha preso in maniera forte e coinvolgente come tanti anni or sono ha preso anche te e gli altri amici che scrivono sul forum. E' molto bello condividere insieme ad altre persone questo focolaio che ci riscalda, ci tiene attivi e ci fa sperare sempre di diventare migliori.
Un saluto affettuoso esteso anche a Roberto Armani. Antonino.

Vigo Africano 09/03/2013
La mia Speranza e di poter vedere finalmente una Federazione improntata al rispetto delle Regole, mirata allo SPORT vero ed agli interessi dei Tesserati. Per questo mi auguro che alla tua Passione, come a tanti altri Giovani, si unisca anche l'attenzione alle Regole, l'analisi delle stesse e la voglia di contribuire al loro Rispetto ed al loro miglioramento.

armani roberto 11/03/2013 Caro Antonino
ricambio molto volentieri i tuoi saluti
e condivido quanto ti ha già detto Africano, Bravo! mi è piaciuto il tuo intervento.
ciao e a presto!

Saraceno Antonino 17/03/2013 Cari amici Vigo e Roberto vi scrivo per raccontarvi le mie ultime esperienze fatte durante i turni di allenamento che sto effettuando con regolarità una/due volte a settimana, impegni di lavoro e meteo permettendo (purtroppo quet'anno sta facendo molto freddo e piove in continuazione anche a Reggio Calabria dove di solito non abbiamo più di quindici/venti giorni di vero freddo durante l'intero inverno).
Andiamo al punto : sto cercando di impostare gli allenamenti facendo due o al massimo tre serie, con almeno altri tre tiratori in pedana, anche se preferisco (quando capita) le pedane piene (5 + rincalzo)per rendere meglio cadenzato il ritmo ed il tempo di attesa del turno. Sto cercando di lavorare per migliorare la concentrazione e quindi l'attenzione all'uscita del piattello, anche se ancora purtroppo, quando supero il quindicesimo piattello subisco un calo di attenzione. Nel pomeriggio di ieri ad esempio, con cinque persone in pedana, sono riuscito a tenere bene la concentrazione ed il ritmo, rompemdo di prima canna e con un meraviglioso tempo di sparo i primi 19 piattelli. Dal ventesimo piattello in poi ho avuto un improvviso calo di attenzione che mi ha fatto fare due zeri di fila, poi un bel recupero di seconda canna e ancora altri due zeri, riuscendo comunque a chiudere la serie a 21/25. La serie precedente l'avevo chiusa a 18/25 con tre belle seconde canne. Riflettendonci sopra ed analizzato con calma il fenomeno mi sono reso conto che il meravigioso stato di grazia che mi ha accompagnato all'inizio della seconda serie, è stato turbato dalla mia mente che da sola ha iniziato a pensare che stavo facendo proprio bene e se continuavo in quel modo avrei sicuramente fatto il risultato pieno. Che ne pensate ???? Forse è stato anche un calo fisiologico e cioè vera e propria stanchezza visiva e mentale o sono stati solo i suddetti pensieri, giunti improvvisamente nella mia mente. A presto. Antonino.

Vigo Africano 17/03/2013 Antonino,
Si chiama il complesso dello zero, cioè subirlo e subito dopo farne un altro, specialmente se si è tesi sul risultato.
Devo innanzi tutto farti i complimenti per i rapidi risultati che stai raggiungendo e nello stesso tempo dirti di non preoccuparti, quanto ti è accaduto succede anche a chi spara da diversi anni. Con il tempo, con la serenità e la sicurezza dei tuoi mezzi, supererai anche questa debolezza (comune a tutti!Salvo ai Campioni, che è la cosa che li distingue ).

mondo ernesto 21/03/2013 Secondo voi, avendo sempre sparato con un occhio chiuso, vale la pena a 46 anni di provare a sparare (sparo alla fossa olimpica) con entrambi gli occhi aperti o ormai è un esercizio inutile? Secondo la vostra esperienza quanto tempo potrebbe servire per tornare ad ottenere risultati (sempre mediocri) ma almeno accettabili? Grazie 1000 per la pazienza

PANDICO VINCENZO 21/03/2013 Per Mondo.
Credo che non valga la pena cominciare a sparare con due occhi aperti, ti consiglio di continuare come hai sempre fatto. Se decidi di cambiare ci vorrà del tempo, non so quanto tempo ma credo parecchio. Io ho sempre sparato con un solo occhio, poi, a circa 46 anni decisi di provare con tutti e due e in verità i risultati cominciarono ad essere pessimi, avevo l'impressione di vedere doppio. Ho ripreso a sparare con un solo occhio e le cose vanno meglio e poi ricorda che il grande Giovannetti ha vinto due Olimpiadi utilizzando un solo occhio.
Saluti

Vigo Africano 21/03/2013
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Vigo Africano 21/03/2013
per Ernesto Mondo
Qualora volessi provarci, verifica prima, aprendo i due occhi, quale dei due è dominante. Se non sei mancino ed il tuo occhio dominante fosse il sinistro, allora segui solo il consiglio di Vincenzo.

mondo ernesto 21/03/2013 Grazie delle risposte. No, fortunatamente l'occhio dominante è il destro ma le poche volte che ho provato a tirare qualche piattello con entrambi gli occhi aperti non ho capito nè perchè li colpivo, nè perchè li sbagliavo. Vedo comunque che questi dubbi esistenziali vengono spesso a 46 anni!
Al limite provo a fare un paio di serie giusto per vedere cosa ne viene fuori.

Volpi Fabio 11/04/2013 Salve a tutti, sono fresco fresco di iscrizione al forum e volevo innanzitutto fare i complimenti a tutti per gli stupendi interventi che ho avuto il grande piacere di leggere fino ad ora.
Mi presento, ho 33 anni e da sempre ho avuto una grande passione per il tiro a volo, in special modo per la FO. Ho preso il porto d'armi per uso sportivo due anni fa e da qualche mese ho anche la licenza venatoria.
Il campo da tiro a me più vicino è a circa 80 km quindi posso allenarmi con poca assiduità: in inverno massimo una volta al mese, in estate lavoro permettendo qualcosa di più, ma veramente troppo poco per il piacere che provo stando in pedana! Sono completamente autodidatta.
Dopo questa piccola presentazione di rito vengo al mio primo quesito.
Domenica ho partecipato alla mia prima vera gara, la prima prova di campionato regionale 3 cat. Una gara a 100 piattelli, mai sparati prima in un giorno solo! parto alle 6 del mattino per farmi i 200 km che mi separano dal campo, sono in prima batteria alle 9:30, pedana 5. La prima serie la chiudo con un buon 19 (risultato che più o meno è in linea con le mie performance anche in allenamento). La seconda pedana è dopo un'ora e mezza...qui nasce il primo problema! sono andato solo e non conosco nessuno tra i tiratori, non so proprio come ammazzare il tempo! vado in macchina a rilassarmi un po' e mi mangio un panino portato da casa.
La seconda pedana inizio benino con 8 centri nei primi 10 lanci poi all'improvviso mi si *spegne la luce*!!! il fucile mi sembra che pesi 10 kg, la mente va a zero all'ora, sono in completa balia degli eventi! chiudo la serie con un misero 13...da quel momento in poi non riesco più a sparare tranquillo e i risultati sono molto deludenti.
La mia domanda é: a causa può essere dovuto questo improvviso calo di concentrazione/prontezza? forse ho sbagliato a mangiare tra le due serie? considerate che ero anche abbastanza tranquillo, senza sentire troppo la pressione della gara e la mia preparazione fisica è discreta.
Grazie a tutti e mi scuso per la lungaggine dell'intervento ma un minimo di presentazione mi sembrava doveroso.

PANDICO VINCENZO 12/04/2013 Per Fabio Volpi.
Nei tuoi panni non mi preoccuperei più di tanto, è stata la prima gara e la prima gara è sempre tutto un'altra cosa, subentra la tensione e anche se apparentemente credi di essere tranquillo in realtà nel tuo inconscio si scatenano strane turbolenze che vanno ad inficiare la prestazione. Per superare questo problema bisogna fare tante gare e abituarsi al ritmo agonistico. Il fatto che sei andato solo forse è cosa buona, un vecchio proverbio dice: *meglio soli che male accompagnati*. Per l'alimentazione, conviene mangiare qualcosa, possibilmente frutta, alla fine di ogni serie e non all'inizio, bere molto e riposare nei tempi morti. Per ottenere dei buoni risultati è questione di tanto allenamento, acquisizione di sicurezza e padronanza dell'attrezzo, capire bene dov'è che si spara, perché si colpisce e perchè non si colpisce e di conseguenza fare le dovute modifiche. Ci vuole tempo e dedizione e qualcuno esperto che sappia indicarti la direzione giusta. I risultati arriveranno, è stato così per tutti noi sarà cosi anche per te.
Ciao

armani roberto 12/04/2013 Caro Fabio,
Vincenzo ti ha detto quello che ti avrei detto anch'io;
tu hai incominciato a capire quale è uno dei veri problemi da affrontare durante una gara, che è quello dei tempi d'attesa tra un turno e l'altro o meglio della *gestione ottimale di questa pausa*.
Il succo del discorso Fabio è che dobbiamo fare in modo che quando toccherà di nuovo a noi, ci faremo *trovare pronti*; pronti fisicamente e mentalmente.
Per questo fin da subito, appena finita la serie, se non sei di giuria, fatto il calcolo del tempo che hai a disposizione prima di tornare in pedana, valuta se mangiare qualcosina, nel tuo caso 1 ora e 30 non è tantissimo (pensa che a PONSO domenica io ne dovevo aspettare quasi 4 di ore...)e il panino se proprio ti sentivi avresti dovuto mangiarlo subito anche se non escludo che durante la seconda serie tu lo stessi ancora digerendo...e li i riflessi se ne vanno a spasso..., forse era meglio qualcosa di più leggero anche uno snek o una barretta energetica, o un frutto come diceva Vincenzo;
qualcosa, sempre di non troppo pesante, ma un po' più sostanzioso lo avrei preso dopo la seconda serie, io sempre tempo permettendo, a volte, solo per farti un esempio, ci ho fatto stare una piccola porzione di pasta al pomodoro;
naturalmente ricorda sempre di bere spesso, piccoli sorsi, ma non farti mai mancare una bottiglietta d'acqua nella tua borsa, da utilizzare anche durante la serie.
E' importante come ti dicevo che durante questa attesa i nostri riflessi rimangano comunque *accesi* quindi dopo aver mangiucchiato qualcosa mettersi a pisolare non è tanto indicato, preferisco si starmene un po' tranquillo, ma magari fare una piccola passeggiata nelle vicinanze dello stand, o stare un po seduto in macchina ad ascoltare musica, riposando così sia il corpo che la mente...
poi naturalmente anche mentre non sparo mi tengo aggiornato sull'inizio del mio turno, senza sbirciare i risultati mi raccomando Fabio, ma guardando solo il monitor del mio prossimo campo...
Caro Fabio, mi sembra di aver capito che tu hai una grande passione per questo sport, ti auguro un grande in bocca al lupo e soprattutto di riuscire sempre a trasformare in qualcosa di positivo ogni tua gara o tuo allenamento qualsiasi sia il tuo punteggio.

OHH!!! Fabio! Guarda che ti stanno chiamando! Tocca a te!!! dai che ti danno tre ZERI!!!
ciao e a presto
roberto

Volpi Fabio 12/04/2013 Grazie infinite per le risposte! la prossima gara cercherò di attrezzarmi con qualche snack.
Due giorni fa sono riuscito a fare una serie di allenamento e ho cercato di mettere in pratica i consigli di impostazione e atteggiamento che ho letto nelle risposte precedenti del forum; ho notato che focalizzando lo sguardo a circa 7-10 metri dall'uscita riesco effettivamente a percepire meglio la direzione del piattello in uscita, anche se ancora devo farci un po' l'abitudine dato che ho visto che con questo sistema mi si allunga leggermente il tempo di sparo. Credo comunque che sia solo questione di adattarmi e farci un po' di pratica. Ho avuto grande vantaggio anche nel non stringere eccessivamente il fucile alla spalla, errore che prima invece commettevo. Riesco a essere molto più fluido e morbido nell'ingaggiare il piatto nella giusta traiettoria.
Grazie a tutti per i consigli!!!

mungo ivan 29/04/2013 Ciao a tutti sono nuovo del forum volevo volevo chiedervi qualche consiglio sulla fossa olimpica premettendo che e'solo un anno che sparo quindi essendo autodidatta oppure sentendo qualche amico che spara meglio di me da tanto tempo nn ho completamente risolto i miei problemi. Allora il primo riguarda l ' impostazione e x intenderci meglio uno m ha detto vedendomi sparare fa dietro che tengo il braccio troppo alto e di conseguenza quando mi muovo dice che sbandiero e quindi tiro il fucili senza governarlo io penso d nn sbagliare in questo si e' vero tengo il braccio alto ma giusto un po' sotto la spalla.l'altro problema riguarda la tenuta in gara e cioe' riesco a sparare bene due serie e poi quando nn ho più l'adrenalina dovuta alla gara sparo male.grazie per l' attenzione

armani roberto 01/05/2013 ciao Ivan,
ho letto che spari da un anno, quindi tranquillo...è normale che tu possa migliorare sia da un punto di vista tecnico che da quello dell'atteggiamento mentale in gara;
p.s. te lo dico a mò di battuta *diffidare sempre da chi commenta stando dietro...e magari anche un po' da lontano...*
Scherzi a parte Ivan, io ti consiglio, se riesci, di farti seguire o da un istruttore o comunque da una persona veramente esperta.
E poi ricorda: cerca sempre l'errore per prima cosa in te stesso.
ciao e a presto
roberto

mungo ivan 02/05/2013 Ciao Roberto scusa se ti do del tu,volevo ringraziarti anzitutto della tua risposta e poi volevo aggiungere che i consigli che mi danno li prendo per buoni solo dopo aver provato sul campo gli effetti degli stessi e non solo a parole,posso dire inoltre che non ci sono istruttori di tiro dalle mie parti o meglio io non ne conosco e quindi sono costretto come dici tu a cercare da solo i miei errori,per la questione del braccio mi sono reso conto in effetti che non alzando troppo il braccio il fucile e' più dritto come anche mi aveva sottolineato l' amico Vigo tramite mail ma per quanto riguarda la tenuta in due o più serie datemi un consiglio per provare grazie.

mungo ivan 03/05/2013 Ciao un altra cosa volevo chiedere che riguarda il nasello del calcio che nel mio fucile e' regolabile anche se nn ho l'abitudine e la necessita di toccarlo di continuo,cmq volevo chiederti visto che io essendo un cacciatore ho l'abitudine d cercare il calcio con il viso e quindi di conseguenza a coricarmi un po' sul calcio uscendo fuori cn l' occhio a destra,un amico mi haposizionato il nasello con la punta un po' a sinistra ed il resto al centro del calcio cioè la parte posteriore del nasello. Secondo te e' giusto oppure devo metterlo tt in linea cn la bindelle? Per intenderci e come se fosse la parte anteriore ad ore 11 e quella posteriore ore 6 grazie .

Vigo Africano 05/05/2013
Caro Ivan, spero che ancora una volta Roberto voglia essere più preciso di me. Provo comunque a dire la mia:
a) Il nasello va regolato secondo le necessità, ma quando si è trovata la giusta posizione non bisogna farsi tentare ai primi cali di forma e quindi è necessario tenere nascosta la chiave.
b) *Coricarsi sul calcio*! E' un espressione da non utilizzare. Il viso deve appoggiarsi al nasello tenendolo perfettamente verticale (non inclinare il collo verso destra per raggiungere l'appoggio).
c) A mio avviso lo spostamento maggiore del nasello dalla parte del calciolo, deve essere leggerissima e corrispondente alla necessità richiesta dal raggio maggiore dell'arco dentale, al fine di avere sempre l'allineamento alla linea di mira con l'intero appoggio della mascella.
d) L'altezza del nasello (spessori) è identica, se si vuole conservare quella originale del calcio. Non sposterei invece verso l'interno la parte anteriore del nasello.
Ovviamente questo è quanto io adotto, ma non è una Regola. L'importante è che la regolazione sia con l'altezza della pupilla rispetto al piano bindella, come tu hai precedentemente descritto, e perfettamente al centro della linea di mira.
ROBERTO correggimi cortesemente.

armani roberto 06/05/2013 grazie Ivan per le tue domande,
mi fa piacere provare a risponderti;

proviamo ad andare per punti
1 tenuta gara:
il mio consiglio è questo: quando sei in pedana devi concentrarti su un piattello alla volta...quindi ogni volta pensare alle cose giuste da fare solo relativamnete a quel minuto circa che passa tra un piattello e l'altro.
La stessa cosa falla anche con la serie...cioè pensa solo a quella e non più alle precedenti...questi pensieri orientati solo a quello che stai facendo nell'immediato ti aiuteranno a non farne altri inutili.
Ora però scusami, volevo continuare ma devo scappare, ti anticipo però che quanto ti ha detto Africano mi trova sostanzialmente daccordo soprattutto su quanto riportato per il *coricarsi sul calcio*, Ivav devi imparare prima a non farlo e ad avere una impostazione corretta della testa, solo dopo potrai apportare qualche correzione, ma è probabile che una volta impostato bene non ci sia bisogno di portare il nasello all'interno o comunque le correzioni saranno molto lievi.
ciao e a presto

mungo ivan 06/05/2013 Ringrazio tutti e due per le risposte vi considero ovviamente entrambe competenti visto che i consigli che mi date sono quasi sempre concordanti, per quanto riguarda la tenuta in gara provero' i vostri consigli e cerchero' di metterli in pratica proprio domenica per il gran premio,per la questione del nasello posso dire che ho provato a tenerlo completamente dritto ma la sensazione e' stata strana mi trovo meglio cn la parte anteriore un po verso l'interno magari sara' solo un fattore psicologico ma posso dire che cosi' i piattelli che centro si disintegrano senza presunzione ovviamente e' solo per dire che forse sono veramente in linea,avrei tante domande da fare veramente ma cerchero' di risolvere un problema alla volta grazie ancora.

Vigo Africano 06/05/2013
Ivan, quello che noi diciamo senza poterti vedere sul campo, sono sempre aspetti generali.
L'importante è che tu ti senta a tuo agio sull'attrezzo, che la linea di mira sia centrata e che l'imbracciatura sia sempre la stessa. Ovviamente il tutto confortato dai risultati.

Volpi Fabio 09/05/2013 Ho bisogno di un consiglio da parte di gente esperta quale i frequentatori di questo spazio sono.
Seguendo i vostri consigli sulla postura di imbracciata e provando varie volte anche la posizione davanti lo specchio, ho notato che per allineare bene la pupilla all'asse bindella devo reclinare, credo in maniera eccessiva, verso destra la testa. In allenamento ho verificato che questa posizione non del tutto naturale mi provoca una tensione dei muscoli della parte sinistra del collo che, soprattutto verso la fine della serie, mi da problemi nelle rotazioni verso destra e mi fa tendere ad alzare la testa dal calcio, con i relativi effetti sull'esito del colpo!
Vi chiedo quali sono gli interventi che mi consigliate di fare sul mio calcio per ovviare a questo problema; prima di farne uno su misura, data la mia ancora poca esperienza, preferivo provare a correggere quello che ho, che è quello originale del mio Rizzini Vertex.
Considerate che sono alto 1.86, con spalle abbastanza larghe e torace importante.
Grazie.

Vigo Africano 09/05/2013
Come hai potuto leggere negli interventi precedenti: MAI RECLINARE LA TESTA PER RAGGIUNGERE L'APPOGGIO SUL CALCIO.
Quello che mi sento di consigliarti è:
a) Provare ad imbracciare portando il calcio in posizione più all'interno possibile, ma sempre in modo naturale. Ricordarsi di mentenere l'asse delle spalle orientate a 45° rispetto la linea di tiro di pedana.
b) Poggiare il viso scendendo verticalmente.
Se quanto sopra non migliora la situazione, allora consiglio:
c) Prima di fare un calcio nuovo andare da un armiere calcista e trasformare il calcio fisso in regolabile al nasello ed al calciolo.
Una volta provata la giusta regolazione, al limite, decidere di fare un calcio fisso per evitare tentazioni. Io lo farei solo dopo un periodo di prova valida abbastanza lungo, comunque preferirei nascondere la chiave e tenere il calcio regolabile, salvo altri problemi (calcio troppo poco panciuto per la conformazione fisica descritta), ma attento al peso dello stesso per non sbilanciare l'arma.

Volpi Fabio 09/05/2013 Grazie mille per i consigli!
Ho provato ad appoggiare il calcio del fucile in posizione più interna, e così facendo effettivamente riesco a tenere la testa più verticale, come controindicazione però il calciolo non si va più ad incastrare nell'incavo dell'articolazione della spalla, ma direttamente sulla parte alta del muscolo pettorale se non addirittura nell'osso della clavicola, causandomi dolore alla fine della serie.
Altro problema che ho è che avendo il collo abbastanza lungo devo un po' *insaccarmi* per tenere la linea di mira. Potrei risolvere la cosa adottando un cosiddetto bindellone?
Grazie.

PANDICO VINCENZO 09/05/2013 Caro Fabio, mi permetto di dire anche la mia. Io credo che il tuo problema maggiore è proprio il calcio, sarebbe interessante conoscere la tua altezza, la tua larghezza delle spalle e l'attuale lunghezza del tuo calcio e possibilmente anche la deviazione misurata alla punta e al tallone. Penso che tu, probabilmente, avresti bisogno di un calcio più lungo, più deviato e che sia anche montecarlo. Questo ti permetterebbe di avere la testa allineata senza essere costretto ad incastrare il collo nelle spalle, ti consentirebbe di poggiare il calciolo nella giusta posizione e cioè nell'incavo dell'articolazione della spalla facendo però attenzione che la punta del calcio non finisca nel vuoto. Comunque, devi considerare che imbracciando il fucile ad occhi completamente chiusi, quando li riaprirai l'occhio destro deve trovarsi perfettamente in linea con la binedella, bindella a filo d'iride, senza essere costretto a fare aggiustamenti o ad assumere contorte posizioni per allineare l'occhio alla bindella. Tutto quello che rigurda l'imbracciata deve avvenire in modo estremamente fluido e naturale.
Fammi sapere.

Volpi Fabio 09/05/2013 Per Vincenzo.
Altezza 1.86 m, larghezza spalle misurate all'incavo dell'ascella 48 cm, lunghezza avambraccio dall'incavo del gomito piegato alla punta del dito indice 40.5 cm.
Il mio calcio attualmente è lungo 37.5 cm con deviazioni standard di fabbrica che non sono riuscito a misurare.
Grazie.

PANDICO VINCENZO 09/05/2013 Ecco fondati i miei sospetti, tu sei un bel pezzo di ragazzo e quindi il calcio che stai utilizzando non va bene. La lunghezza del tuo attuale calcio può anche passare è il resto che non va. Comunque, per non dilungarmi in calcoli angusti ti consiglio di andare su questo sito : Ilbeccolungp.altervista.org su questo sito troverai tutte le spiegazioni scientifiche per conformare adeguatamente, in base alle tue caratteristiche morfologiche, il tuo fucile. Fammi sapere. Ciao e in bocca al lupo.

PANDICO VINCENZO 09/05/2013 Dimenticavo: *TI SCONSIGLIO IL BINDELLONE*.

PANDICO VINCENZO 09/05/2013 l'indirizzo corretto è Ilbeccolungo.altervista.org

Volpi Fabio 09/05/2013 Grazie mille Vincenzo per i consigli!

PANDICO VINCENZO 09/05/2013 Fabio, dai anche un'occhiata a questo sito: misure del calcio.....-il forum sulla caccia e sulla cinofilia- Motore di ricerca GOOGLE. Vedi che una volta che si è aperta la pagina devi cliccare sul link www.ilbraccoitaliano.net/forum, si trova nel secondo post, si aprirà una pagina dove ci sono tutte le misure di riferimento, dando un'occhiata veloce ho visto che la tua misura dell'avambraccio corrisponde ad un calcio che dovrebbe avere una lunghezza di 38 cm. Guarda anche tutte le altre misure di riferimento. Ovviamente non sei costretto ad applicare alla lettera quei valori, ma potresti avere delle indicazioni molto interessanti con le quali potrai imboccare la giusta direzione per ben conformare il fucile alle tue caratteristiche. Ciao

Franco Francesco 17/05/2013 salve,vorrei chiedere un consiglio per un problema che da un pò di tempo mi succede con il DT11 beretta.Premetto che io vengo dal Perazzi MX8.Ho comprato da poco un DT11 e fatto il calcio su misura,ho avuto dei buoni risultati.Ora il problema qual'è?Dopo un mese circa ho iniziato ad avere problemi sui dx,io sono un destro.I sx e i centrali ok,ma i dx niente.Praticamente il fucile quando apro a destra quasi mi salta dalla spalla,non riesco a tenerlo appoggiato con conseguenze immaginabili,sempre zero.L'ho fatto provare ad altri + esperti ed hanno avuto la stessa sensazione. Come mai?Il Beretta rispetto al Perazzi ha un altro brandeggio ma non cosi forte che sembra quasi che vola per i fatti suoi.Che posso fare?Ho provato a mettere degli spessorini dietro al al tallone per fare appoggiare di + la punta,modificando di poco il pitch, che aiutano ma non risolvono.Forse dovrei mettere qualche spessore laterale tra il calcio e il calciolo,ma dove a dx o sx e di quanti millimetri?Vi prego di aiutarmi oppure lo rivendo e ritorno al Perazzi.

PANDICO VINCENZO 17/05/2013 Caro Francesco, provo a rispondere al tuo quesito. Dovrei vederti sparare, ma ho la sensazione che tu a destra ti muova più di braccia che di tronco. Il fucile tende a saltare quando il movimento è di braccia, comunque c'è da dire che il dt11 è un pò più bizzoso del Perazzi ma sicuramente molto più gestibile del dt10. Per ovviare a tutto questo, oltre ad una perfetta impostazione e movimento, ci vorrebbe un legno che abbia determinate caratteristiche di assorbimento, cioè, ad esempio, un legno che abbia le fibre perfettamente diritte cioè perfettamente in linea con la lunghezza del calcio, legni con troppe venature o focature tipo radica sono belli da vedere ma poco efficienti per assorbire il rinculo. Io ti consiglierei di provare a cancellare dalla mente la psicosi del destro, restare concentrati ed effettuare il movimento a destra in modo perfetto e cioè ruotare sul tronco, se riesci a ruotare perfettamente sul tronco non credo che il fucile tendi a volare via, nonostante sia un fucile un tantino nervoso. Io ho sparato col dt11 di un amico e l'ho trovato fantastico, ottimo rinculo, ottime rosate, ottime rotture. Forse ti stai facendo condizionare troppo dai destri e questo spesse volte comporta un movimento errato, prova a non farti condizionare più di tanto.
Ciao

Saraceno Antonino 18/05/2013 Per Francesco FRANCO.
Caro Francesco mi permetto di intervenire anch'io sul tuo problema dei destri. Sono un neofita (ho iniziato a sparare da pochissimo) ed anche a me è capitata la stessa cosa sui destri. Ti posso assicurare, come evidenziato da Vincenzo Pandico, che è solo ed esclusivamente un problema di impostazione e di movimento e non certamente di fucile. Bisogna cercare di non far scappare la faccia dal calcio (per noi tiratori destri è facile che capiti quando ci si muove di braccia e non invece facendo ruotare il busto). Io sto cercando di risolvere questo problema, affinando il movimento. In questo ti può essere di aiuto piegare un tantino le gambe in modo da non stare troppo rigido con il corpo. Cerca di fare delle prove in allenamento e vedrai che, stando un po' più molleggiato sulle gambe e sentendo quindi il peso del corpo più sulle punte dei piedi, riuscirai a girarti sia a destra che a sinistra in maniera più fluida. A mio avviso non esistono piattelli facili e piattelli difficili, bisogna cercare di affrontarli tutti con la massima determinazione e concentrazione ed avere fiducia in se stessi. E' importantissimo prestare la massima attenzione all'uscita in modo tale che una volta ben percepita la traiettoria del piattello si possa partire all'inseguimento in maniera decisa ma nello stesso fluida. Gli errori purtroppo arrivano lo stesso, ma bisogna cercare di fare tutto bene per cercare di ridurli al massimo. Ti immagini che noia sarebbe riuscire a fare sempre 25/25. Sicuramente non ci sarebbe nemmeno più bisogno di fare le competizioni se riuscissimo ad andare in pedana e fare tutti risultato pieno ogni volta. Il bello di questa disciplina sportiva è proprio questo e cioè l'estrema difficoltà di riuscire a fare per 25 volte di seguito tutto al meglio.
Saluti ed a presto.
Antonino

mungo ivan 18/05/2013 Ciao eccomi qua come promesso dopo il gran premio e dopo la gara di oggi ciòe fiocchi day.Comincio dal primo dove ho sparato a dir poco malissimo anche se sn arrivato un po' stanco fisicamente nn mi voglio giustificare il risultato e' stato 17/17/21/20 sparando le prime due serie nella confusione totale e le ultime due cercando di capire gli errori e sparando senza seconde canne che poi nn so se e' un bene o un male Cercando d mantenere la concentrazione il più possibile anche dopo le prime due serie il resoconto personale e' stato secondo il mio personale parere che il fucile spara dove io lo mando quindi la colpa e' solo mia centrando quei pochi piattelli presi in quattro serie cn rotture soddisfacenti concludendo che sia la concentrazione il mio problema.Oggi invece 23/17 il secondo un numero che nn mi abbandona purtroppo sparando la prima serie cercando di nn pensare quasi a niente e la seconda dopo 7 piattelli pieni rotti bene uno 0 di impostazione altri 5 sparati bene e poi dopo l'errore di un destro il buio totale. Secondo voi cosa può essere se il fucile spara benissimo. Grazie

PANDICO VINCENZO 18/05/2013 Caro Ivan, i problemi possono essere solo due: TU O IL FUCILE. Credo che il fucile, nel tuo caso, vada escluso, quindi il problema sei tu. Quando dici: *mi sono concentrato, non ho pensato a niente* è una affermazione che non va bene. Nel tiro a piattello concentrarsi non significa non pensare a niente, sarebbe impossibile e diventerebbe anche un enorme spreco di energia. Devi imparare a pensare, cioè pensare nel modo giusto, e pensare nel modo giusto significa imparare ad incanalare i tuoi pensieri in una certa direzione. Devi preparae un percorso mentale che dovrai utilizzare ogni volta che vai in pedana e cominci a tirare. Ogni bravo tiratore si inventa il proprio percorso mentale per evitare che la mente possa attivare pensieri e immagini che non hanno nulla a che vedere con quello che stai facendo e che possono solo provocare una riduzione dell'attenzione. Uno schema tipo potrebbe essere: *vado in pedana, preparo con attenzione le cartucce, metà nella tasca destra e metà nella tasca sinistra, sistemo le cuffie, sitemo il giacchino, mi concentro sulla respirazione, nel frattempo è arrivato il mio turno, imbraccio in modo corretto, chiamo il piattello e sparo. Ripeto il tutto per il piattello successivo, in pratica devi fare in modo di obbligare il pensiero in un certo schema e ripeterlo per 25 volte, quando hai finito la serie potrai lasciarlo,il pensiero, libero di sbizzarrirsi a suo piacimento.
Ciao

Franco Francesco 19/05/2013 salve,vi ringrazio per l'attenzione avuta x il mio problema.Purtroppo molte volte i suggerimenti buoni si hanno di + sul forum che sul campo.Premesso questo,ieri ho sparato in allemnamento ed ho constatato che in effetti la punta poggiava poco.Ho messo uno spessorino al tallone di poco + 1/2 mm ed in effetti il fucile era + stabile,anche se di poco ha abbassato la fucilata che ho risolto alzando poco la mira sul testimone.L'altra cosa e stata giustamente, detta da voi, l'impostazione,che ho un pò modificata e aggiustata,soprattutto l' appoggio alla spalla, e con molta attenzione sono riuscito a fare 21.Penso che sia questa la soluzione in quanto il fucile in 3 serie non è saltato mai e i dx centrati bene senza impennamento o salto dalla spalla.Quelli che si sbagliano sono i nostri limiti e siamo solo noi.Ho tolto dalla mente la psicosi del dx e sono sicuro che i miglioramenti e la costanza nei risultati si faranno presto sentire.Grazie dei consigli e un hurrà x questo forum. Resterò sempre in contatto sul sito.Ora il fiocchi day e crepi il lupo.

Papararo Giuseppe 19/05/2013 - X VINCENZO PANDICO - Caro Vincenzo, ti devo fare i complimenti per i tuoi puntuali interventi. Denotano sicuramente un notevole bagaglio di tecnica e di esperienza, molto utile a coloro che intendono migliorare le proprie prestazioni sportive. Saluti. Peppino Papararo.

PANDICO VINCENZO 19/05/2013 Caro Peppe, tu sei un esempio e un modello per tutti noi e lo continuerai ad essere anche quando deciderai di smettere. I tuoi complimenti sono per me un grande onore, grazie !!!!

mungo ivan 19/05/2013 Grazie per il consiglio proverò e cm al solito t farò sapere nn ho intenzione di arrendermi per ora anche se i risultati sn scoraggianti ciao

mungo ivan 28/05/2013 ciao eccomi di nuovo qua, a commentare di nuovo le mie impressioni e considerazioni personali in pedana.
Le ultime due gare, sono andate cosi cosi 21/21 e quella a 75 piattelli 20/20/21 perlomeno ho abbandonato il 17 per il momento, anche se in allenamento riesco a fare peggio che in gara nn riusciendo ancora a trovare la concentrazione necessaria, con risultati scoraggianti comunque spero di cominciare con il piede giusto almeno per quanto riguarda la gara ho creato un piccolo schema mentale che cerco di ripetere sempre durante la serie anche se dopo il primo zero comincio a barcollare e la mente va un po dove vuole o meglio si concentra piu sullo zero che sul resto dei piattelli. La prima serie della seconda gara era cominciata bene 11 piattelli pieni di prima canna 12 zero 13 zero buono fino al 19 il 20
zero 22 e 23 ancora zero vado nel panico dopo uno zero e riesco a riprendermi troppo tardi come mai?
In attesa di una risposta vi ringrazio ancora.

PANDICO VINCENZO 28/05/2013 Caro Ivan complimenti per i tuoi piccoli miglioramenti. Per quanto riguarda gli zeri l'unica soluzione è dimenticarli il più velocemente possibile, è difficile ma ci puoi riuscire benissimo. Quando vai in pedana devi affrontare la serie con grinta ed umiltà, gli zeri possono esserci l'importante è dimenticarli subito, devi evitare che il tuo inconscio s'illuda che già sei diventato un tiratore provetto e che gli zeri sono cose inaccettabili o impossibili da verificarsi. Gli zeri purtroppo ci sono e ci saranno ancora per un bel pò di tempo, e poi devi cercare di non creare un rapporto conflittuale con lo zero. Lo zero è un caro amico che accompagna tutti i tiratori, a volte si fa sentire solo per ricordarti i tuoi limiti. Consideralo un maldestro e caro compagno d'avventura, cerca di crearci un buon rapporto e vedrai che non ti darà più fastidio.
Un caro saluto.

Franco Francesco 29/05/2013 salve,vorrei sapere secondo voi a chi serve il montecarlo e perchè.Quali sono i vantaggi e gli svantaggi.E'possibile che il problema che ho avuto prima possa essere stato determinato anche dal calcio montecarlo,sono abbastanza normale come fisico con altezza di 1,75.Il problema era l'impennamento del fucile che in parte ho risolto,ma che ogni tanto ancora succede.Devo rimettere il calcio suo originale del dt11?L'ho modificato sul campo allo stand Beretta e adesso mi calza bene.Voi che mi consigliate.Montecarlo o normale?

PANDICO VINCENZO 29/05/2013 Caro Francesco, il calcio montecarlo o mezzo montecarlo viene utilizzato generalmente da quei tiratori che hanno il collo lungo, oppure da quei tiratori che preferiscono spararae con la testa un pò più diritta e avere un punto d'appoggio alla spalla più basso. Generalmente, un calcio montecarlo implica una piega al tallone maggiore e questo potrebbe in certi casi aumentare il rilevamento che dipende però anche da altri fattori e non solo dalla piega eccessiva. Io ti consiglio di provarli entrambi, cioè un calcio standard e un calcio montecarlo e scegliere quello che ti consente un imbracciatura più comoda e una migliore visibilità. Io sparo con un mezzo montecarlo e mi ci trovo bene anche non avendo un collo lughissimo. Questa tipologia di calcio mi consente di avere la testa più diritta e quindi anche una migliore visibilità del piattello. Un'altra cosa importante che devi sapere è che il vero calcio montecarlo ha le stesse misure di piega sia al nasello che al montecarlo, quello che cambia è la piega al tallone. Purtroppo molti calci montecarlo che si vedono sui campi sono, a mio modo di vedere, dei falsi montecarlo perché a differenza degli originali hanno la piega al nasello più alta rispetto alla piega al montecarlo. Per essere più chiaro ti dico che la piega al montecarlo è quel punto del calcio, verso il tallone, appena dove inizia la gobbetta, quel punto si chiama piega al montecarlo. Comunque, dovrei vederti imbracciare e sparare, per il momento ti consiiglio di provarli entrambi e una volta effettuata la scelta non dovrai più cambiare.
Ciao

mungo ivan 29/05/2013 Grazie ancora per l'immediata risposta cm al solito provero' e t faro' sapere anche se più vado avanti in questo sport e più m convinco che meno sai e meglio e' sparavo bene all'inizio quando sparavo e basta ora che comincio a capire un po' di più nn ne parliamo ma nn mi scoraggio vado avanti ciao

PANDICO VINCENZO 29/05/2013 Per Ivan.
Ti sembrerà strano ma quello che mi dici mi rincuora, quello che ti sta capitando è già capitato a noi altri. Ricordo le mie prime volte, senza capire niente riuscivo a rompere mediamente i venti piattelli, poi cominciò un periodo oscuro dove non riuscivo a fare più di 13-14. Ci vuole tempo e devi avere pazienza, sono convinto che riuscirai nel tuo intento.
Ciao

Franco Francesco 30/05/2013 grazie Pandico sei sempre disponibile e pronto nelle risposte.Ma fammi capire una cosa,le misure della piega del mio montecarlo, sono 30-35-54,quindi come sono?Che intendi che devono essere le stesse.Se la piega è 30 al nasello il resto quanto deve essere?Mentre quelle del calcio originale Beretta sono 29-40.

PANDICO VINCENZO 30/05/2013 Francesco, il tuo calcio montecarlo fa parte dei falso-montecarlo, in realtà dovrebbe essere 30-30-54, in pratica la misura del nasello deve coincidere con quella al montecarlo, se vai sul sito beretta ti renderai conto di questo. Però, il tuo può andare anche bene perché le differenze sono minime. La cosa che mi preoccupa un pochino è quel 54 al tallone, questa piega così pronunciata potrebbe provocare un rilevamento eccessivo. Comunque se ti ci trovi bene ci puoi sparare benissimo e poi momtecarlo o non montecarlo la cosa importante è che il calcio deve avere delle misure che ti permettano di imbracciare con estrema naturalezza e consentirti di allinearti perfettamente a filo d'iride con la bindella, senza per questo dover effettuare strani contorsionismi con la testa. Il movimento d'imbracciatura deve essere quanto più fluido e naturale possibile, pertanto le misure del calcio devono essere idonee a permetterti questo. Il calcio standard BERETTA, dalle misure, sembra quasi perfetto. Devi decidere tu quale ti calza meglio, quale assorbe meglio il rilevamento, quale ti consente l'imbracciata e l'allineamento migliore, quale dei due bilancia meglio il fucile *per bilanciamento intendo che il punto di equilibrio dell'arma deve trovarsi in prossimità dei perni cerniera*, qual'è più comodo e quale dei due ti fa rompere più piattelli. In questo caso la scelta dipende solo da te.
Ciao

geronutti eugenio maria 01/06/2013 Buongiorno a tutti.
Scrivo dalla provincia di Venezia,mi sono avvicinato da circa 2 mesi al tav specialità fossa olimpica,dopo i primi assaggi al trap americano(però solo dritti)ho provato quasi per caso a cimentarmi con l'olimpica(ad insaputa del mio istruttore).......da piangere.Ora mi sto stabilizzando sui 13/15 a serie,speriamo bene......:)un saluto a tutti e buona domenica.

Vigo Africano 01/06/2013 Assolutamente non disperare, la Fossa Olimpica è ben diversa dal Trap Americano per velocità dei piattelli, relative angolazioni e diversità molto maggiore dei diversi lanci riferiti ai nove Schemi di Lancio adottati in Italia.
Tienici al corrente sui tuoi progressi, ma non demordere perchè la strada è lunga, ma alla fine entusiasmante.

Franco Francesco 15/06/2013 salve Pandico,tu hai detto che spari con un mezzo montecarlo,ma le misure del mz montecarlo devono essere come quello standard,cioè 30-40, o 32-42 etc.
oppure devono riflettere il montecarlo cioè uguale al nasello e al montecarlo?Ti dico questo perchè avevo deciso di sparare con il (falso) montecarlo visto che imbracciavo meglio e mi calzava bene.Ora ad una gara a Roma vado dal calcista sul campo e gli dico di abbassare il nasello e farlo uguale alla piega dl montecarlo,da 30-35 portarlo a 35-35.Lui fa di testa sua e mi tira giù mezzo calcio portandolo alle misure di 33-43-54 praticamente mi diventa un mezzo montecarlo.Ora io ancora nn l'ho provato,sto sparando con lo standard Beretta e mi adatto discretamente anche se con risultati altalenanti.Tu che dici potrebbe andare bene ancora dopo questo scempio.Non ci ho sparato ancora perchè ho fatto delle gare e ho preferito nn rischiare,ma forse domani lo provo e vedo come va.Sono stato troppo arrabbiato x quello che ha fatto quel calcista e anche se mi calza bene e sono a filo bindella lo trascurato in quanto nn mi sentivo sicuro.Tu che pensi?Il tuo commento è sempre importante per noi tiratori poco esperti.

PANDICO VINCENZO 17/06/2013 Caro Francesco, dai cataloghi Beretta e Perazzi si evince che un calcio dicesi montecarlo quando la piega al nasello è uguale alla piega al montecarlo e una piega leggermente più bassa al tallone, per esempio: 32-32-42 sono le misure di un calcio tipicamente montecarlo. Io sparo con un calcio che ha queste misure: 30-35-45, lunghezza 36,5 , deviazione al tallone 10mm, deviazione alla punta 13mm. Questo calcio è un mezzo montecarlo. Il problema però non è questo, il problema è quello di capire con quale calcio sparare, cioè capire quale calcio ti permette di fare le cose nel modo migliore possibile, il calcio perfetto deve consentirti di imbracciare con estrema naturalezza, di poggiare la testa in maniera dritta, l'asse degli occhi deve essere parallelo al terreno, l'occhio destro se sei destro deve trovarsi a filo d'iride con la bindella o qualche millimetro sopra, deve assorbire bene il rinculo. Il calcio che ti permette di fare tutte queste cose è il calcio giusto per te. Voglio ricordarti che purtroppo nel tiro al piattello, non esistono formule magiche o equazioni matematiche che ti fanno fare tutti 25. Molto dipende dal tiratore, anzi, io dico che quasi tutto dipende dal tiratore, tutto il resto è solo un corollario che serve a metterti in condizione di poter dare il massimo.
Scegli il calcio che ti sta più comodo, col passare del tempo ti gioverà sicuramente.
Ciao

mungo ivan 17/06/2013 Ciao a tutti eccomi di nuovo qua a raccontarmi spero senza annoiarvi ovviamente,allora garetta regionale a 50 piattelli prima serie 10 pieni chiusa a 19 cn un po' di fatica e tenendo sempre la solita impostazione sulla buca cioè canne un po' più alte del testimone e sguardo nel prato sui 30metri circa.seconda serie pensando che oramai vado un pedana per divertirmi quindi più tranquillo del solito ,primo buono 2 e 3 zero cambio impostazione sulla buca quindi canne sul testimone e sguardo sui 20 metri be' 22 prime canne senza difficoltà contentissimo vado a casa pensando d aver trovato un impostazione sulla buca corretta. In settimana cambio d campo ovviamente dove m alleno d solito, sfondo diverso prima serie 19 seconda serie 18 un disastro tenendo sempre la stessa impostazione del 23 della gara ,torno a casa sconfortato ma nn arreso. Altra gara arrivo tardi per motivi d lavoro e sparo in ultima batteria altro campo che pero a differenza degli altri due offre davanti la buca dei riferimenti visivi che io sfrutto personalmente ovviamente quindi impostazione poco alta sulla buca e sguardo sui 25 metri dove si forma un avvallamento del terreno inizia la gara e penso di provare cosi il 1 si vede solo appena esce dalla buca evsi fuma prendo coraggio e continuo 23 seconda serie campo a fianco stessa impostazione stessi riferimenti altro 23 contento vado sopra e guardo il tabellone sn primo e vinco la gara inaspettatamente ,ma perdo il barrage per il trofeo cn un 22 pazienza contento torno a casa allenamento il solito campo senza riferimenti visivi 19 e 17 su torna alla normalità ora volevo chiedervi come faccio a trovare un impostazione sulla buca corretta? Grazie ancora

Franco Francesco 17/06/2013 salve,finalmente ho provato il calcio montecarlo con le misure 33-43-54.L'iride è al centro perfettamente a filo di bindella,come mi metto vado sempre bene nell'impostazione e scendo sempre perfetto.Io nn ho mai sparato a filo di bindella ma sempre un pò + sopra di qualche mm.Le prime 2 serie x trovare la giusta posizione sulla buca,chi dice + alto chi + basso del testimone.Cmq tutto sommato ho chiuso a 18 e 19 ed ho notato che sparavo un pò basso.Ho alzato le canne di un pò sul testimone e i piattelli erano proprio centrati tutti di prima canna.Ho fatto anche una terza serie con 22 molto facilmente e sono rimasto molto soddisfatto dei risultati.Ora devo aspettare il prossimo fine settimana x avere la conferma.Adesso che vuol dire tutto questo che forse nn tutto il male viene x nuocere?Chi mi ha rovinato il calcio forse ha visto giusto?Lui li fa sempre cosi,e ci sparano bene.Alla fine il risultato è sempre quello che conta.Come dici tu Pandico l'importante alla fine nn sono solo le misure,ma stare bene sul fucile,montecarlo o mezzo o niente basta essere ben allineati e i risultati prima o poi arrivano(meglio prima cmq).E'vero le misure sono molto soggettive e cambiano da un tiratore all'altro.Speriamo bene.

PANDICO VINCENZO 18/06/2013 Per Ivan e Francesco.
Ragazzi, secondo me avete imboccato la strada giusta, continuate così e non disperate. Gli alti e bassi sono normali, ma vedo che state facendo le cose con cognizione di regola e questo è già molto importante. Ivan devi adattare il tuo metodo allo schema che troverai sul campo, se vai su un campo nuovo dove non hai mai sparato o non ci sei andato da tempo, prima di iniziare la serie devi metterti a guardare attentamente i piattelli, lo schema adottato potrebbe prevedere lanci bassi e quindi correrai il rischio di spararci sopra, oppure lo schema potrebbe prevedere lanci molto alti e quindi potresti correre il rischio di spararci sotto. La cosa importante è quella che devi stare immobile fino a che non avrai percepito perfettamente il piattello e nel momento in cui ti muovi non dovrai mai staccare la testa dal calcio, un minimo distacco può produrre fucilate errate. Puntare basso o alto è solo una questione di adattamento, io opterei per la via di mezzo e insisterei senza demordere.
Francesco, come già ti ho detto utilizza il calcio che ti da maggiore fiducia e che ti fa stare comodo. Il fatto di sparare a filo d'iride o qualche millimetro più alto è un fatto soggettivo, prova entrambi le soluzioni e decidi quale delle due ti da i risultati migliori. Io credo che se spari con Beretta converrebbe stare quanto più a filo possibile, se utilizzi Perazzi puoi anche permetterti di stare qualche millimetro più alto.
Un caro saluto a entrambi

Franco Francesco 18/06/2013 salve Pandico,é vero io adesso sparo con il beretta dt11 e hai ragione tu che conviene sparare a filo bindella,infatti mi sono subito trovato bene.Prima sparavo con il Perazzi ed infatti ero qualche mm + sopra e mi trovavo bene anche con quello.Ora però mi piace sparare con questo e spero di migliorare.Ma un ultima cosa,quelle misure che ti ho detto,possono portare qualche squilibrio nel tempo o forse sono giuste per me.Il fucile adesso è perfetto anche equilibrato.Grazie

PANDICO VINCENZO 18/06/2013 Francesco, il DT 11 è un gran fucile, l'ho provato e mi ci sono trovato benissimo. Io faccio parte di quella schiera di persone che non crede che il Perazzi sia l'arma magica che ti fa rompere i piattelli. I fucili moderni sono tutti buoni, c'è gente che dopo aver utilizzato con ottimi risultati il beretta 682 ha deciso di passare al Perazzi ottenendo risultati pessimi, quindi è ritornata al Beretta. Io credo che non sia il fucile a fare il tiratore, qui da noi c'è Luigi Viscovo che spara con il Rizzini premier e fa delle cose incredibili, io li ho provati tutti e i migliori risultati a livello agonistico li ho ottenuti con il Browning Cinergy, ora sparo con lo Zoli Kronos e mi ci trovo benissimo. Per quanto rigurada le misure a cui ti riferisci credo che non dovresti avere alcun problema, devi solo sparare e prendere fiducia, a volte succede che ogni piccola variazione che fai sull'arma richiede tempo per metabolizzarla.
Ciao

mungo ivan 23/06/2013 Ciao eccomi dopo l'ennesimo 21/17 un numero che nn m abbandona mai dopo che ho preso il perazzi oggi un amico m ha detto che e' il calcio che secondo lui nn m va bene ma io l ho fatto fare su misura in perazzi le misure sn 30/40 cn il Montecarlo e 4/13 ,la cosa che in effetti m sembra un po' strana e che quando m ha dato il calcio cn il sistema regolabile il nasello nn era il linea cn il calcio ma bensì la punta del nasello andava a sinistra di un po' ,provando ad imbracciare in effetti ero in linea ed ho continuato a sparare tt l anno cosi ora se mando il nasello a zero vado a destra/fuori di un bel po',il mio amico m ha detto che secondo lui e' sbagliata la misura al tallone che invece d essere a sinistra per tenermi dentro e' verso destra e quindi m manda fuori mandando il nasello il linea cn il calcio,e pensare che l anno scorso cn un fucile da sporting ed un calcio standard c sparavo bn ,voi che dite? Cmq m ha spostato il nasello il mio amico al contrario d cm lo usavo io cioè la punta del nasello quasi in linea cn il calcio evla parte posteriore fuori a sinistra dalla parte interna del calcio essendo io destro ora sn in linea d nuovo cn l occhio infatti m ha detto d provare cosi anche se per lui devo cambiare calcio che devo fare secondo voi?

PANDICO VINCENZO 24/06/2013 Per Ivan.
Il calcio bisognerebbe vederlo, dalla tua decrizione ci ho capito poco. Comunque, a prescindere dalla forma ecc, il calcio corretto dovrebbe consentirti di arrivare con lo zigomo al nasello o quasi e deve permetterti, senza fare contorsionismi, di stare perfettamente in line con la bindella a filo d'iride o qualche millimetro più alto, quando metti la testa sul calcio l'asse degli occhi deve essere quanto più possibile parallelo al terreno. Per quanto riguarda la lunghezza, essa deve essere tale da farti arrivare con lo zigomo al nasello o quasi, senza essere costretti a spostare la spalla destra troppo indietro o troppo avanti. Ciao

mungo ivan 26/06/2013 Ciao Vincenzo volevo chiederti un altra cosa e' possibile che un calcio lungo anche di mezzo cm nn t consenta d arrivare bene a destra? E poi
Secondo te io sono alto 1.75 e mi e stato fatto un calcio 37.5 può essere lungo? M conviene accorciarlo facendo tagliare un po' il legno? considera che se faccio a prova cn l' avambraccio arrivo giusto.un altra cosa avendo il Montecarlo e il regolabile il il fucile e' un po' sbilanciato dietro potrebbe comportare una fucilata alta?

PANDICO VINCENZO 26/06/2013 Per Ivan.
Il fucile troppo sbilanciato dietro non comporta una fucilata alta, però potresti avere difficoltà con le seconde canne, infatti se questo sbilanciamento verso il calcio è eccessivo potresti avere un impennamento rilevante alla partenza del primo colpo e quindi difficoltà di riallineamento per sparare e centrare il piattello di seconda canna. Il punto di equilibrio del fucile non dovrebbe superare la metà della bascula, cioè il baricentro dovrebbe trovarsi in quello spazio che si trova tra la metà della bascula fino a qualche mezzo centimetro al di là dei perni della cerniera. Il punto esatto dovrai trovarlo tu in base alle tue esigenze e alle tue sensazioni. Per quanto riguarda la lunghezza, io sono alto 175 cm e il mio calcio è lungo 36,8. Il tuo mi sembra troppo lungo, la prova di posizionare il calcio nella piegatura del gomito è un sistema solo indicativo. La lunghezza del calcio deve consentirti di arrivare con lo zigomo al nasello o qualche centimetro prima, senza per questo allungare eccessivamente il collo o assumere posizioni scomode. Le misure del calcio devono consentirti di imbracciare in modo fluido e naturale senza strani contorsionismi, facendo attenzione che la bindella sia a filo d'iride e che l'asse degli occhi sia quanto più parallelo al terreno. Volendo potresti posizionare l'iride anche qualche millimetro più in alto rispetto alla bindella, questo dipende dal tuo modo di sparare, cioè se ti piace sparare col piattello a vista o coprirlo. Se spari con Beretta conviene posizionarti a filo d'iride, se spari con Perazzi potresti posizionare l'ride qualche millimetro più in alto. Ciao

PANDICO VINCENZO 26/06/2013 Si, un calcio troppo lungo potrebbe metterti in difficoltà sui traversoni a destra, se sei destro. In pratica se il calcio è troppo lungo corri il rischio che a destra ci spari dietro e forse anche a sinistra, se il calcio è troppo corto potrebbe accadere il contrario.

mungo ivan 03/07/2013 Ciao eccomi qua' dopo aver accorciato il calcio di 1/2 cm ho tirato qualche serie e' devo dire che la sensazione e' stata subito buona sia come imbracciatura e sia come movimento sui traversoni,il risultato dopo il gran premio e' stato cosi cosi le mie serie sono state 22/22/23/16 dove nell'ultima ho tirato veramente male sembravo andare a rallentatore
ma credo sia solo colpa mia e nn del fucile ovviamente pensavo al risultato,lo so che e' sbagliato ma posso capire fare 20 ma 16 come posso fare a mantenere la grinta della prima serie? lo so che nn e' facile da spiegare ma qualsiasi consiglio andra bene ora come ora nn e' la prima volta che mi succede butto sempre una serie.grazie

PANDICO VINCENZO 03/07/2013 Per Ivan.
Cavolo !!! Hai sparato fortissimo, ti faccio i miei complimenti. Il grande Ennio Falco, mio carissimo e stimatissimo amico, mi diceva sempre: Vincé quando giri intorno al 20-22 il problema non è più tecnico ma è di testa. Dico la stessa cosa anche a te, il tuo problema è la concentrazione, l'attenzione, la preparazione psicofisica. Nelle gare a cento piattelli bisogna saper gestire i tempi morti, ogni tiratore ha il proprio metodo, tu dovrai inventartene uno che ti vada bene. Per esempio, potresti ascoltare musica, leggerti un libro, giocare a carte con gli amici, o semplicemente riposare tra una serie e l'altra, cercando di mantenere la giusta concentrazione. Anche l'alimentazione ha la sua importanza, ti consiglio di mangiare solo frutta tra una serie e l'altra, e bere molto. Un'altra cosa importante è la preparazione fisica, un pò di corsetta settimanale, almeno tre volte a settimana per circa 50 minuti senza superare la soglia aerobica può certamente giovarti. Il tiro a volo è uno sport bellissimo e se vuoi raggiungere le alte mete dovrai soffrire, fare tanti sacrifici, dedicare la maggior parte del tuo tempo, non dovrai mai deprimerti, devi imparare a credere nelle tue possibilità, aumentare la tua autostima, arriverai ad un punto che ti sembrerà di non divertirti più, ti sembrerà di soffrire e sarà propio allora che dovrai avere il coraggio e la forza di andare avanti e non mollare. Sono convinto che c'è la farai. Ciao e in bocca a lupo !!!!!!!

mungo ivan 04/07/2013 Ciao Vincenzo grazie per l'incoraggiamento ne avevo bisogno seguiro i tuoi consigli e t faro sapere cm sempre grazie ancora e alla prossima.

Franco Francesco 14/07/2013 Salve Pandico.Sto sparando col dt11 e tutto sommato anche benino x essere le prime volte che sparo cosi.Ma ultimamente mi succede che faccio 10/15 pieni tutti di prima canna,durante una serie,e poi non ci capisco + niente,rallento,mi muovo male e butto a casaccio le fucilate senza capire che succede,quasi che a vedo il piattello in ritardo,la vista è ottima, facendo 4-5- zeri consecutivi,poi riprendo un pò,ma alla fine chiudo a 17/18 max,ed anche a 16.Il fucile è perfetto,ci sto sparando da circa un mese(sabato e domenica)ed è logico che col calcio nuovo devo fare allenamento.Ma secondo te che può succedere?Sono io o c'è qualche problema.Eppure penso di concentrarmi abbastanza,almeno credo.Punto in buca al testimone e cerco di guardare + avanti in profondità.Faccio la chiamata con gli occhi aperti e poi sparo con un occhio chiuso.Ormai sono 2 anni che sparo cosi con ottimi risultati,ma col Perazzi.Ora forse col Beretta cambia qualcosa?Dammi una speranza o perdo la fiducia e ritorno al Perazzi.Grazie

PANDICO VINCENZO 15/07/2013 Caro Francesco, provo a darti delle risposte, ma il tuo quesito è ostico. L'ideale sarebbe poterti vedere sparare, da quello che dici sembra che sia tutto a posto, probabilmente hai l'incubo dello zero. Mi spiego, quando un tiratore rompe bene i primi 10-15 piattelli, inconsciamente comincia a pensare al 25, la tensione aumenta, il battito pure, il respiro non è più regolare, arriva lo zero e il tuo bel castello che cominciava a delinearsi a livello inconscio crolla improvvisamente, da quel momento l'attenzione e tutto il resto se ne va a farsi fottere. Devi imparare a sparare ad ogni piattello come se fosse l'ultimo per chiudere a 25 piattelli rotti, devi imparare che lo zero ha la sua importanza, lo zero è il tuo compagno d'avventura e ti accompagnerà per un bel pezzo, devi saperlo accettare come si fa con un caro amico un tantino invadente. Per quanto riguarda la posizione delle canne, io punto dopo il testimone, cioè 3-4 metri aldilà della buca e focalizzo lo sguardo quasi al centro del campo, parto solo nel momento in cui ho ben percepito direzione e velocità del piattello. Ti consiglio di provare nel tuo DT11 le cartucce Clevere pro extra evoluzione 28 grammi n.7,5, sparaci qualche serie e fammi sapere. Migliora la tua concentrazione, ricordando che non deve diventare uno sforzo sovraumano, tipo monaco tibetano, altrimenti non arrivi a fine serie. Non devi considerare la concentrazione come un non pensare, devi pensare ma nel modo giusto, devi imparare ad incanalare il pensiero nella giusta direzione o nella direzione che ti serve in quel momento, devi allenarti a fare questo, devi fare in modo che la concentrazione non diventi un eccessivo dispendio energetico. I tuoi gesti devono essere quanto più fluidi e naturali possibili senza alcuna forzatura, devi entrare in armonia con il tuo corpo e con il tuo pensiero. Questo è il segreto dei campioni, per questo in giro ce ne sono pochi.
Un caro saluto.

Franco Francesco 17/07/2013 buongiorno Vincenzo,grazie x le parole scritte,mi incoraggiono ad andare avanti cosi.Forse hai ragione tu,è un periodo che nn riesco ad accettare lo zero,nn so perchè,ma è una questione mentale.Non è perchè io debba fare x forza 25,magari,ma evidentemente nel mio, io, si è inceppato qualcosa e dopo lo zero mi perdo facilmente come se la serie nn avesse + importanza,di conseguenza faccio 3/4 o 5 zeri consecutivi.Questo mi succede da un pò di tempo da quando sparo con il Beretta.Forse cambiando il modo di sparare mi sono subito sentito a mio agio e forse troppo sicuro.Pare che all'improvviso tutto sia diventato + facile anche se poi nn è cosi.Prima facevo + fatica con il Perazzi,ora con il dt11 sono subito sul piattello e a filo bindella per me è uno stimolo nuovo,visto che prima sparavo molto + alto sulla bindella.Fatti i primi 10/12 già mi sento appagato ed allora arriva lo zero che distrugge tutto.Hai ragione devo saper accettare gli zeri e continuare a nn perdere la concentrazione.Ora devo farmi un lavaggio mentale e nn è facile.Speriamo bene.Io sparo fiocchi Fblu e F black 28 gr.Cmq proverò la evoluzione pro extra,anche se qui da noi adesso nn si trova.Un sincero saluto.

PANDICO VINCENZO 17/07/2013 Caro Francesco, credo che tu abbia ben focalizzato il problema e credo che sarai anche in grado di risolverlo. Non pensare più al Perazzi, se ti piace il DT 11 continua a spararci. I risultati dipendono solo da te e dai tuoi sacrifici. La Fiocchi Blu non è male, l'altra ricordo che tempo fa scalciava parecchio. Ti ho consigliato di sparare Clever perché le canne del Dt 11 preferiscono cartucce che aprono leggermente prima e le Clever Pro Extra hanno un tipo di contenitore che consente ciò, mi pare che anche le Baschieri Match, Flash e Legend adottano un contenitore simile. Se un giorno le potrai provare fammi sapere come ti ci sei trovato, in particolare con le Clever.
Un caro saluto e ti raccomando di non demordere, mai!!!!!!!

GARGIULO ANTONINO 18/07/2013 Salve a tutti,
se vuoi una cartuccia veloce ed efficace prova la nuova CHEDDITE MACH 3 HV, una vera BOMBA............

mungo ivan 22/07/2013 Ciao Vincenzo eccomi di nuovo qua a chiederti qualcosa come al solito, ho notato, che ultimamente sparando sbaglio piattelli diversi sia sinistri ,sia destri che centrali ovviamente ,e magari al giro successivo lo rompo bene o mi succede che sparo ai traversoni, il primo lo rompo avanti e poi risparandolo un po dietro o addirittura nn lo rompo e sono dietro di un po.Ora ti chiedo secondo te puo essere dovuto al fatto che li vedo male all'uscita? e magari a volte lo vedo bene vado coordinato e lo disintegro, invece a volte m capita di vederne alcuni che sembrano irraggiungibili e magari strappo pure, il mio modo di sparare e puntare sul testimone e alzare lo sguardo tre o quattro metri nel prato con la conseguenza che se guardo troppo avanti lo sguardo mi si stanca perche le pupille sono girate troppo sopra naturalmente, nn so se mi sono spiegato bene.Ora un amico mi ha detto di provare a puntare il testimone e a guardare dove esce il piattello ,in effetti lo sguardo cosi e meno stancante di prima visto che e' allineato sulla bindella ,lui spara sempre cosi e devo dire che i suoi risultati sono sempre alti io ancora nn ho provato tu che ne dici? grazie .

PANDICO VINCENZO 23/07/2013 Caro Ivan, é difficile trovare due tiratori che sparano allo stesso modo. Il tiro è soggettivo, quello che va bene a te può non andare bene ad altri e viceversa. Dici che gli occhi ti si stancano perché le pupille vanno verso l'alto quando cerchi di guardare più avanti al testimone, questa cosa non va bene percHè significa che stai appoggiato sul calcio in modo scorretto, quando appoggi la testa sul calcio il tuo sguardo deve essere diritto come se guardassi negli occhi di uno che ti sta difronte, se questo non ti riesce è probabile che il calcio è troppo diritto oppure imbracci il fucile troppo in basso e quindi sei costretto ad ingrugnare la testa, cioè appoggi la testa sul calcio tenendo la fronte troppo inclinata in avanti, devi allungare il collo e non abbassare la testa in avanti, la testa deve stare diritta, la piega del mio calcio è 45 al tallone e questa piega mi consente di appoggiare la testa in maniera diritta e quindi anche gli occhi guardano senza contorcersi verso l'alto. Guardare al testimone o poco più avanti può crearti problemi di focalizzazione del piattello, se provi a guardare i tuoi piedi e un istante dopo guardi all'orizzonte i tuoi occhi impiegheranno qualche frazione di secondo per poter cambiare focalizzazione, se invece guardi più o meno ad infinito i tuoi occhi già sono focalizzati sull'area dove probabilmente passerà il piattello quindi riuscirai a focalizzarlo meglio e a muoverti in maniera più corretta per agganciarlo. Io sparo con le canne 5-6 metri al di là del testimone e guardo verso il centro del campo. Ti consiglio di provare entrambi i metodi e scegliere quello che ti sembra più comodo e meno stancante e che ovviamente ti faccia rompere più piattelli. Ricordati che devi stare immobile fino a chè non hai percepito direzione e velocità del piattello, solo allora devi muoverti per agganciarlo e tirare il grilletto, tutto questo senza mai staccare la testa dal calcio. Se l'appoggio è corretto la testa non si staccherà mai, resterà incollata al calcio fino allo sparo. Sui traversoni fai attenzione a ruotare sul tronco e non a muoverti di braccia.
Fammi sapere. CIAO

Vigo Africano 23/07/2013
Vincenzo, mi permetto di intromettermi per confermare quanto tu hai detto, chiarendo che focalizzare lo sguardo a 5 - 6 mt o più, non significa spostare la propria linea di mira, ma solo non fissare il mirino ma focalizzare lo sguardo alla distanza voluta. Non ci deve essere spostamento della pupilla o distacco dall'appoggio.

PANDICO VINCENZO 23/07/2013 Concordo perfettamente con te Afri .

mungo ivan 28/07/2013 Ciao eccomi di nuovo ,allora ho provato a sparare cn l'impostazione sulla buca cioè puntando il testimone e guardando poco più sopra circa un metro e mezzo da dove parte il piattello, nn sono andato tanto male ma nn riesco a tenere il tempo per un intera serie,il modo di sparare l'ho capito cioe punto,aspetto qualche secondo quando sono pronto do il pull e cerco d stare fermo il più possibile qualche decimo almeno poi seguo il piattello e tiro,molte volte si rompe molto bene altre quando lo sbaglio gli sparo dietro se parto insieme a lui e' zero nn ho capito se quando aspetto quel decimo d secondo quando e' uscito se devo muovere il fucile più veloce o cercare di accompagnare il piattello nella sua traiettoria .grazie

PANDICO VINCENZO 29/07/2013 Per Ivan.
Se parti insieme al piattello e tiri il grilletto, nella maggior parte dei casi la rosata va avanti. Devi seguire il piattello nella sua trettoria e appena agganciato devi tirare il grilleto. E' un meccanismo che va rodato, ci vuole tanto allenamento, tanta attenzione e tante serie.
Il tiro a piattello è un pò come suonare la batteria, devi trovare il ritmo giusto, oppure è un po' come cercare di acchiappare nel palmo della mano una mosca al volo, se chiudi la mano troppo presto la mosca resta fuori, se la chiudi troppo tardi la mosca scapperà via dalla mano.
Ciao

mungo ivan 05/08/2013 Ciao Vincenzo eccomi qua per darti notizie ancora una volta dopo aver ascoltato i tuoi consigli,ho sparato con il tuo metodo ad una garetta provinciale nn c crederai infatti nn c credo neanche io ancora la prima serie 25 prime canne la seconda 23 e vinco la gara cn un bel 48 ,domenica altro campo ma allenamento stavolta prima serie 23 sbagliando il primo e seconda 22 sbagliando l ultimo,ora nn voglio illudermi ma continuerò a sparare cosi e t faro sapere cm al solito i risultati,grazie ancora per i consigli giovedì cambio campo e provo ancora su altri piattelli t aggiornero presto ciao.

PANDICO VINCENZO 06/08/2013 Per Ivan.
Ti faccio i miei complimenti, continua così e non mollare.

Saraceno Antonino 06/08/2013 Per Vincenzo Pandico.
Ho iniziato a sparare da poco tempo (circa un anno) e volevo riferirti di alcune difficoltà che sto incontrando e non riesco ad eliminare. Ti premetto che sono destro, imposto le canne sul testiomone e lancio lo sguardo sullo sfondo del campo (a circa 10-15 mt dala buca)senza focalizzare un punto preciso ma cercando di mantenere una visione più aperta possibile, quasi distratta.
Riesco abbastanza bene ad intercettare quasi tutte le direzioni, ma purtroppo trovo enormi difficolta sul centrale a 0° che monta alto a 3,00 mt. Dapprima, ho incominciato a supporre che mi muovevo di braccia o alzavo la testa dal calcio, ma invece, analizzando meglio la cosa, sono giunto alla conclusione che non riesco proprio a percepirlo nel suo escursus iniziale ma lo vedo solo intorno ai 25-30 mt dalla partenza, quando ormai ha raggiunto distanze molto lunghe (lo vedo già quando da una immagine molto piccola e sfocata) e se mi va bene lo rompo in due pezzi di seconda canna. Va molto meglio sui traversoni (anche se ho ancora un tempo di sparo troppo lungo) e anche sui centrali bassi (1,50 mt - 1,80) o su quelli poco angolati(tipo i 5°). Qualcuno mi sta dicendo che il mio tempo di sparo è troppo lungo, guardo troppo i piattelli e devo cercare di sparare prima, sopratutto per il problema che ho con il centrale alto, essendo un piattello che si allontana molto dalla pedana. Ma come ti dicevo, sebbene il mio tempo di sparo non sia dei migliori, il problema mi sembra generato dalla totale mancanza di percezione iniziale che non mi permette di spararlo a tempo. Ho provato a spararlo conoscendone già la direzione e solo in questo caso lo riesco bene o male a vedere e a romperlo di prima canna intorno ai 28-30 mt. A cosa può essere dovuto secondo te questo problema ??? Pensi che possa dipendere dal sistema di visualizzazzione, dall'impostazione delle canne o da qualche altro fattore (per esempio una vista non eccelente : ipermetropia ed astigmatismo - cosidetto fenomeno dell'occhio pigro : 10/10 occhio destro dominante e 5/10 occhio sinistro - che ho provato a correggere con occhiali da tiro graduati ma mi danno un po' di fastidio e di stanchezza visiva e preferisco usare lenti colorate ma senza alcuna gradazione) ???? Mi puoi indicare delle prove che posso fare per cercare di capirne di più ??? E' molto importante per me cercare di eliminare questo problema, sopratutto per poter prendere più fiducia nelle mie capacità e cercare di fare risultati piu' accettabili ???? Grazie ed a presto. Antonino.

PANDICO VINCENZO 07/08/2013 Caro Antonino, innanzitutto ti consiglio di rileggerti il tuo ottimo post del 18/05/2013, poi voglio sapere con quale fucile spari, se spari a filo di bindella o più alto, quali cartucce utilizzi. Credo che il tuo problema, oltre alla lentezza con cui agganci il piattello, potrebbe essere un problema di impostazione. Dici che rompi i piattelli bassi, se è così è probabile che su quel centrale alto ci spari sotto, dovresti provare a coprirlo. Il fatto di puntare al testimone e guardare a fondo campo non è proprio una cosa ottimale, io punto le canne oltre il testimone a 5-6 metri più in la e una volta assicuratomi di essere perfettamente in linea con l'asse bindella mirino focalizzo lo sguardo verso il centro del campo, appena intercettato il piattello lo aggancio con un movimento rapido e al contempo fluido, nell'istante preciso che l'ho agganciato tiro il grilletto senza mai fermare l'azione completamente ma solo rallentandola. Cioè, io arrivo sul piattello in decellerazione, in frenata, ma senza fermarmi completamente. Devi immaginare un colpo di pennello, preciso e al punto giusto oppure cerca di immaginare il gesto che si fa quando si vuole acchiappare una mosca nel palmo della mano, la mosca ti svolazza intorno e tu con un gesto rapido ma fluido cerchi di acchiapparla, se chiudi troppo velocemente la mano la mosca resterà fuori, se la chiudi troppo lentamente la mosca avrà il tempo di scappare via. Ovviamente, un controllo alla vista è d'obbligo.
Fammi sapere, ciao.

Saraceno Antonino 07/08/2013 Grazie Vincenzo: In merito alle cose che mi hai chiesto ti dico che utilizzo un Perazzi MX8 con canne 75 cm for. 18,4/18,4 strozz 7/10 - 11/10 cartucce Fiocchi (Official e Golden). Il cslcio è del tipo mezzo montecarlo regolabile che al momento sto utilizzando impostato con le seguenti misure con bindella allineata qualche millimetro più sotto del filo iride: 27/33/45. Inoltre riflettendo sul problema del mio ritardo sul tempo di sparo penso possa essere dovuto al fatto che il sistema di visualizazione che utilizzo mi mette nelle condizioni di aspettare che il piattello appaia sullo sfondo con il conseguente ritardo dei tempi di percezione e quindi di intervendo. Ch ne pensi ??? Sarebbe meglio impostare sul testiome o a filo buca e focolizzare lo sguardo a soli 7-8 metri per cercare di percepirlo fin da subito e quindi intervenire molto prima ??? Forse è questo il motivo per il quale non perepisco per niente il centale montante e lo sparo quando ha raggiunto una distanza impossibile ??? Saluti. Antonino.

PANDICO VINCENZO 07/08/2013 Se spari col Perazzi conviene stare con l'iride a filo di bindella o addirittura 1-2 millimetri sopra. Il centrale alto converrebbe sempre coprirlo, cioè tirare il grilletto non appena hai coperto quasi del tutto il piattello con le canne. Per l'impostazione, prova come dici tu a sparare puntando le canne a filo buca, quasi in prossimità dell'erba e lo sguardo una decina di metri più avanti. Le cartucce vanno bene, anzi sono l'ideale per chi spara con un tempo più lungo. In linea di massima credo che tu abbia capito abbastanza, ti serve solo affinare meglio certi meccanismi. La fossa olimpica è molto impegnativa, c'è bisogno di tante verifiche, tanta pazienza e tanta buona volontà senza mai lasciarsi prendere dallo sconforto.
Un caro saluto

Saraceno Antonino 07/08/2013 Grazie Vincenzo per i consigli. Ti farò sapere nei prossimi giorni, giusto il tempo di fare le dovute prove pratiche. A presto.

Caminiti Domenico 08/08/2013 Caro Tonino, metti anche in conto che per tirare alla fossa olimpica più vicina, da Reggio Calabria bisogna percorrere 60 km per tratta, lungo una delle strade più pericolose che ci siano. Una delle province con la più alta percentuale di licenze uso caccia e sportive pro capite, detiene un numero inversamente proporzionale di campi da tiro degni di essere denominati tali. E questa assurdità gioca un ruolo determinante nella difficoltà di allenarsi normalmente.
Sono la persona meno adatta per elargire consigli, ma io credo che tu non abbia un tempo di sparo lungo, anzi, semmai il contrario, ne è dimostrazione l'elica. Credo che nel tuo caso, il suggerimento di Vincenzo, cioè provare a puntare oltre il testimone, sia azzeccato.
Ciao

mungo ivan 12/08/2013 Eccomi qua Vincenzo a raccontarti le ultime due gare:
Una piccola e l'altra abbastanza buona anche se cn premi gastronomici,iniziamo dalla prima 22/24 sbagliando il 23 con la seconda serie di un divertimento che nn avevo mai provato. La seconda 25/21 il secondo 25 in due settimane un numero che quando lo vedi scritto di fianco al tuo nome cominci a dimenticare tutti gli zeri fatti fino ad ora senza ovviamente pensare che sei arrivato anzi cercando sempre di migliorare ecco perche anche se ho fatto 21 alla seconda serie sono contento cosi avro modo di pensare e migliorare la tenuta in gara, grazie dei consigli ti aggiornero come sempre anche se oramai la stagione e' quasi finita ciao

PANDICO VINCENZO 12/08/2013 Caro Ivan, questi sono risultati di tutto rilievo. Stai portando la media del 23 che corrisponde ad una prima categoria, sinceramente non mi sembra poco. Hai imboccato la strada giusta, per arrivare alla meta dipende solo da te. In bocca al lupo.
Un caro saluto

Napoli Roberto 04/03/2014 Salve a tutti ho una domanda da chiedervi ho appena iniziato a sparare alla fossa,ma ora mi è venuto un dubbio,quando imbraccio il fucile e lo punto circa un metro sopra la buca con l'occhio devo guardare il mirino oppure devo guardare più avanti?sono stato da un Calcista a Brescia che mi ha sistemato il calcio ma sparo sempre sotto.grazie mille

Vigo Africano 04/03/2014
Roberto, i due fatti da te esposti, a mio avviso, sono totalmente indipendenti.
Per il problema del puntamento, potrai trovare lunghe disquisizioni su questo argomento, sfogliando gli interventi passati su questo stesso tema e su quello precedente. In ogni caso, ammesso che questa sia la postura a te consona al tuo modo di tirare, l'occhio deve focalizzarsi sul campo visivo antistante il mirino.
Per quanto riguarda il secondo problema, non è possibile risponderti, se non vedendo la posizione dell'occhio dopo l'imbracciatura che deve essere sempre la stessa. Anche quì negli interventi precedenti potrai trovare ampie discussioni in merito. L'altezza della pupilla rispetto alla linea di bindella è una scelta che deriva dal modo di voler tirare. In genere si sceglie la linea di bindella (larghezza) tangente alla circonferenza esterna dell'iride, ottenendo un vantaggio verso l'alto e la possibilità nei traversoni di seguire il bersaglio avendolo sempre visibile tra il primo e secondo colpo.

PANDICO VINCENZO 04/03/2014 Caro Roberto, il mirino serve solo per indicarti il giusto allineamento *occhio, bindella, mirino, piattello*. Una volta che ti sei allineato perfettamente, devi guardare oltre. A che distanza lo devi decidere tu, in base alle tue caratteristiche, alla tua velocità di movimento, alla tua capacità di focalizzazione, alla tua capacità di percepire la direzione e la velocità del piattello. Il mirino, ripeto, serve solo per allinearti. Se ti muovi bene, dopo aver chiamato il piattello, non stacchi la testa dal calcio e mantieni il giusto allineamento, la fucilata andrà esattamente dove guarda il tuo occhio e l'occhio deve guardare il bersaglio. Per rompere il piattello, devi rispettare sempre la stessa linea e cioè: occhio, bindella, mirino, piattello. Questi quattro punti devono trovarsi esattamente sulla stessa retta nell'attimo in cui tiri il grilletto. Ciao

cicala antonio 20/03/2014 La sua spiegazione è chiara, occhio bindella mirino piattello e quest'ultimo è rotto! Ma allora che succede quando non si rompono? Su alcuni piattelli mi rendo conto di essere dietro sotto o comunque fuori linea, e mi faccio una ragione; ma su altri invece penso di averli a tiro però non si rompono sti maledetti, è possibile che il movimento con il busto è errato? cioè vado di braccia oppure lo seguo solo con gli occhi? Attendo impaziente.

Vigo Africano 21/03/2014
Quelli da lei citati sono gli errori più frequenti che facciamo, anche quando siamo tiratori esperti.
E' impossibile dire quale sia il suo, se non vedendola tirare, controllando prima la giusta impostazione del calcio e della postura.

PANDICO VINCENZO 21/03/2014 Quando non si rompono, in linea di principio è perché non hai rispettato quella famosa retta che collega occhio, bindella, mirino , piattello. Poi, considera che darti delle risposte esaustive è sempre molto difficile, dovrei vederti sparare, vedere la tua impostazione, il tuo modo di imbracciare, il tuo movimento alla chiamata. Qui stiamo discutendo su problematiche abbastanza complicate senza vedere il tiratore, quindi ti lascio immaginare la difficoltà di colui che dovrebbe darti delle risposte. A primo acchitto, ho la sensazione, da quello che dici, che spari a canne ferme, cioè, spesso ti capita che nell'attimo in cui tiri il grilletto stai con le canne ferme, in questo caso è quasi sempre zero. Nel tiro a volo si spara a volo, cioè con le canne in movimento. Questa è una cosa che puoi fare in mille modi, ma secondo i sacri testi esistono uno-due modi per fare tutto questo in maniera proficua (rottura piattelli). Provo a farti un elenco : Corretta e giusta conformazione dell'arma con cui spari(calcio, bilanciamento, equilibrio), impostazione corretta, imbracciatura corretta, movimento sul tronco e mai di braccia, corretta focalizzazione dei piattelli, corretta respirazione in tutta la fase di tiro (imbracciatura, chiamata, aggancio e sparo), pragrammazione degli obiettivi, preparazione fisica idonea, corretta alimentazione.Tutto ciò non è per niente facile, per questo, come già ti dissi, i campioni veri sono rari in questo sport.

cicala antonio 21/03/2014 Grazie, per le vostre gentilissime ed esaustive risposte. Comunque anche se faccio risultati pessimi non mi scoraggio e vado avanti, anche perché sono solo tre mesi che sparo. Un tiratore esperto che mi sta aiutando, mi dice di sparare e divertirmi poi pian piano i piattelli si romperanno.

PANDICO VINCENZO 21/03/2014 Ti ha dato un ottimo consiglio, ma ricordati che gli eventuali difetti che acquisisci in questa fase te li porterai dietro per tutta la vita e certamente non ti aiuteranno. Quindi, massima attenzione !!!

armani roberto 18/06/2014 ...facciamo così Roberto, *iniziamo subito la lezione!*
Allora da quel che ho letto, hai iniziato da poco a sparare no?, bene allora il primo suggerimento che ti do è quello di posizionarti con le canne, nel momento dell’attesa, a filo buca o leggermente più in basso (10 – 20 cm);
poi hai scritto che tu *spari sempre sotto*..ma sei sicuro di aver già capito, dopo poco tempo che spari, dove metti le tue fucilate?..ti assicuro che io ho impiegato un bel po’ di tempo per rendermene conto.
Ti faccio poi un’altra considerazione, non credo che, ammesso che tu stia sparando *sotto*, il posizionamento un metro sopra la buca sia la soluzione al problema (..se quello è stato il tuo pensiero), anzi il consiglio che ti ho dato riguardo al posizionamento delle canne è quello che mi sento di dare a tutti quelli che sono all’inizio, per non complicarsi la vita, e per iniziare a capire come funzione il sistema,come funziona il modo per andare a *fermare* un piattello.
E il modo più semplice per capirlo credo sia quello di non perdere mai di vista il bersaglio dal momento in cui appare, per poi arrivare in progressione ad agganciarlo e tirare in movimento.
Allenati a trovare la tua concentrazione e a controllare le tue emozioni quando sei in pedana, se riesci a farlo ti accorgerai che comincerai a capire un po’ di più il modo in cui stai sparando e quindi anche i tuoi errori.
Quindi, premesso che provare a dare un consiglio è indispensabile osservare attentamente quello che un tiratore fa quando è in pedana, se vuoi potresti comunque provare a mettere in pratica i suggerimenti che ti ho dato che credo rimangano validi sempre.

A proposito Roberto, oltre che di fucile, armati anche di pazienza e tanta volontà, perché la strada non è facilissima, quindi prendi sempre i risultati delle tue pedane nel modo giusto, cioè sempre in modo costruttivo e positivo, ricorda che si impara tantissimo dai nostri errori...ma solo se siamo forti e li accettiamo serenamente.

ciao e a presto.
p.s. un grande abbraccio a tutti i partecipanti del forum, mi fa molto piacere scambiare di nuovo un po’ dei miei pensieri di tiratore con tutti voi...

Napoli Roberto 20/06/2014 Ciao Roberto hai ragione io non sono sicurissimo che sparo sempre sotto perché io sinceramente non me ne sono reso conto,ma così mi ha detto una persona che era in pedana con me,ma poi bisogna prenderle con le pinze.ora cerco di mettere in pratica tutto quello che mi hai detto e comunque è vero la strada è molto lunga ma spero di arrivarci perché tutte le volte che torno a casa deluso dal risultato ho sempre più voglia di sparare!grazie mille dei consigli.a presto

Napoli Roberto 28/06/2014 Ciao a tutti oggi sono andato a sparare a uboldo alla fossa universale,è stato un disastro una delusione assurda non capivo dove sparavo e buttavo via completamente le fucilate.arrivato a questo punto credo che ho proprio bisogno di una persona che mi segue in pedana.unica pecca che io per via del lavoro posso solo il sabato e la domenica.

mungo ivan 30/06/2014 Ciao e'da un po' che nn scrivo,premesso che i consigli che mi avete dato sn stati di grande aiuto e i miei risultati sn migliorati parecchio volevo chiedervi un altra cosa io prima di sparare punto alto sulla buca e nei campi dove la parte davanti la buca offre qualche riferimento visivo nn ho problemi anche perché nn ho una altezza precisa su cui puntare il fucile ma mi poggio a qualsiasi cosa dopo la buca a circa 15 20 metri esempio la rete dell' elica ma dove questi nn ci sn e c'e'il prato verde davanti ho un po' di difficoltà nn potendo contare sul riferimento e quindi a volte o punto un po' più alto oppure un po' più basso cn la conseguenza dello zero, cm posso risolvere questo problema?? Nn punto al testimone perché le mie fucilate vanno tt dietro ho già provato grazie

mungo ivan 30/06/2014 Scusate gli errori nel testo ma scrivo dal telefono e a dire il vero non ho riletto prima di inviare

Vigo Africano 01/07/2014 Roberto,
A mio avviso nel primo periodo di avvicinamento alle nostre Discipline è preferibile non alternare gli allenamenti tra Fossa Olimpica e Fossa Universale. La Fossa Universale richiede dei movimenti di rotazione molto più elevati della Fossa Olimpica. Tuttavia è un ottimo esercizio propedeutico per poi avvicinarsi alla Fossa Olimpica.
Spero che Roberto Armani ti dia la sua valutazione, ben più professionale della mia.

Vigo Africano 01/07/2014 Ivan, negli interventi precedenti, relativi all'argomento puntamento, ed in particolar modo quelli di Papararo, potrai leggere che non occorre puntare focalizzando un punto specifico, ma lo sguardo deve essere focalizzato a quella distanza che si valuta di percepire il bersaglio, pur restando sempre allineato con la linea di mira.
E' una imbracciata sciolta ed abituale che determina l'altezza consueta scelta di puntamento, salvo particolari condizioni di morfologia del Campo o situazioni climatiche. Ovviamente quanto sopra è valido per chi sceglie il puntamento alto al di sopra del testimone.
Spero che anche al tuo quesito qualcuno voglia darti un consiglio più professionale del mio.

Napoli Roberto 01/07/2014 Quindi mi consigli sparare solo alla fossa olimpica?io ogni tanto a uboldo sparo anche al trap americano a un colpo quelli sono piattelli molto più semplici e molto più lenti e li qualcuno in più lo rompo,ma non credo che va molto d'accordo con la fossa olimpica grazie mille di tutti i consigli!!

Vigo Africano 02/07/2014
Io inizierei con la Fossa Universale, lasciando per il momento la Fossa Olimpica e specialmente il Trap Americano. Poi quando i primi risultati mettono in evidenza di aver trovata la giusta imbracciatura e il disinvolto agganciamento del piattello, allora comincerei a tirare alla Fossa Olimpica, senza farmi scoraggiare dai primi eventuali risultati negativi.
Attenzione i Lanci degli Schemi della Fossa Universale devono essere quelli Ufficiali, non come spesso accade che le macchine vengono ruotate secondo gli Schemi Regolamentari, mentre le molle vengono lasciate per le distanze di caduta della Fossa Olimpica.

Maglione Biagio 03/07/2014 Per Ivan. Imbraccia il fucile nel tuo consueto modo di puntare; verifica il punto d'incrocio della bascula col filo buca e questo sarà il tuo riferimento su qualsiasi campo ti troverai indipendentemente dallo sfondo, dal riferimento, da .... tutto.

mungo ivan 03/07/2014 Scusa Biagio ma nn ho capito bn cosa intendi per incrocio della bascula forse dove il fucile si piega?? Grazie

Maglione Biagio 04/07/2014 Per Ivan. La bascula è tutt'altro. Quindi imbraccia il fucile nel tuo consueto modo di puntare; tenendo puntato verifica il punto d'incrocio della filo buca con il fucile, questo sarà il tuo riferimento ...

Vigo Africano 05/07/2014
Il suggerimento che ti ha dato Biagio è valido per chi sceglie di puntare basso, ovvero vedendo l'uscita del piattello dalla bocca della buca. Mi sembra che tu invece hai scelto il puntamento alto ovvero aspettare di vedere il piattello nel campo visivo dove hai focalizzato lo sguardo, ma sempre sulla linea di mira.

mungo ivan 06/07/2014 Infatti io punto alto nn al testimone quindi in un campo cn l erba davanti ho problemi nn avendo riferimenti

Vigo Africano 06/07/2014
Come ti ho detto nell'intervento precedente, non è necessario avere un riferimento per il puntamento, ma devi puntare e focalizzare lo sguardo nel campo visivo dove pensi di percepire il bersaglio (circa 15 - 20 mt dal fine buca), mantenendo comunque sempre la linea di mira. Ovvero lo sguardo passa per la linea di mira ed il mirino, ma mette a fuoco la zona di cui sopra. Poi col tempo l'imbracciata diventerà fluida e ti troverai automaticamente su quella linea di puntamento.

mungo ivan 07/07/2014 Ciao Vigo allora se ho ben capito punto il fucile a una certa altezza che dovrebbe essere più o meno sempre uguale ogni volta che cambio d pedana e poi alzo lo sguardo sulla linea di mira quel tanto che basta per farmi capire che piattello e' uscito ed il tutto nn focalizzando lo sguardo su niente ma guardando cmq avanti? Con il tempo quindi alzare il fucile sempre alla stessa altezza mi verrà naturale ad ogni campo anche senza riferimento vero? Io sparo cosi di solito ma punto il fucile su qualcosa in modo che cambiando pedana nn lo alzo o lo abbasso guardando circa 25/30 cm sulla linea di mira e se sparo dietro lo alzo un po' se tiro o credo d tirare avanti lo abbasso trovando un punto d incontro ma mi manca la Costanza dei risultati che trovo solo su alcuni alcuni campi dove ormai ho i riferimenti.

Vigo Africano 08/07/2014
Credo che tu ti stia complicando la vita. L'allineamento dell'occhio con il mirino lungo l'asse di mira non va mai perso, solo che non devi mettere a fuoco lo sguardo su quest'ultimo ma nello spazio antistante (15 - 20 mt dalla buca) che corrisponde al campo visivo in cui tu hai verificato di percepire normalmente il piattello. Se tu focalizzi lo sguardo sul mirino, avrai un ritardo di messa a fuoco sul bersaglio percepito.
Non alzare mai lo sguardo per percepire meglio il piattello.

mungo ivan 10/07/2014 Ciao Vigo ho provato cm dici tu a nn staccare l occhio dalla linea di mira ma vedo il piattello troppo tardi e gli sparo dietro ho bisogno di alzare un po' lo sguardo per romperne qualcuno cm mai? Grazie

Vigo Africano 10/07/2014
Attualmente il tuo centro pupilla è allineato alla linea di mira? In tal caso devi regolare diversamente l'altezza del nasello. Specialmente per chi spara impostando il fucile alto, è indicato regolare l'altezza del nasello in modo che l'occhio sia sempre centrato lungo la linea di mira ed il filo bindella (ortogonale alla linea di mira, ovvero larghezza della bindella) sia tangente all'estremità inferiore dell'iride. Questo tipo di regolazione,oltre a migliorare la visibilità del bersaglio, poiché alla distanza di 30 mt la fucilata andrà circa 20 cm più in alto rispetto all'allineamento di mira, permette di seguire il piattello senza perderlo di vista tra la prima e seconda canna.
Spero di essere stato abbastanza chiaro.

mungo ivan 11/07/2014 Ciao Vigo si ho capito quello che tu vuoi dire e in effetti sn centrato bn sul fucile ma se nn alzo lo sguardo nn riesco ad agganciare il piattello nn so perché forse perché oramai mi sono abituato cosi cmq provo e ti faccio sapere grazie ancora.

Vigo Africano 14/07/2014
La cosa peggiore che puoi fare è quella di alzare lo sguardo sopra la linea di mira. Ricorda che ad 1 mm di sollevamento dalla linea di mira corrisponde a 30 mt un innalzamento della fucilata di 3 cm. Infatti considerando che dal centro pupilla all'estremità dell'iride corrono circa 7 mm, come ti ho detto nel mio intervento precedente relativamente alla regolazione del nasello rispetto alla linea di mira, avrai un vantaggio (fucilata più in alto) di circa 20 cm.
L'errore più frequente che facciamo è quello di alzare la testa dal calcio (appoggio sul nasello), cosa che avviene specialmente quando non avvertiamo l'uscita del piattello o c'è un leggero fuori tempo del lancio.

Pansini Dino 11/09/2014 Carissimo Afri, mi hai invitato a scrivere qualcosa di positivo per dare suggerimenti a nuovi adepti della fossa olimpica data,( come dici tu ) la mia esperienza nel settore. Anche se sono un maestro di tiro, prima di dare qualche parere, mi sono letto i pareri e i consigli gia' dati da molti di voi e, devo dire che sono rimasto senza parole nello scoprire quanto di esatto e giusto e' stato gia' detto da persone che hanno dato e detto il vangelo senza vedere l'allievo sparare.( eccezionale tutto ma tutto quello che dice Roberto Armani, un vero maestro ) Spero che qualche allievo mi rivolga delle domande specifiche, perche' io sono piu' cattivo nelle risposte, cioe' per la domanda: sparo sempre sotto, io potrei rispondere, ma hai fatto controllare l'allineamento dei tubi da un buon cannoniere? il tuo fucile e' ben equilibrato? l'appoggio e' perfetto? il tempo di fuoco e' quello giusto? Il mio credo e': fucile che rompe male o spara non dove vede l'occhio va subito venduto; e non pretendiate di fare affari comprando fucili usati, se non siete degli intenditori; il 90% di detti fucili sono manomessi. Un saluto a tutti, e uno davvero speciale a Roberto Armani che non ho il piacere di conoscere, a presto

mungo ivan 16/09/2014 Grazie del consiglio Vigo ho provato a sparare cm dici tu ed in effetti dopo un po' di difficoltà iniziale i miei risultati sn più costanti ora devo migliorare un po' sull aspetto psicologico grazie ancora ciao a presto .

Vigo Africano 03/05/2016
Per il CT della Fossa Universale Sandro Polsinelli.
Ho letto, sull'ultimo Notiziario on-line della FITAV, i pareri sul nuovo esperimento fatto a Lonato del possibile cambiamento di ingresso e turnazione in pedana della Fossa Universale.
Qui di seguito riporto alcune mie perplessità su quanto letto:
Poichè tale Sistema verrà applicato solo nelle Gare Internazionali, avremo che durante l'Anno Agonistico Nazionale i Tiratori di interesse Nazionale e quei pochi che li accompagnano in queste competizioni, non avranno la possibilità di allenarsi in gara su questo nuovo Regolamento. Cosa che già avviene per lo Skeet con i due Sistemi ISSF e quello Semplificato adottato dalla FITAV e dalle Società per le Gare Regionali e Provinciali.
Ovviamente questo nuovo Sistema può essere adottato solo in Gare a Sorteggio per avere la sequenza dei tiratori in pedana senza interruzione.
Per quanto riguarda lo stress io credo che sia molto stressante sia dover tirare cinque piattelli di seguito, fra l’altro sapendo sempre quale è l’ultimo lancio, ma ancora più stressante è l’attesa di ben 25 lanci (normalmente l’attesa è di 5 lanci) prima di poter tirare i propri successivi cinque.
Per l’accorciamento dei tempi della Gara, è evidente che l’unico guadagno certo è il tempo che con il vecchio Sistema si perde per il Cambio della Batteria in Pedana (lettura dei Risultati, chiamata dei successivi tiratori, ripresa dei tiri). Tuttavia questo guadagno verrà parzialmente ridotto dal tempo che si prenderà il Tiratore per intervallare i cinque piattelli consecutivi (scartucciamento, pausa, caricamento).

Vigo Africano 06/05/2016
Sembrerebbe che io non abbia capito bene il meccanismo, perchè la cosa avverrebbe così:
Il solo primo tiratore n° 1 entra in pedana e spara cinque piattelli di seguito, poi entra il tiratore n° 2 e spara un piattelo, quindi rispara il tiratore n° 1 e così alternandosi completano i cinque piattell, il tiratore n° 1 sulla Pedana 2 ed il tiratore n° 2 sulla Pedana 1. Quindi entra il tiratore n° 3 e come sopra i tre tiratori si alternano, sempre restando nella stessa pedana per concludere i propri cinque piattelli, e così di seguito all'ingresso del Tiratore n° 4 e n° 5. Dopo che avranno tirato altri cinque piattelli il tiratore n° 1 avrà completato la propri serie di 25 piattelli e subentra in pedana 1 il tiratore n° 6.
Quindi delle mie osservazioni precedenti, decade l'attesa da me indicata di ogni 25 Piattelli e il dover tirare 5 piattelli di seguito. Infatti in questa maniera salvo il primo tiratore e parzialmente i successivi cinque, gli altri tireranno sempre cinque piattelli per ogni pedana, ma in maniera alternata (ogni 5 piattelli).

Papararo Giuseppe 09/05/2016 - FOSSA UNIVERSALE - GARA IN LINEA - Africano, penso che adesso tu abbia capito il meccanismo. Parlandone con qualche tiratore che ha partecipato alla gara sperimentale, mi ha spiegato che in effetti sia il primo tiratore che l'ultimo, evidentemente penalizzati dal nuovo sistema, in effetti non sparano mai da soli, ma vengono coadiuvati da un direttore di tiro, che li precede o li segue in pedana, sparando anch'egli la prima o l'ultima serie di gara. Di conseguenza in pedana non sono mai meno di due tiratori a sparare. Siccome poi non esiste la solita giuria composta dai tiratori partecipanti, la conseguenza è che ogni campo necessita della presenza di almeno tre direttori di tiro (il primo che spara, il secondo al campanello e il terzo allo statino). Altra conseguenza è che non si può sfocare, come di solito succede prima dell'inizio della serie, ma evidentemente bisogna farlo altrove. Come poi giustamente hai fatto osservare, su ogni pedana il tiratore conosce perfettamente la traiettoria del quinto piattello, poiché deve comunque essere osservata la corretta distribuzione dei lanci (10 sinistri, 5 centrali e 10 destri). Gli addetti ai lavori hanno garantito un risparmio di tempo rispetto al vecchio metodo di almeno sette minuti a batteria, consentendo così l'iscrizione di un maggior numero di tiratori oppure la riduzione dei giorni di gara. Il nuovo metodo, a partire dal prossimo anno, non sarà obbligatorio, ma resterà nella discrezione delle nazioni organizzatrici degli eventi internazionali. Ultima considerazione che mi è stata fatta direttamente da un responsabile altolocato è che tale nuovo metodo è già adottato con successo nelle gare di Compak Sporting. Ti abbraccio. Peppino Papararo.

Vigo Africano 09/05/2016
Indubbiamente il risparmio di tempo globale esiste, ma a scapito della Disciplina che è stata da sempre un avvicinamento ed un ottimo allenamento per la Fossa Olimpica.
Faccio notare che nel Compak il tiratore sa sempre quale è la macchina che lancerà il piattello.

Papararo Giuseppe 10/05/2016 Infatti il commento di Ivan Rossi, padre di Jessica, dopo aver partecipato alla gara sperimentale, ricalca esattamente la tua considerazione. Cito a memoria la sua analisi: *la mia partecipazione alle gare di Fossa universale, per quanto mi riguarda, la considero come un ottimo allenamento per la Fossa Olimpica. Ma se le regole sono diverse non mi interessa più.* Saluti. Peppino Papararo.

Madella Amadei Lucio 05/09/2016 Ciao, ho iniziato a frequentare il tiro a volo (fossa olimpica) a giugno. Ho fatto 6 lezioni con un istruttore veramente bravo che mi ha dato le basi. Questo per me è stato fondamentale e mi sento di consigliarlo a tutti in quanto avevo approcciato il tiro anche 15 anni fa, ma nessuno mi aveva seguito (o forse ho avuto troppi suggeritori) e alla fine ho rinunciato dati gli scarsi risultati, tornando al tiro da poligono.
Dopo 3 mesi sono abbastanza soddisfatto dei risultati ottenuti. Ho toccato il 21/25 (una sola volta purtroppo) e vado ad una media di 15-18 piattelli. Durante le lezioni ho cercato di assimilare tutte le nozioni possibili, ma poi mi sono reso conto che è impossibile metterle in pratica contemporaneamente.
Ho iniziato a migliorare in modo significativo, di pedana in pedana, quando mi sono imposto di concentrarmi solo su una cosa per volta (come imbraccio il fucile, come combattere con se stessi per stare fermo alla chiamata, come non cedere alla tentazione di sparare appena si è sul piattello anzichè superarlo,....). Poi essendo un tecnico di formazione, ho avuto la necessità psicologica di provare tutto quello che mi è stato insegnato e verificare, facendo diversamente e sbagliando tanti piattelli, se effettivamente è proprio così.
Non mi lamento dei risultati ottenuti ad oggi, ma ho ancora tanti dubbi che provo a sintetizzare.
CORRETTA ALTEZZA DEL NASELLO: esiste un modo per verificarla oggettivamente. Ho letto che bisogna mettere 2 monete da 50 cent sovrapposte ad inizio bindella e si dovrebbe vedere solo il mirino. E' il modo giusto ?
ATTESA DA CHIAMATA AD INSEGUIMENTO PIATTELLO: avete qualche suggerimento per mantenere lo sguardo fisso senza evitare di iniziare subito a seguire con gli occhi il piattello.
TEMPO DI ESECUZIONE:
Avete qualche suggerimento per automatizzare il tempo di esecuzione chiamata-sparo ?
DOVE SPARO: dopo tre mesi faccio ancora fatica quando sbaglio a capire se ho sparato dietro/davanti/sopra/sotto. E' normale non avere ancora tale percezione ? Come si fa a capire dove si spara ?
OCCHIO DOMINANTE: mentre facevo lezione, e mi è stato spiegato il discorso dell'occhio dominante, mi hanno detto che sono destro con occhio dominante destro. Poi un giorno (quando già ero arrivato a 10-12 piattelli rotti) ho fatto una seduta da 3 piattelli (non percepivo la posizione occhio canna piattello). Ho fatto qualche prova statica e mettendo a fuoco l'area del piattello, con quelle condizioni di luce, la canna del fucile scompariva completamente. Ho quindi messo una linea verticale di nastro isolante sulla lente sinistra di un occhiale da tiro e ora vedo perfettamente la canna del fucile anche mettendo a fuoco in lontananza (fra l'altro in questo modo non perdo troppa visione periferica ed è stato un passaggio che mi ha permesso di fare un bel salto nei risultati). E' possibile che non sempre il mio occhio domante sia il destro ?
Ho visto che le soluzioni commerciali prevedono di penalizzare in modo orizzontale nella parte alta la lente sinistra piuttosto che creando una linea verticale. E’ meglio fare così ?
Vi ringrazio anticipatamente per il supporto e spero di non avervi annoiato con domande da principiante su cui magari si è già scritto tanto.

Salzano Giuseppe 05/09/2016 Madella Amadei Lucio.Nella Tua esposizione ci fai comprendere che **hai fatto 6 lezioni e ciò è stato fondametale .** Sei soddisfatto dei risultati ottenuti migliorando in modo significativo.
Lucio,Credo sia giusto ed opportuno che ritorni dall'Istruttore a riprendere le lezioni e sarà certamente la giusta via da percorrere.
Per quanto attiene poi,le domande che poni e per la corretta esposizione postata, l'Istruttore sarà certamente in grado di suggerirti la giusta soluzione a tutti i Tuoi dubbi.Cordialità.

Vigo Africano 06/09/2016
La soluzione migliore per rispondere ai tuoi dubbi è quella suggerita da Salzano. Infatti è molto meglio vedendoti in attività in pedana e suggerire quanto necessario.
In ogni caso, per quello che può valere, rispondo in qualche modo ai tuoi quesiti:
Altezza del nasello: Questa regolazione deriva da una scelta propria sul modo di tirare. Molti preferiscono coprire il piattello ed in tal caso pongono il centro pupilla a filo di bindella. Altri, forse i più, decidono di porre il filo bindella tangente all'estremità inferiore dell'iride (ciò significa mediamente circa 7 mm più alti rispetto al centro pupilla. Io propendo per questa soluzione per due motivi: il piattello tende sempre a salire e quindi questa regolazione da un vantaggio insito, inoltre permette di avere sempre netta la visione del piattello tra la prima e la seconda fucilata.(Se scorri questa pagina troverai agli inizi della stessa parecchi interventi in merito.
Attesa chiamata ad inseguimento piattello: Normalmente si mette a fuoco lo sguardo alla distanza che si ritiene di percepire il beraglio, passando per il mirino, ma non focalizzando su quest'ultimo. Questo sistema serve perchè l'occhio abbia già focalizzato il campo visivo di percezione del bersaglio. Comunque è fondamentale l'attenzione che va data al movimento univoco del busto e quindi dell'arma nell'inseguimento del bersaglio.
Tempo di esecuzione: Come ti avranno certamente già detto la prima fucilata va data nei primi sei sette decimi di secondo dalla chiamata. Comunque con il tempo ti accorgerai che diverrà un fatto automatico differenziando tale tempo tra il piattello centrale ed il traversone (il primo va anticipato perchè si allontana più rapidamente).
Dove sparo: Inizialmente è difficile valutarlo da soli, è più facile che lo osservi qualcuno che è dietro di te (istruttore). Con il tempo in molti casi riuscirai tu stesso a valutarli.
Occhio dominante: In vecchiaia io soffro di questo problema ed ho adottato il Sitema Pretolani (Sabbiatura parziale orizzontale della lente sinistra. Puoi fare delle prove per stabilirne l'altezza con dello Scotch opaco della 3M, Magic 810. La variabilità del fenomeno può dipendere anche dall'intensità della luce diurna. In ogni caso con questo accorgimento l'eventuale variabilità non ha più peso (resta sempre dominante il Dx).

Madella Amadei Lucio 07/09/2016 Grazie mille per le vostre risposte. Sicuramente riprenderò le lezioni ma adesso preferisco fare qualche pedana da solo per metabolizzare le indicazioni che mi sono state date. Questo fine settimana proverò la correzione alla lente sinistra come indicato. Grazie ancora e buona giornata.

Lagonia Giulio 17/04/2017 Buonasera e' da un po' che mi sono registrato ma non ho mai scritto, ho anche notato che il sito e' da un po' fermo, in ogni caso vorrei sottoporvi un mio problemino.E' da un po' ti tempo sto avendo problemi sull impostazione del calcio e per essere piu' preciso con il posizionamento del viso sul nasello.
Posizionandomi in modo adeguato per essere al centro della bindella l'occhio mi si porta veso l'interno dell'orbita e molte volte tendo ad abbassare la testa ( incornando mi dicono )e quindi trovandomi a guardare il mirino dal basso verso l alto.
Volevo capire se questo e' possibile avendo cambiato leggerente fisionomia ( sono dimagrito con la piscina e forse e' aumentata un po' la massa muscolare )e come poter risolvre il problema con il mio calcio ( un regolabile perazzi ) o dovendone fare uno nuovo. Un saluto GIULIO
Allego due foto:
Foto 1
Foto 2

Vigo Africano 26/04/2017
Caro Giulio, quanto avevo da suggerirti ce lo siamo detto via e-mail.
Spero che altri, più competenti di me, vogliano darti anche il loro parere.

EMANUELE MARCO 27/04/2017 Ciao a tutti e complimenti per il forum! Mi sono da poco avvicinato al tiro al volo e avrei da farvi una domanda semplice semplice. Spero di essere nel posto giusto..quello che voglio chiedervi è se esiste una vera e propria tessera che riconosce la mia iscrizione al fitav. Vi chiedo questo perché il propietario del campo in cui mi sono iscritto mi ha detto che quello che accerta la mia iscrizione è il versamento che porto sempre con me. È vera questa storia o la tessera va richiesta da qualche altra parte? Grazie a tutti quelli che mi sapranno rispondere

Vigo Africano 28/04/2017
Quello che attesta l'avvenuta iscrizione, oltre al versamento è la trascrizione del proprio nominativo nel Sito FITAV alla voce del Menù Tesserati.
Per quanto riguarda il Documento cartaceo, questo dovrebbe essere inviato dalla FITAV al Presidente della tua Associazione Sportiva e da questo consegnatoti. SOLLECITALO! O manda una mail alla Segreteria FITAV, indirizzo che potrai trovare sempre nel Sito FITAV, andando nei nostri Links.

Vigo Africano 28/04/2017
Ho controllato personalmente sul Sito FITAV nella Pagina Tesserati, e tu risulti regolarmente tesserato per l'anno 2017 nella Società CB09: ASD TAV Pietro Varriano di San Giuliano del Sannio.
Quindi sollecita il tuo Presidente o direttamente la FITAV ed il suo Organo Periferico (Delegato Regionale o Provinciale)per ottenere la tua Tessera.

Lagonia Giulio 02/05/2017 BUONASERA VIGO QUANTO DA TE CONSIGLIATO E' STATO MOLTO VALIDO E LO DIMOSTRANO I RISULTATI CHE SI FANNO NUOVAMENTE VEDERE (MEDIA 22).
MI AFFLIGGE PERO' UN DUBBIO CHE FORSE E' GIA' STATO AFFRONTATO.
I PIATTELLI CENTRALI.. LI ROMPO IN BASSO A SX O A SX ED IO PERSAVO DI ESSERE DENTRO CON L'OCCHIO, QUANTO UN AMICO MI HA SMENTITO DICENDOMI CHE SE I CENTRALI LI FACCIO IN BASSO A SX VADO FUORI CON L'OCCHIO E QUINDI FACCIO I SX AVANTI ( VERO ) E I DX DIETRO ( IN PARTE VERO. GRADIREI LA TUA OPINIONE SULLA TRAIETTORIA DELLA FUCILATA QUANDO SEI DENTRO O FUORI CON L'OCCHIO...TI INVIO UN FILE PER COMPLETEZZA.GRAZIE
Allegato

Vigo Africano 02/05/2017
Molto spesso nel ruotare il busto si commette l'errore di staccare il viso dal nasello. In questo caso, anche se in posizione statica l'occhio è al centro bindella, quando si insegue il traversone specialmente il 45° altezza 1,50 si finisce per staccarsi dal calcio.
Normalmente per chi non è mancino questo distacco avviene più frequentemente sui traversoni destri, ma altrettanto può avvenire sui sinistri se la testa ruota più del busto.
In ogni caso, per uno che NON è mancino, se l'occhio è all'interno del centro asse longitudinale bindella, la fucilata va avanti sui sinistri e dietro sui destri. Viceversa se l'occhio è all'esterno del centro asse longitudinale bindella, si andrà dietro sui sinistri e avanti sui destri.

Lagonia Giulio 03/05/2017 VIGO- Quindi ( per essere sicuro di aver capito )
la mia concezione e' esatta i centrali li faccio a sx perche vado fuori con l'occhio e se mi sposto verso un piattello dx dovrei spararlo avanti.
A tuo consiglio pensi sia utile spostre il nasello verso l'interno per evitare di uscire fuori?
O poi essendo un po' dentro si peggiora tutto?

Vigo Africano 04/05/2017
In realtà lo spostare il nasello in modo che l'occhio sia leggermente esterno al centro asse bindella, è un espediente utilizzato da alcuni tiratori, me compreso.

Vigo Africano 04/05/2017
Scusa adesso mi sono accorto che nel tuo intervento scrivi che sposteresti il nasello verso l'interno? NO, devi leggermente spostare il nasello verso l'esterno se sei destro, e poi sparare normalmente e serenamente, non pensando all'espediente utilizzato.

Lagonia Giulio 04/05/2017 QUINDI..SE HO CAPITO...ANCHE SE ANDANDO SU UN PIATTELLO DX SPINGENDO ESCO UN PO' CON L'OCCHIO FUORI( SONO DX QUINDI FUORI DAL NASELLO )SAREBBE MEGLIO SPOSTARE IL NASELLO VERSO L'ESTERNO PER PORTARE LA FUCILATA ....DICIAMO....AVANTI A DX.
GIUSTO?

Vigo Africano 04/05/2017
Noi destri, normalmente abbiamo più difficoltà sui traversoni a destra, quindi con il LEGGERO spostamento verso l'esterno abbiamo generato un certo anticipo a destra che copre anche se nella rotazione dovessimo staccare leggermente il viso dal nasello.
Comunque è un espediente e non ti devi far condizionare dal pensiero di questa regolazione. Spara con scioltezza e tranquillità. Ti ripeto lo spostamento deve essere leggerissimo e va provato. E' lo stesso criterio che tu utilizzi posizionando il filo bindella tangente all'iride (tue foto), che genera un anticipo verso l'alto, in quanto i bersagli sono comunque montanti.

Lagonia Giulio 08/05/2017 Vigo-Come da tuo preziosissimo consiglio tutto procede discretamente bene ( media costante 21/22)
la sistemazione del nasello mi porta a dx bene però ( c'e' sempre un pero') i miei errori sono con una percentuale 3 su 4 a sinistra. Purtroppo a sinistra trovo difficolta' e mi ritrovo la maggior parte delle volte ad alzare la testa.
Ho notato che a destra sembra che il fucile scappi, mentre a sinistra devo spingerlo per portarlo sul bersaglio.Pensi che la lunghezza possa influire sul movimento?

Vigo Africano 09/05/2017
Prova a fare attenzione nella rotazione del busto a sinistra. E' probabile che hai difficoltà nella rotazione a sinistra, fondamentalmente con la testa che frena il movimento, portando ancor più il centro dell'occhio verso l'esterno (dx) generando una minore visibilità del bersaglio, cosa che ti porta ad alzare la testa. Non irrigidirti e lascia che il busto e la testa siano un corpo solo nella rotazione.
Ovviamente ricordati che le mie osservazioni sono più che teoriche, non potendoti vedere mentre tiri.

Vigo Africano 07/10/2017
La FITASC ha modificato dal Gennaio 2018 il Numero ed i Limiti di età delle QUALIFICHE dei Tiratori per la FOSSA UNIVERSALE:
JUNIOR (M e F): dall'anno in cui si compie il 13° anno fino al termine del 20° anno di età.
DAME: dall'anno in cui si compie il 13° anno di età.
HOMME: dall'anno in cui si compie il 21° anno fino al termine del 55° anno di età.
SENIOR: dall'anno in cui si compie il 56° anno fino al termine del 65° anno di età.
VETERANI: dall'anno in cui si compie il 66° anno fino al termine del 72° anno di età.
MASTER: dall'anno in cui si compie il 73° anno di età.
Non sarebbe il caso che anche la ISSF e la FITAV adottassero questa nuova SUDDIVISIONE per la FOSSA OLIMPICA?

Maglione Biagio 07/10/2017 Sarebbe auspicabile; anche per evitare differenze palesi di confronti agonistici in discipline di fatto paritetiche.

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